Hollywood, i divi più affascinanti di sempre, da Humphrey Bogart a James Dean

Cinema / Editoriali - 09 February 2021 08:00

I divi del cinema dal fascino intramontabile

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Cary Grant

Nato a Bristol, Inghilterra, con il nome di Archibald Alexander Leach da genitori che lavoravano in fabbrica. Cary Grant sviluppa sin da giovane una passione per il teatro comico e per la pantomima fino ad unirsi ad un gruppo di comici. Successivamente viene selezionato per raggiungere Broadway. Da lì venne notato e iniziò la carriera cinematografica costellata da grandi successi recitando al fianco di attrici come Katharine Hepburn e Grace Kelly. Tra i suoi successi, si ricorda Arsenico e vecchi merletti del 1942. Distintosi per il suo atteggiamento da gentiluomo elegante.

Humphrey Bogart

Nato nel 1899 a New York, dopo aver intrapreso una carriera teatrale che valse all'attore alcune critiche, Humphrey Bogart ottenne il suo primo contratto con la Fox nel 1930 e da lì in poi venne catapultato nel firmamento delle stelle hollywoodiane. Trai suoi film più conosciuti e di maggior successo resta Casablanca del 1942, nel quale ha recitato al fianco dell’allora astro nascente Ingrid Bergman. Ha impersonato molti ruoli con quella mimica facciale dallo sguardo immalinconito e acuto.

Clark Gable

Nato nel febbraio del 1901 in Ohio, Stati Uniti, Clark Gable sposò la sua insegnante di recitazione più grande di lui di quindici anni. La coppia si trasferisce a Hollywood dove Gable potè affinare le sue doti di attore. Dopo quattro anni, e ruoli più o meno importanti, venne scritturato da Frank Capra per interpretare il ruolo di Peter Warne in Accadde una notte del 1934, al fianco dell’acclamata Claudette Colbert.

Steve McQueen

Steve McQueen è noto come The King of Cool, duro tra i duri per eccellenza. Protagonista di numerosi action e film di guerra, ha spesso interpretato il ruolo di poliziotto o militare, protagonista di scene mozzafiato che ne valorizzavano il talento di pilota automobilistico.
L'attore si è aggiudicato una nomination all'Oscar per Quelli della San Paolo (The Sand Peebies, 1966). Temperamento difficile, dentro e fuori dal set, è uno degli attori maggiormente pagati nella metà degli Anni Settanta, nonché un sex symbol di caratura mondiale. Nonostante il successo come divo di Hollywood, a un certo punto della sua carriera, pensa di lasciare il cinema per dedicarsi alla sua passione, le gare automobilistiche.

James Dean

Con Steve McQueen, James Dean condivide la stessa generazione, un'infanzia non proprio idilliaca, la straordinaria fotogenia, la fama di bello e maledetto, la passione per le corse automobilistiche. James Dean è il primo attore a ricevere una nomination postuma agli Oscar nel 1956 per La Valle dell'Eden, nomination postuma replicata nel 1957 per Il Gigante. Muore a 24 anni, vittima di un incidente stradale. L'attore rimane l'emblema di quella Gioventù bruciata, film del 1955, in cui fu il protagonista di un ritratto generazionale proiettato nel mito. I suoi ruoli contemplano personaggi tormentati.

Rock Hudson

Con la sua voce profonda, sensuale, e l'aspetto di una bellezza maschile classica, rassicurante, è uno dei divi della Golden Age di Hollywood più amati dell'epoca. La sua popolarità comincia con i western, ma Rock Hudson riesce a fruttare il proprio talento di attore anche nelle commedie dall'umorismo sofisticato, sovente in coppia con Doris Day.
Ottiene una nomination agli Oscar come Miglior attore protagonista ne Il Gigante (1956).
Figlio di un meccanico e di una centralinista, Rock Hudson si prodiga in numerosi mestieri, dall'impiegato postale a camionista, prima di approdare al cinema. Il matrimonio con Phyllis Gates dura dal 1955 al 1958. Nel 1984 a Rock Hudson viene diagnosticato l'AIDS. Morirà l'anno successivo, a 59 anni. È stato il primo personaggio di interesse pubblico a rivelare la malattia e promuoverne l'interesse da parte dell'opinione pubblica finalizzato alla ricerca scientifica.

Rodolfo Valentino

Nato in Italia, a Castellaneta (Taranto) nel 1895, Rodolfo Valentino visse in maniera forsennata la sua giovinezza. Per cercare fortuna emigrò negli Stati Uniti – a Hollywood - dove lavorò come lavapiatti, giardiniere, ballerino. Grazie alle sceneggiatore June Matin fu il protagonista de I quattro cavalieri dell'Apocalisse, e il pubblico lo osannò. Divenne il simbolo del latin lover italiano, un fenomeno di costume che rasentò l'isteria, come oggi con i follower su Instagram. Diede avvio al fenomeno del divismo: Rodolfo ha capelli impomatati, un neo sulla guancia, movenze delicate. Ne Lo sceicco (1921) era un seduttore, in Sangue e arena (1922) un torero. Morì a 31 anni, con la folla che eruppe al funerale. Si racconta che ogni anno, sulla tomba una donna deponga un fiore.

Alain Delon

Ex macellaio, poi paracadutista, Alain Delon si affermò con lo sguardo cinico in Delitto in pieno sole (1959): la sua ambiguità gli consentì di avere la parte in Rocco e i suoi fratelli (1963) di Luchino Visconti, che poi lo scelse anche ne Il Gattopardo (1964). Propose la sua fisicità ne La piscina (1968) accanto a Romy Schneider, e divenne l'emblema del fascino francese, gentile con la faccia da gangster. Si gettò anche nell'impresa di trasporre Marcel Proust al cinema con Un amore di Swann (1984).

Marcello Mastroianni

Prigioniero in Germania, fuggì, si nascose a Venezia, emerse di nuovo a Roma come impiegato. Marcello Mastroianni trovò lavoro in teatro, con Luchino Visconti che lo scelse per Un tram che si chiama desiderio (1948). Fellini lo consacrò con La dolce vita (1960) e 8 ½ (1962): Mastroianni divenne il divo malinconico e affascinante, taciturno e irruento, come in Una giornata particolare (1961), famoso ormai all'estero come in Italia. Ebbe una relazione con un'altra diva, Catherine Deneuve, da cui nacque Chiara. Lavorò con Robert Altman in Pret-à-porter (1994), e nei ruoli comici, come Ieri, oggi, domani (1963) dove esplose con una verve inaspettata: accanto lui c'era  Sophia Loren. Iconica è la scena di lui a letto che ululava, vedendo la squillo d'alto bordo Mara (Loren) che si sfila le calze.

Sean Connery

Sean Connery emerse dai concorsi di bellezza, tanto che nel 1950 rappresentò la Scozia nelle selezioni di Mister Universo. Figlio di un camionista e di una domestica, scappato da scuola a 15 anni per arruolarsi in Marina, optò poi per lavori occasionali fino alla scoperta del body-building e della recitazione. È con il film Agente 007 - Licenza di uccidere che ottenne il successo internazionale, anticipando gli eroi che uniscono fisicità all'azione. Dopo sei film della saga in cui interpretò l'agente al servizio di Sua Maestà britannica, mescolando spionaggio e fascino da seduttore (le donne sono appellate “Bond Girls”), sarà protagonista di Assassinio sull'Orient Express (1974), Cinque giorni, un'estate (1982) e dell'incisivo ruolo ne Gli intoccabili (1987) di Brian de Palma.

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