Giulio Andreotti, 2 libri ripercorrono i rapporti con il cattolicesimo dello statista scomparso
“Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un'epoca” è un libro composito di Massimo Franco
Giulio Andreotti, scomparso ieri all’età di novantaquattro anni ha una folta pubblicistica che ripercorre la sua vicenda e personale e politica, fino a divenire storica.
“Divo Giulio. Andreotti e sessant'anni di storia del potere in Italia” di Antonella Beccaria e Giacomo Pacini ripercorre la vicenda dello statista fin dai tempi della Seconda guerra mondiale, dai rapporti con i servizi segreti alleati, proseguendo con la stagione dei dossier, l'esplosione del terrorismo, le coperture degli stragisti neofascisti, l'allestimento di apparati come Gladio e l'Anello. La sua vicenda attraversa i maggiori scandali italiani dal dopoguerra, dal golpe Borghese al delitto Moro, dalla P2 a Michele Sindona, e la biografia rigorosa e documentata tesse l'intera storia politica, quella ufficiale e inconfessabile.
“Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un'epoca” di Massimo Franco è invece una biografia che fa luce sulle sue due vite, una precedente e una successiva ai clamorosi processi che lo hanno visto imputato per un decennio. Il collegamento è anche con le vicende della classe dirigente cattolica, dalle cronache politiche a quelle giudiziarie.
Sempre analitico è “Giulio Andreotti. L'uomo, il cattolico, lo statista” di M. Barone e E. Di Nolfo: qui gli studi sono Il compiuti sull'archivio personale di Andreotti, affrontando diversi aspetti del carattere del senatore e della sua filosofia di vita, dalla Gioventù democristiana ai rapporti con la sinistra, alle posizioni sulla questione monarchica, del petrolio e del nucleare. Per la politica estera si studiano i rapporti con la Russia, l'Est e il mondo arabo e il Vaticano.
“Il potere logora... ma è meglio non perderlo” dello stesso Andreotti è un pamphlet d’ironia, tanto che lui stesso ammette: “sfuggire per sé e per gli altri alla noia, alla prolissità, alla pedanteria è, a mio giudizio, meritorio”. Si tratta quindi di una autobiografia concisa e sarcastica, con osservazioni, rilievi, indirizzi che hanno “costituito la mia risposta o la mia reazione dinanzi a fatti, indirizzi, persone con cui mi trovavo a confrontarmi nei vari mestieri nei quali, da studente in poi, mi son trovato a operare" (al seguente link è possibile acquistare "Divo Giulio" e "Andreotti".
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