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Disastro A Hollywood

Disastro A Hollywood

Uno dei rarissimi casi in cui probabilmente il titolo italiano sembra più efficace di quello originale (What just happened), Disastro a Hollywood parla per l'appunto di un disastro, quello della vita di un produttore cinematografico, interpretato dal mito vivente Robert De Niro (Il padrino - Parte II - 1974, Taxi Driver - 1976, Il cacciatore - 1978, C'era una volta in America - 1984, Gli intoccabili - 1987, Cape Fear - Il promontorio della paura - 1991, Heat - La sfida - 1995), ripresa in un periodo circoscritto di tempo ma paradigmatica di quella che è la routine di quel tipo di persone in quel tipo di ambiente. E' così che la comune aurea immagine di Hollywood come regno del benessere e del successo viene fatta letteralmente a pezzi in un affresco (che ricorda da lontano del grande I protagonisti del grande Robert Altman) che ritrae un uomo che, accumulati soldi e successo, si ritrova a vivere solo in un anonimo appartamento, con due ex mogli che abitano le splendide ville da lui acquistate e perse in seguito al divorzio: si aggiungono tre figli che, nonostante la buona volontà, lui dimostra di non conoscere affatto.
Una vita disastrosa dal punto di vista sentimentale ma non solo, perché il protagonista Ben, per lavoro, si ritrova a dover trattare con un regista drogato e alcolizzato che si rifiuta di cambiare il finale di un film stroncato dal pubblico delle prewiew e che perciò rischia di non entrare nella distribuzione. Deve inoltre convincere un Bruce Willis (nella parte di se stesso) appesantito e isterico a tagliare quella che gli altri definiscono una barba da talebano decisamente troppo poco attraente. Efficacissima la caratterizzazione di tutti i personaggi che ruotano intorno al protagonista, con piccole forzature utili al fine comico del film (crisi isteriche del regista, rumorosi mal di stomaco del manager dovuti alla sospensione di antidepressivi, gesti di ira e distruzione da parte dell'attore per futilissimi motivi come il taglio di una barba) che probabilmente non si discostano poi troppo dalla realtà hollywoodiana. La macchina da presa sottolinea la vita frenetica di Ben attraverso effetti di velocizzazione che le conferiscono un'atmosfera quasi allucinata. La vita del produttore cinematografico sembra così una corsa continua alla ricomposizione di precari equilibri diplomatici tra i vari partecipanti alla riuscita del film, in una nevrosi che non lascia spazio alla vita privata (il protagonista non riesce a non rispondere al cellulare nemmeno nei momenti di maggiore intimità con la sua ex moglie con cui vorrebbe ricucire un rapporto). Disastro a Hollywood è sicuramente un film dal buon ritmo, ben interpretato da un cast d'eccezione e ben diretto da un regista, Barry Levinson (Piramide di paura - 1985, Good morning, Vietnam - 1987, Rain man - L'uomo della pioggia - 1988, Toys - Giocattoli - 1992, Sleepers - 1996, Sesso & potere - 1997), che annovera un passato di successi. La storia è tratta dal libro del produttore Art Linson (produttore, tra gli altri di Gli Intoccabili, 1987; Black Dahlia, 2006).

Titolo originale:What just happened. Regia: Barry Levinson. Interpreti: Robert De Niro, Sean Penn, Catherine Keener, John Turturro, Robin Wright Penn, Stanley Tucci, Kristen Stewart, Michael Wincott, Bruce Willis, Jason Kravits, Mark Ivanir, Remy K. Selma, Christopher Evan Welch, Sam Levinson, Lily Rabe, Dennis Albanese, Emily Alpren, Ari Barak, Moon Bloodgood, Lindy Booth, Alessandra Daniele. Genere: Commedia. Durata: 107 minuti. Produzione: USA 2008. Distribuzione Medusa.

Si ringrazia il Cinema Cityplex Politeama Lucioli per la collaborazione. http://www.cinemateatrilucioli.it/



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