Whitney Houston osannata e minacciata: missive difficili alla Venere nera
L'Fbi rende pubbliche 128 lettere che testimoniano una vita d'inferno
Viso d'angelo e voce da brivido, Whitney Houston era una dea di quello star system che l'ha uccisa, facendone rinvenire le spoglie nella vasca da bagno di un hotel di Beverly Hills giusto un anno fa. Proprio lei, che sembrava una donna fortunatissima e completata dai suoi successi, forte, consapevole e matura, ha ricevuto dal 1988 al 1999 messaggi disturbanti da parte di fan mitomani e maniaci ed è dovuta ricorrere alla protezione dell'Fbi. Aveva detto: "Nessuno mi fa fare qualcosa che non voglio fare. È una mia decisione. Quindi il mio più grande diavolo sono io. Sono il mio miglior amico o il mio peggior nemico". Eppure non ha retto alle potentissime pressioni di un'esistenza condotta quasi sempre sulla cresta dell'onda. Dove l'apparenza è tutto e poche devono essere le persone che ti amano davvero, scevre da secondi fini personali o peggio da interessi economici.
Era colma di doti Whitney, una perla di stile e bellezza dalla voce straordinaria, ricca di sfaccettature e poliedrica in capacità e pensieri. Sicuramente invidiatissima, visti i tanti premi e riconoscimenti che collezionava: basti pensare, come piccolo esempio del suo calibro artistico, che ha conquistato sei Grammy Awards, ben ventidue American Music Awards ed è stata inserita alla 34ª posizione nella lista dei cento cantanti più grandi di tutti i tempi della rivista "Rolling Stones". Ma non doveva essere certo felice, dato che, in seguito alla sua tragica scomparsa, è stato appurato che faceva uso cronico di droga. Ed è stata appunto la cocaina unita ad una malattia vascolare di cui soffriva, ad arrestarne irrimediabilmente il cuore. Un cuore dolorante per la solitudine. Confuso dalle lettere che arrivavano da parte di ammiratori che la incensavano e di stalker che la minacciavano.
L'Fbi ha rivelato come un fan del Vermont sia giunto a scriverle più di settanta missive in diciassette mesi, insistendo ossessivamente per incontrarla e promettendo di svelare dettagli della sua vita travagliata se Whitney non avesse acconsentito a vederlo. C'è anche chi ha cercato di estorcere soldi all'artista; prima 100 mila dollari, poi 250 mila dopo il matrimonio col collega Bobby Brown. Disgustata da lettere piene d'odio e d'insulti ed incredula di fronte a quelle colme di complimenti che denotavano un amore irreale perché viziato dal suo essere simbolo di qualcosa d'inarrivabile e mitico, la povera Houston deve aver trascorso momenti da incubo. Preferiamo ricordarla nel suo splendore in un recente libro fotografico che ne celebra la carriera: "Whitney: Tribute to an Icon".
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