Intervista al regista Giulio Mastromauro, vincitore del David di Donatello con corto Inverno
Inverno (Timo's winter) potrebbe arrivare alle nomination Oscar
Come mai l'hai ambientato in un luogo distante dall'Italia?
Il film non ha una connotazione territoriale precisa. Potrebbe essere stato girato ovunque nel mondo e penso sia un punto di forza. Volevo raccontare una storia intima che parlasse un linguaggio universale e ho scelto di ambientarla nel micromondo dei giostrai e dei circensi, così puro e pieno di umanità e a cui sono legato da affetto e riconoscenza. Un mondo che ho conosciuto grazie all’amico fraterno Giulio Beranek, attore e interprete di Inverno (Timo's winter) nonché figlio lui stesso di giostrai, che mi ha accolto nella sua famiglia. Un calore che ho ritrovato poi nelle famiglie di circensi Kost e Curatola che ci hanno aperto le porte del loro parco e delle loro roulotte per poter girare il film. La scelta poi di far parlare il greco ai personaggi della storia è arrivata un po' grazie ancora a Giulio (Beranek), che in Grecia ha vissuto durante la sua infanzia viaggiante, ma soprattutto dal mio amore per il suono della lingua, duro e allo stesso tempo caldo e familiare, che mi sembrava perfetto.
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