Recensione The Artist, Hollywood questo tritacarne impietoso - Hollywood 1927 - George Valentin (Jean Dujardin) è un divo del cinema muto, tanto osannato, quanto dimenticato, appena sopraggiunge il sonoro. La discesa di George segna, invece, la fortuna di Peppy Miller (Bérénice Béjo, moglie del regista, ndr) che da giovane comparsa diventa una stella del nuovo cinema. Peppy, da sempre innamorata, non dimentica, né abbandona George, caduto in disgrazia...
The Artist è stata una ventata di aria fresca all'ultimo Festival di Cannes. Jean Dujardin ha vinto la Palma d'oro per miglior attore, ma l'entusiasmo per questa pellicola non si esaurisce qui: The artist è qualcosa di unico, straordinario e reale allo stesso tempo. Un film muto, in bianco e nero: una scommessa suicida o capricciosa nell'era del 3 D e delle nuove frontiere tecnologiche per i tanti produttori che hanno rifiutato il progetto prima di Thomas Langmann. Eppure, il film sarà candidato ai prossimi Oscars.
Diretto e scritto da Michel Hazanavicius, The Artist è una commovente dichiarazione d'amore al cinema di Fritz Lang, Ernst Lubitsch, Friedrich Wilhelm Murnau, John Ford, Alfred Hitchcock, Billy Wilder. Di una bellezza disarmante.




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