Incontro con Carlo Verdone: ‘Nelle commedie un minimo di scorrettezza ci vuole’
Il film 7 chili e 7 giorni è in versione restaurata in streaming
Oggi è più complicato realizzare quel tipo di comicità?
Carlo Verdone. È più difficile oggi fare commedia, per un semplice motivo. Quando ho scritto Vita da Carlo, un’ora al giorno ci fermavamo un’ora al giorno, perché con il politically correct temevamo che si censurassero. Così non si riesce a contestualizzare il tempo, il periodo. “Abbattiamo la statua di Cristoforo Colombo” è una frase che non si potrebbe dire, anche se io non l’ho mai amato. È bastato inquadrare il fondoschiena di mia figlia per dieci secondi, e le femministe mi hanno ripreso. Io risposi mostrando una sequenza della trasmissione di Bonolis, dove una giovane viene inquadrata solo nel sedere. Si riderà di meno, allora tutti i film di Alberto Sordi andrebbero censurati. Ma non esageriamo, perché si rischia di fare delle commedie scialbe. Un minimo di scorrettezza ci vuole. Nel film Signori e signori, la protagonista che va a letto con lui perché lo corrompine, oggi non si potrebbe mostrare.
Silvia Annichiarico. Con una mia mia amica stavo chattando su Facebook, scrissi: “Ti ricordi quando andammo a bere e ci sparammo due negroni”. Facebook mi ha bannato per due mesi.
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