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Film Frozen: un film dove la neve semina morte

22/03/2011 14:01
Film Frozen un film dove la neve semina morte

Giunge venerdý nelle sale un film sulla sopravvivenza

Il thriller ambientato in ambienti naturali è sempre di ottimo appeal, soprattutto quando è la stessa terra ad essere nemico dell’uomo. In Frozen, che giunge in Italia il 25 marzo 2011 dopo un anno di attesa, il regista e sceneggiatore Adam Green imbastisce una pellicola apprezzata dalla stampa internazionale al Sundance Film Festival. La distribuzione è affidata a alla neonata M2Pictures in circa 150 copie.

La pellicola racconta l'inquietante disavventura di tre snowboardisti  americani,  bloccati per una settimana  su una seggiovia in alta quota. I tre devono combattere ostacoli inaspettati, chiedersi soprattutto se la loro volontà di vivere sia abbastanza potente da aiutarli a sfuggire a una delle morti più atroci.

Frozen è il primo film che la M2 Pictures, creata da Rudolph Gentile e Marco Dell'Utri, avvezzi al genere survivor (così lo potremo chiamare) perchè già fondatori della Moviemax nel 2003.

"FROZEN è un film dell'orrore che non spaventa e turba il pubblico con le tipiche convenzioni della violenza – dice il regista Adam Green ha commentato - il sangue e la tortura. Ma con un'aura di terrore generale che ti ricorda insistentemente: "questo potrebbe accadermi davvero".

Il problema di questi film ambientati in luoghi dove l’esistenza umana è messa a dura prova, è la facile sottomissione a condizioni climatiche che si presuppone possano da sole tirare avanti la trama. Errore compiuto in Nature Unleashed: Avalanche del 2004, dove una coppia fonda una società che offre ai turisti escursioni sulla neve dei monti Urali, senza considerare però la valanga che incombe. Troppo costruita è la trama, e la presenza della natura è quasi casuale.

L’unico film che per assurdo concede invece alla costruzione dei personaggi è Titanic, dove nonostante l’elemento naturale fosse sminuito dal fatto che ci trovassimo su un oggetto creato dall’uomo (una nave) quando questo è costretto ad affondare, è anche esso in balia degli eventi. Come l’uomo. E non c’è più differenza tra una nave di migliaia di tonnellate e un bambino che sta morendo congelato.

La neve è la possibilità più semplice al cinema per affrontare condizioni umane impervie, senza che nessuno possa giungere in soccorso. Una pellicola che ha superato l’usura del tempo è Alive - Sopravvissuti (Alive) del 1993 e diretto da Frank Wilson Marshall. La trama è basatoa sul disastro aereo delle Ande: una squadra uruguaiana di rugby il 13 ottobre 1972 si trova in volo sul Fokker Fairchild FH-227D schiantatosi sulla cordigliera della Ande, nel tentativo di raggiungere il Cile. Gli sforzi dei 33 sopravvissuti sono compensati dall'eroica impresa di Fernando Parrado (Ethan Hawke) e Roberto Canessa (Josh Hamilton) che attraversano le Ande e raggiungono il Cile, per chiedere aiuto.

I sopravvissuti allo schianto aereo decidono, per non morire di fame, di cibarsi dei corpi dei loro compagni morti.

 
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