C'era una volta Studio Uno: intervista a Domenico Diele: 'personalmente mi piacciono i talk show politici e i documentari'
La miniserie televisiva "C'era una volta Studio Uno" va in onda su Rai 1 il 13 e 14 febbraio 2017. Mauxa ha intervistato Domenico Diele, interprete del personaggio di Lorenzo.
La miniserie televisiva "C'era una volta Studio Uno" va in onda su Rai 1 il 13 e 14 febbraio 2017.
\r\nDiretta da Riccardo Donna, la fiction ripercorre la nascita di "Studio Uno", celebre varietà degli anni Sessanta. Rappresentando la realtà economico-sociale dell'epoca, il racconto si concentra su tre ragazze e sulle loro ambizioni personali e di successo.
\r\nAbbiamo intervistato l'attore Domenico Diele, interprete del personaggio di Lorenzo.
\r\nD: Ti sarebbe piaciuto vivere negli anni Sessanta?
\r\nR: Per alcuni versi moltissimo, credo che l'Italia offrisse molte più opportunità allora, ed in generale il rapporto tra ciò che si poteva guadagnare e il costo della vita era di gran lunga migliore. Tanti aspetti della vita erano molto meno o affatto regolamentati e tutto era più "facile", dalle licenze alle compravendite alla possibilità di dare vita a progetti e tante altre cose. Per altri aspetti invece lo immagino come un periodo più duro del nostro, penso soprattutto all'opprimente peso che aveva la morale cattolica e tutti i suoi effetti, dall'odioso "cosa dirà la gente?" al famigerato delitto d'onore, aspetti questi per fortuna ormai ridimensionati almeno in parte.
\r\nD: Dopo aver recitato in questa miniserie, quanto pensi sia cambiato il varietà rispetto all'epoca di Studio Uno?
\r\nR: Premettendo che non sono un esperto di format televisivi, credo che la "ricetta" del programma così detto di varietà non abbia subito grandi rivoluzioni da allora: canzoni, sketches comici, balletti e così via restano la sostanza dei varietà ancora oggi
\r\nD: Il programma televisivo concedeva grande visibilità, credi che oggi questo ruolo di promozione sul piccolo schermo sia detenuto dai talent show?
\r\nR: Senza dubbio i talent show, oggi, sono programmi televisivi che trovano grande seguito nel pubblico, e per chi voglia tentare di intraprendere la strada della musica stanno diventando un standard di percorso. Personalmente mi piacciono i talk show politici e i documentari.
\r\nD: Com'è stato interpretare il figlio di un ricco industriale?
\r\nR: Ahaha.. è stata un bella occasione per visitare magnifici palazzi a Torino. Per il resto, il mio papà nella fiction fa parte della maggioranza dei ricchi dei racconti, ossia quelli antipatici e cinici. Quindi non è stato un aspetto così esaltante del ruolo.
\r\nD: Nel 2015 sei stato tra i protagonisti di 1992, fiction che ha riscosso un grande successo. Tornerai anche in 1993?
\r\nR: Pastore ci sarà anche in 1993. Vedrete.
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