Recensione The Iron Lady, biopic shakespeariano - Tre volte Primo Ministro britannico, l'ormai ottantenne Margaret Thatcher, disfandosi del guardaroba del marito scomparso da tempo, torna con la memoria a ritroso nel tempo: grazie ai flashback, ripercorriamo le tappe della sua eccezionale ascesa politica.
Questo weekend, nelle sale cinematografiche è atteso The Iron Lady, il biopic della controversa leader del Partito conservatore che ha dominato la scena politica britannica durante i suoi tre mandati consecutivi, dal 1979 al 1990. Prima donna a ricoprire il ruolo di Capo del governo tra i Paesi occidentali, rimane, a tutt'oggi, anche la prima donna ad aver assunto il ruolo di Primo Ministro nel Regno Unito.
Diretto da Phyllida Lloyd (Mamma mia!), The Iron Lady è interpretata da una splendida Meryl Streep che, aggiudicatasi il Golden Globe per la miglior performance drammatica, concorre per l'Oscar.
L'attrice ha accettato con entusiamo di interpretare il ruolo della Thatcher nelle sue diverse stagioni:"Interpretare 40 anni della vita di un personaggio è una sfida, ma quando arrivi alla mia età, ti sembra di avere ancora 20 anni, quindi non è stato un grande problema (...) È stata una meravigliosa opportunità. Di solito il cinema ti colloca in un periodo specifico, ma questo è un film che consente di guardare al passato di una vita intera ed è stato davvero entusiasmante cercare di farlo.Voglio però aggiungere che la creazione di Margaret anziana è anche in gran parte merito, oltre che dello splendido lavoro dei truccatori J. Roy Helland e Marese Langan, della geniale metamorfosi realizzata da Mark Coulier grazie alle protesi che ha disegnato".
Infatti, The Iron Lady si aggiudica una seconda nomination per il miglior trucco.
Recensione The Iron Lady, biopic shakespeariano
"Ho immediatamente capito che non si tratta di un film politico, ma di un film quasi shakespeariano. È la storia di una grande leader, al tempo stesso meravigliosa e imperfetta in tutti i sensi. È una storia sul potere, sul tracollo a causa del potere e sull'epilogo della vita di un individuo che ha condotto un'esistenza traboccante di intensità sul piano professionale che all'improvviso finisce." (Phyllida Lloyd, regista)
Scritto da Carla Paulazzo
il 26 gennaio 2012 alle 13:15
(3 mesi, 3 settimane fa)
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