The Next Three Days: un film dove il colpevole aspira alla libertà
Paul Haggis torna con un dramma carcerario
Paul Haggis ci ha insegnato che i drammi kafkiani sono quelli che rendono più verosimile la storia, perché partendo da una situazione assurda rendono lo spettatore capace di immedesimarsi nella situazione angosciante. Era così in Crash - Contatto fisico (2004) per cui vinse l’Oscar, o Nella valle di Elah (In the Valley of Elah, 2007) dove un reduce della guerra in Vietnam va alla ricerca del figlio scomparso in una base messicana di ritorno dall\'Iraq. Se poi per Kafka la punizione resta esemplare, pur non avendo commesso la colpa, per Haggis – e il cinema Usa – questo è impossibile, a patto di scioccare il pubblico.
In The Next Three Days vediamo la colpevole, Lara (Elizabeth Banks) essere arrestata e condannata per l’omicidio del suo capo durante un litigio di lavoro. Le sostiene di essere innocente: a tre anni dalla condanna, il marito John (Russel Crowe) continua a battersi per tenere unita la famiglia, a crescere il loro unico figlio. Quando la Corte Suprema respinge l\'ultimo appello, John decide l’unica soluzione è la fuga: escogita un elaborato piano ed entra tra falsificazione di passaporti, finte malattie pur di portare la moglie in ospedale da lì farla evadere.
Senza svelare il finale, la scena di John e consorte all’aeroporto, quando un ufficiale canadese esamina i loro passaporti, mentre camminano lungo il corridoio e le loro foto vengono aggiunte alla lista, vale da sola la visione del film. L’interpretazione di Elizabeth Banks è solida, quella di Russel Crowe è sofferente (come quando preso dal tremore per poco non investe una bambina). Pur nell’assenza di colpi di scena esilaranti . meccanismo narrativo necessario in questo tipo di film thriller, basti pensare a Le ali della libertà (The Shawshank Redemption,1994) il racconto verso l’assoluzione della protagonista è capace di creare un’empatia con lo spettatore: il New York Times ha proprio evidenziato l’aspetto di poca credibilità della pellicola, sconfinate con l’ironia. “Tortuoso e un po\' ridicolo” è stato il giudizio di filmcritic.com. C’è anche da dire che poco si accenna alla innocenza (presunta?) di Lara.
Nella carriera di Haggis, The Next Three Days – che è comunque un remake del francese Pour Elle ( 2008) di Fred Cavaye - segna non una novità stilistica ma di contenuto, con una rara capacità di sapere orchestrare un racconto classico intriso di senso dell’assurdo.
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