Parigi Fashion Week: tout à refaire per un Galliano che sfiora il flop
Il défilé dello stilista inglese non convince, ma è presto per dire l'ultima parola
John Galliano il problematico alla Parigi Fashion Week. John Galliano l'esibizionista di nuovo sulle passerelle francesi. Eppure la sua moda pare aver perso l'anima. La seducente femminilità che la contraddistingueva difetta in nome di linee squadrate ed essenziali, prive di fronzoli e civetteria. Le modelle paiono amazzoni dalle silhouettes iperstrutturate, valchirie con berretti di cuoio che rinunciano al colore in nome di un'estetica buia e dura. Emergono, salendo severamente la scala di marmo che conduce al palco, come figure primitive sorgenti dalla terra, avvolte in panni di lana, gonne risvoltate, bluse e pantaloni riecheggianti l'espressionismo astratto del pittore statunitense Mark Rothko.
\r\nDa giugno 2011, dopo il licenziamento da parte del marchio Dior, dovuto a gravi intemperanze comportamentali di Galliano (filmato, tra l'altro, mentre, ubriaco, inneggiava ad Adolph Hitler), le collezioni da lui firmate risultano nelle mani del suo braccio destro, il collega Bill Gaytten.
\r\nAlla sfilata di ieri sera, tenutasi al Palais de Tokyo, nella hall usata quale set d'interno nel recente film "Le Capital" di Costa Gravas e che ospita, fra l'altro, i locali del quotidiano "Les Echos", erano presenti diversi VIP, accorsi per vedere i modelli dell'inverno prossimo: la supermodella slovacca Adriana Sklenaříková Karembeu, la cantante Alizeé, l'attore francese Lambert Wilson. Tutti incuriositi da quello che doveva essere il grande ritorno di Galliano, confessatosi alcolista e psicologicamente fragile. Il professionista di moda ha fatto pubblica ammenda dei comportamenti errati del passato, ma con questa sua ultima prova ancora non si riscatta. Appare troppo diverso da sé, dai canoni e dai gusti cui aveva abituato il suo pubblico. Forse è solo una fase di ricerca... E presto Galliano ritroverà un'ispirazione vincente.
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