Dal Grande Fratello al tribunale: Valentina Vignali condannata a risarcire l'ex dopo 7 anni
Valentina Vignali condannata a risarcire l'ex Stefano Laudoni con 50mila euro per diffamazione. La sentenza dopo 7 anni.
Sette anni. Tanto ci è voluto perché la giustizia facesse il suo corso nella vicenda che ha visto contrapposti Valentina Vignali, influencer e cestista nota al grande pubblico per la sua partecipazione al Grande Fratello, e Stefano Laudoni, suo ex fidanzato e cestista professionista. Una storia che affonda le radici nel 2019, quando dichiarazioni rilasciate in diretta televisiva hanno innescato una battaglia legale destinata a concludersi soltanto ora, con una sentenza che ha ordinato un risarcimento di 50.000 euro oltre alle spese legali.
La vicenda risale al periodo immediatamente successivo alla fine della loro relazione, conclusasi nel 2017. Nel 2019, Valentina Vignali varcava la porta rossa della Casa del Grande Fratello condotto da Barbara d'Urso e, durante la sua permanenza nel reality, parlava pubblicamente della storia con Laudoni. Non si limitava a raccontare aneddoti sentimentali: faceva riferimenti all'utilizzo di sostanze stupefacenti da parte dell'ex compagno durante l'attività sportiva. Dichiarazioni pesanti, rilasciate davanti a milioni di telespettatori, che non tardarono a generare conseguenze.
Schede
La reazione di Stefano Laudoni fu immediata e formale. Il 10 maggio 2019, attraverso i suoi legali, diffuse un comunicato pubblico in cui smentiva categoricamente quanto affermato dalla Vignali. Nel testo, l'atleta sottolineava la gravità delle accuse, definendole "assolutamente calunniose e diffamatorie", e annunciava di aver già provveduto a diffidare l'ex compagna ad astenersi da ogni comportamento lesivo dell'onore e della reputazione. La diffida non era bastata: le dichiarazioni erano state pronunciate in diretta nazionale, e Laudoni si vedeva costretto ad agire in sede civile e penale per tutelare i propri interessi e la propria immagine professionale.
Da quel momento è iniziato un lungo iter giudiziario. Sette anni di procedimenti, udienze, documenti legali. Sette anni durante i quali entrambi hanno scelto di andare avanti con le loro vite, costruendo nuovi equilibri e nuove famiglie. Stefano Laudoni ha sposato Giorgia Crivello, con la quale ha avuto due figli: Romeo Allen, nato nel 2024, e Arizona, venuta al mondo poche settimane fa. Anche Valentina Vignali ha ritrovato l'amore, tornando tra le braccia di un vecchio amore: lo scorso 21 giugno 2026 ha sposato Fabio Stefanini, una persona che aveva già fatto parte della sua vita in passato e con cui è tornata insieme dopo diversi anni.
Ma il passato, si sa, non si cancella con un colpo di spugna. E così, mentre entrambi condividevano sui social le foto delle loro nuove vite, la macchina della giustizia continuava a macinare. Fino ad arrivare alla sentenza definitiva, comunicata proprio da Stefano Laudoni attraverso i suoi canali social. L'ex cestista ha scelto di condividere alcune pagine del provvedimento, accompagnandole con un messaggio sobrio ma eloquente: "Dopo molti anni di silenzio senza mai personalmente rispondere a nessuna provocazione o diffamazione, la giustizia ha finalmente fatto il suo percorso. Elegantemente credo che non sia necessario aggiungere altro e sempre elegantemente disattivo i commenti per non infierire".
Nelle righe pubblicate si legge chiaramente: il giudice ha disposto in favore di Stefano Laudoni un risarcimento di 50.000 euro, oltre alle spese legali, e ha ordinato a Valentina Vignali la pubblicazione della sentenza. Una somma importante, che testimonia la gravità delle affermazioni considerate diffamatorie dal tribunale. "La sentenza che potete leggere qui sopra parla da sé. Il giudice ha ordinato il risarcimento di 50.000 euro oltre spese legali e la pubblicazione per evidenti e giuste ragioni e siamo molto soddisfatti di questo", ha aggiunto Laudoni nel suo post.
Dal canto suo, Valentina Vignali non ha ancora commentato pubblicamente l'esito della vicenda giudiziaria. I suoi profili social continuano a mostrare momenti di vita quotidiana, foto del matrimonio recente, contenuti legati alla sua attività di influencer e cestista. Un silenzio che contrasta con la risonanza mediatica che la sentenza sta avendo, ma che potrebbe essere dettato da ragioni legali o dalla volontà di non alimentare ulteriormente il caso.
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