Arcobonsai 2010: Racconto E Fascinazione Di Un'Arte Millenaria
Si e' appena conclusa la 25esima edizione di ArcoBonsai: dal 30 aprile al 2 maggio, la ridente cittadina di Arco, "la macchia meditterranea piu' a settentrione d'Europa", ha ospitato il prestigioso evento in concomitanza con la mostra mercato di Arco Fiori.
Un programma ricco e vario che, anche quest'anno, ha richiamato appassionati di bonsaismo, florovivaismo e giardinaggio, ma non solo. In programma, infatti, un prelibato itinerario dei sapori per tutti gli amanti della natura alla ricerca dei prodotti tipici e della cucina locale. L'apertura delle mostre mercato di ArcoBonsai ed Arco Fiori hanno dato il via ai lavori con l'XI Trofeo Arcobonsai, l'annuale dimostrazione a concorso tra16 Istruttori Italiani riconosciuti (IBS): il premio, quest'anno, e' stato unanimamente riconosciuto a Zino Ringo.
Molti i seminari didattico-scientifici d'interesse. Sono intervenuti il Prof Ferruccio Poli, il Prof Augusto Marchesini, gli istruttori IBS Adriano Bonini, Carlo Cipollini, Massimo Bandera, Luca Bragazzi e Chiara Padrini che hanno messo a disposizione del pubblico tutta la loro esperienza, l'autorialita' e l'amore per quest'arte millenaria.
Tra i tanti eventi proposti nel weekend, menzoniamo la dimostrazione in contemporanea di sette istruttori IBS: Aldo Cetorelli (cipresso), Stefano Frisoni & Gaetano Settembrini (ginepro), Roberto Raspanti (leccio), Gianfranco Rossi (cipresso), Alfredo Salaccione (pino silvestre) e Francesco Santini (bosso) che hanno lavorato sui propri esemplari presentando, durante le varie fasi di lavorazione, percorsi didattici differenti illustrandoli al pubblico presente.
Il workshop dimostrativo e' stato accompagnato dall'intervento del presidente dell'IBS, Sandro Segneri: "Il bonsai racconta la storia di un vecchio albero. L'artisticita' di un esemplare sta nell'unicita' della sua rappresentazione: la rappresentazione di un'immagine. Il senso, il ritmo del movimento sono elementi fondamentali per conferire quell'immagine di un albero pettinato dal vento, di un albero che si dipinge nello spazio. Il bonsaista ha davanti a se' un tronco, non una pianta: su questo tronco deve articolare la pianta. La chioma deve essere adeguata al carattere del tronco. Per esempio, su un tronco esile, accattivante, femminile, la chioma sara' piccola. La massa vegetativa sara' sempre in rapporto alla struttura del tronco nell'osservazione di un superiore concetto di equilibrio. Maggiore e' la vicinanza tra i palchi, e maggiore sara' la potenza estetica espressa, e naturalmente: maggiore e' l'ampiezza degli spazi vuoti, la distanza tra i palchi, maggiore e' l'idea di leggerezza derivante. La ricerca estetica va diretta, quindi, nell'individuazione di correttori che potenzino la forza emozionale. Sono diverse le strategie in termini estetici per la composizione di un'immagine, qui si tratta di forma: il bonsaista, alla fine, non fa che seguire un percorso di costruzione, compie la rappresentazione di una forma, in cui ogni elemento presuppone una valutazione estetica per arricchire il proprio lavoro nel tempo. La lettura per creare qualcosa di unico deve essere severa, deve indirizzarsi al dettaglio: piu' detagliata e' la risoluzione, maggiore sara' l'unicita' creativa, quel lavoro d'interpretazione capace di avvicinarsi all'eccellenza di bellezza."
Nella seconda parte, interviene Luca Bragazzi, istruttore IBS: "La scelta di un vaso ben proporzionato fa parte di un lavoro pregresso, in modo da preparare la pianta a vivere in un ambiente ristretto". Passando in rassegna gli alberi lavorati vengono poi affrontati diverse argomentazioni: le tecniche dei trattamenti fitosanitari in relazione all'aggressivita' crescente degli agenti patogeni riscontrata negli ultimi anni, le modalita' di somministrazione dei trattamenti, i fattori attraverso i quali riconoscere la buona salute di una pianta perche' "e' la buona salute di una pianta il principio fondamentale che viene salvaguardato". Bragazzi focolizza quindi l'importanza della coltivazione, spesso erroneamente relegata in secondo piano: "a volte capita di vedere belle piante con una coltivazione che lascia a desiderare...e' importante capire che una coltivazione trascurata decretera' poi un insuccesso, un fallimento futuro".
Un workshop istruttivo aperto alle domande di un pubblico partecipe e appassionato.
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