Lorenzo è un “mostro” creato da Rossi,chi avrà la meglio?
E’ appena terminata la gara di Laguna Seca e davanti alla tv mi ritrovo a guardare Jorge Lorenzo che, vestito da astronauta, simula la moonwalking, la camminata lunare di Neil Armstrong, ed infila così come fece il più famoso “collega” nel 1969, la bandiera della fantomatica Lorenzo’s Island in una via di fuga. Carino, tutto sommato divertente, non offende nessuno e fa show, concetto tanto caro agli americani padroni di casa. Su canale 5, i commentatori Mediaset, si dividono nel commentare la gag. “Già vista lo aveva fatto l’anno scorso ad Indy!” diceva uno, e l’altro “E’ divertente, anche se non è originale”. “E’ tutto preparato, non c’è spontaneità! Aveva già pronto il costume con la bandiera è forzato!” incalzava il primo, “Bè anche Valentino lo faceva e non dicevamo queste cose..”. “Ma a Valentino le scenette le preparava il fan club, qui invece è Lorenzo a preparare tutto.” Pietà, vi prego pietà! Uno spiraglio di luce illumina però la inutilità di questo duetto. Il giovane pilota spagnolo si trova per la terza stagione a condividere, sebbene separato da un muro, il box con il campione italiano, e sembra aver tratto enorme profitto dalla difficile convivenza con un cannibale dello sport. Valentino Rossi così come nella formula uno Michael Schumacher, ha sempre demolito i propri avversari partendo dalle conferenze stampa, non chiamandoli per nome, facendo loro complimenti quando gli arrivavano alle spalle, ed ignorandoli nelle occasioni ufficiali, ma soprattutto spostando sempre l’attenzione dei media sugli aspetti che riteneva più convenienti. La capacità di “gestire” la stampa è sempre stata una peculiarità dei campioni dello sport, pronta a blandire in caso di vittoria ma anche a giustificare alcuni comportamenti non proprio limpidissimi (Gibernau docet). Valentino è il più forte, sia chiaro, in pista e fuori dalla pista non gli è richiesto per vincere, sta simpatico a tutti e neanche potrebbe essere possibile, ma alle volte il servilismo di certa stampa è raccapricciante.
Torniamo però a bomba sul parallelo tra Lorenzo e Rossi. Il maiorchino ha imparato a non rispondere alle provocazioni del rivale, e forse ha imparato anche a provocare (quella maglia del Mugello con il numero 46 e la scritta dedicata al campione di Tavullia è degna del miglior Richelieu..), ma soprattutto ha imparato a rapportarsi con la stampa anche nei momenti di maggiore tensione. Ha scoperto che cosa sia il limite, e ad accontentarsi anche di un piazzamento in prospettiva campionato, a stuzzicare l’avversario e demolirlo psicologicamente. L’esperienza del 2008 e le tante cadute (ed i tanti infortuni), la sfida mondiale persa con Rossi la scorsa stagione, hanno creato i presupposti per la maturazione e la crescita di un ragazzo che sta dimostrando un’intelligenza davvero spiccata ed una certa dose di furbizia. Anche gli spettacoli al termine delle gare vinte rispondono alla necessità di spettacolarizzazione che il marketing e la comunicazione sportiva del motorismo ma in generale degli sport che vantano un grande seguito richiedono. Lorenzo sta dominando questa stagione e sino ad ora non ha ancora commesso errori, ha un vantaggio enorme in classifica, può solo perderlo lui questo mondiale. E qui ritorniamo su Valentino. Ha fatto il diavolo a quattro per tornare il prima possibile in pista. Con le stampelle, con una cicatrice impressionante ed una gamba gonfia ha rubato la scena a Lorenzo, cercando di limitarne l’attenzione dei media. Ha scaricato tutta la pressione sull’avversario, ha mostrato la propria sofferenza, si è ritrovato a combattere con piloti che prima del suo ritorno sembravano zombie e che si sono rivitalizzati improvvisamente (Stoner al Sachsenring), uscendone sconfitto sul campo ma assoluto trionfatore per media e appassionati. Ora il nuovo colpo di scena. A Brno probabilmente arriverà l’annuncio del passaggio alla Ducati, ma già da adesso tutta l’attenzione della comunicazione è rivolta alla decisione di Rossi e non al risultato della gara in Repubblica Ceca. Questo ulteriore test, potrà fornirci un ulteriore, ma chiarissimo segnale sulla tenuta psicologica dello spagnolo che si ritroverà un Rossi in condizioni fisiche decisamente migliori e magari già capace di lottare con lui per la vittoria, ed assolutamente pronto ad insinuare il dubbio che le vittorie di Lorenzo e con esse il potenziale mondiale in bacheca siano state solo il frutto del suo infortunio…
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19:24
Complimenti al giornalista per l'articolo. Oltre alla piacevole lettura, permette spunti di riflessione non banali. Saluti, Ruggero
21:24
Complimenti al giornalista per l'articolo. Oltre alla piacevole lettura, permette spunti di riflessione non banali. Saluti, Ruggero
19:29
Bello l'articolo.