Recensione Come è bello far l’amore 3D. Non si osa ma si ride

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Fabio De Luigi

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Claudia Gerini

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Anche questo San Valentino Fausto Brizzi esce con un nuovo film, Come è bello far l’amore 3D. Dopo essersi cimentato per anni con film corali, il regista cambia marcia e si mette alla prova con una commedia basata su una sola storia, quella di Andrea (Fabio De Luigi) e Giulia (Claudia Gerini). I protagonisti sono due coniugi con figlio diciottenne, che dopo vent’anni di matrimonio all’insegna dell’amore, sono ora alle prese con un pizzico di noia data dalla routine e da una vita sessuale un po’ troppo assopita. La situazione sembra destinata ad evolversi quando arriva come ospite Max (Filippo Timi), ex compagno di liceo di Giulia ora famosissimo attore porno. Chi meglio di lui potrà offrire una valida consulenza per aiutare la coppia?

Doppi sensi, citazioni parodiche, situazioni imbarazzanti e rocambolesche sono la cifra del film, che tuttavia rimane sempre politicamente corretto e nella seconda parte devia verso la commedia sentimentale, con l’amore che trionfa sia per gli adulti che per i ragazzi. Unico modo per rendere il film abbordabile a tutte le età, schivare le censure e raddoppiare gli incassi.
Fausto Brizzi è un ragioniere della commedia: sa esattamente cosa deve fare e come catturare pubblico e raramente sbaglia, visti i risultati al botteghino negli anni passati. Leggerezza, semplicità delle trama, lieto fine, ironia frizzante ma non volgare sono i suoi ingredienti. Gli attori calzano tutti a pennello nei loro ruoli e creano spesso i precedenti per strappare una risata. Oltre alle conferme del genere, De Luigi e la Gerini, Filippo Timi riesce piuttosto bene in un ruolo sopra le righe e brillante; retto bene anche il ruolo di Giorgia Wurth nei panni della pornodiva un po’ svampita che propone a chiunque vede stressato “pratiche rilassanti” di cui è esperta.
La vera novità del film sta nell’uso del 3D, secondo Brizzi tecnica che andrebbe usata per tutti i film perché a suo dire, potenzia le doti sia della commedia che del film drammatico. Va riconosciuto al regista che il suo 3D è impeccabile: ben fatto, con il film girato appositamente con questa tecnica e non convertito in post-produzione. Senza essere detrattori a priori però, chi scrive si sente di osservare che chi fa commedia dovrebbe preoccuparsi ogni tanto di osare e sperimentare sui temi, sulla sceneggiatura sullo stile, almeno di pari passo con le tecniche di ripresa. Fausto Brizzi ha iniziato osando con le tecniche, ci auguriamo che prima o poi lo faccia anche con il resto.

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