Perdas De Fogu (Salto Di Quirra). Lavoro Militare
Le maggiori aziende internazionali arrivano a Perdas de Fogu per fare esperimenti, test, collaudi e per mostrare ai loro clienti la potenza deflagrante delle loro invenzioni. In cambio lo Stato italiano, per tramite dei politici locali, riceve un canone, come corrispettivo dello smaltimento sul territorio sardo di una quantità imprecisata di rifiuti bellici, potenzialmente letali. Infatti, nonostante la popolazione residente nella zona faccia tutto sommato una vita sana, respirando aria buona e mangiando cibi genuini, a Salto di Quirra si registra un'incidenza altissima di casi di leucemia e tumori al sistema emolinfatico, per non parlare delle malattie che colpiscono i soldati impiegati all'interno della base, le cui diagnosi sono spesso coperte da segreto militare. L'area di Perdas de Fogu è infatti completamente inquinata dalle nanoparticelle dell'uranio impoverito, un composto che viene utilizzato per costruire i proiettili e le armi di ultima generazione, e che, portato ad altissima temperatura attraverso le esplosioni, rilascia delle nanoparticelle in grado di penetrare all'interno dei tessuti umani e di compromettere l'intero ecosistema.
Escalaplano invece è un paesino a circa 17 chilometri da Salto di Quirra. Da oltre vent'anni gli abitanti di vivono nel terrore di bimbi che nascono con gravi malformazioni e di adulti decimati da tumori del sistema emolinfatico. Un recente articolo di Piero Mannironi sul quotidiano La Nuova Sardegna ben chiarisce i risvolti della questione: ... L'équipe di scienziati e di tecnici ha cominciato a raccogliere dati e testimonianze che ora verranno interpretate attraverso modelli statistici e protocolli medici e chimici per tentare di spiegare la lunga catena di tumori del sistema emolinfatico e la nascita di bambini con gravi malformazioni. Si è intanto scoperto che gli accertamenti fatti finora nel Sarrabus, intorno al poligono interforze del Salto di Quirra presentano molte lacune. Antonietta Gatti, ricercatrice di Scienza dei materiali al policlinico universitario di Modena, ma soprattutto autorevole studiosa di nano patologie così si esprime a proposito: «C'è una dottoressa, la dottoressa Aru, che ha svolto attività di pediatra nella zona di Escalaplano dal 1981 al 1983. Ci ha detto che nella sua esperienza di medico non le è mai capitato di osservare la tipologia di malformazioni che ha invece riscontrato in quegli anni e in quella determinata area, nonostante successivamente abbia lavorato in un grosso ospedale di Cagliari». Continua la Gatti: «La dottoressa Aru ha ipotizzato quindi che, dal 1981 al 1988 nel territorio di Escalaplano si sia verificato qualcosa di molto particolare che ha causato malformazioni che lei ha avuto modo di osservare solo nei libri. Ha anche ricordato che i colleghi consultati manifestarono analoga sorpresa. Ha quindi ribadito l'ipotesi che nell'area si sia verificato qualcosa di eccezionale, di cui al momento sembra non esserci più traccia nella zona, anche se personalmente ho trovato una malformazione in un bambino già morto, sempre nella zona di Villaputzu».
La prima vittima della "sindrome dei Balcani" fu il militare Salvatore Vacca; la sua famiglia da sempre sostiene che la leucemia che ha ucciso Salvatore nel 1999 è stata provocata dall'uranio. Quasi subito parla un'altra famiglia, denuncia il caso del proprio famigliare colpito dalla stessa malattia, che però aveva prestato servizio solo a Capo Teulada. Da lì l'attenzione al caso. Se lo usano nei Balcani, è possibile infatti che lo abbiano usato in Sardegna, perché in Sardegna vengono ad allenarsi e ad addestrarsi gli eserciti di mezzo mondo, in primis gli Stati Uniti, che hanno in loro dotazione, come armamento standard, il munizionamento all'uranio. Nonostante in Italia l'uranio non venga usato dall' esercito, almeno in maniera ufficiale, bisogna precisare che il problema sono gli eserciti stranieri e le ditte private. Come l' Alenia, la Fiat, l'Oto-Melara, l'Iveco, il Consorzio Eurosan europeo, l'Aerospatiale, insomma il gotha dei produttori di armi. Tutto si occulta sotto il fatidico segreto industriale e carpire informazioni diventa impossibile.
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