Arte
MOLTO RUMORE PER NULLA
Scritto da Giampiero Tomaselli, Venerdì 20 Novembre 2009 18:25

molto-rumore-per-nulla-2Arriva anche al Teatro verdi di Terni (20,21,22 novembre) la commedia shakespeariana Molto Rumore per nulla, messa in scena da Gabriele Lavia e la sua ormai collaudata troupe di attori.  

La commedia, scritta tra il 1598 e il 1599, è divertente e allegra e il suo motivo centrale è quello dell'amante indotto a giudizi erronei sull'amata a causa di uno scambio di persona. Ispirata alla novellistica italiana del 500 (da Ariosto a Bandello e a Baldassarre Castiglione), Molto Rumore per Nulla ne conserva la mutazione di temi e trame tipiche, nota costante dell'ispirazione del drammaturgo inglese capace però di contaminare generi e complicare gli intrecci, unire e dividere personaggi per creare qualcosa di unico e originale.

La commedia deve la sua bellezza e vivacità proprio alla concatenazione dei fatti e alle implicazione affettive e sentimentali dei vari personaggi. Lo scritto pulsa di incantevole vitalità grazie ad un linguaggio frizzante ironico e strepitoso. Messina (città italiana in cui è ambientata la vicenda) e il suo mondo brillano per sofisticazione e varietà. Quel mondo appare ricco e articolato ma non senza ombre. Ci sono il principe e il servo, il clown e il nobile, il cortigiano, il contadino, il buono e il cattivo, il giusto e lo sciocco, vicini nella stessa sarabanda di rimandi. Il percorso dei personaggi principali si evolve attraverso l'edificazione di realtà immaginarie contrapposte, create dal "molto rumore" in un intreccio paradigmatico dell'affanno umano intorno a questioni di poco conto.  Tali costruzioni sono castelli di sabbia destinati ad essere spazzati via in un attimo dalla dea bendata. Il passaggio finale dell'opera permette ad un mondo rinnovato di emergere, proponendo per i personaggi l'inizio di una nuova esistenza più vicina alla realtà. Proprio il disvelamento della realtà permetterà un equilibrio. L'esito di questo percorso da una illusione all'altra fino a ciò che è reale è palese nel dialogo finale tra Benedetto e Beatrice in cui la ripresa dei loro battibecchi - ma stavolta con dolcezza e senza cattiveria - ci svela finalmente il loro lato spontaneo e sincero.

Dopo gli innumerevoli adattamenti teatrali e alcuni cinematografici (di cui il più noto è quello di Kenneth Branagh), Lavia si confronta con un "mostro sacro" della drammaturgia teatrale. Di cui ben interpreta, nella messa in scena, la vitalità, il brio, il rumore allegro e scomposto dell' estate della vita. La compagnia di giovani attori intreccia la trama fitta di inganni con una fisicità prorompente da commedia dell'arte.

 

MOLTO RUMORE PER NULLA

di William Shakespeare

TRADUZIONE di Chiara De Marchi
CON Salvatore Palombi, Alessandro Riceci, Francesco Bonomo, Lorenzo Lavia, Pietro Biondi, Mariano Anagni, Matteo Micheli, Alfredo Angelici, Daniele Dirotti, Alessandro Cangiani, Fabio Massimo Amoroso, Andrea Nicolini, Viviana Lombardo, Matteo Micheli, Faustino Vargas, Tamara Balducci, Federica Di Martino, Giovanna De Maio, Giorgia Salari
COSTUMI di Andrea Viotti
MUSICHE ORIGINALI dI Andrea Nicolini
REGIA E SCENE dI Gabriele Lavia

Teatro di Roma - Compagnia Lavia Anagni