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Jerry Lewis, più di tre persone in una stanza

22/08/2017 08:00
Jerry Lewis di tre persone in una stanza

Jerry Lewis, attore e regista è scomparso all'età di 91 anni.

Le classi sociali inferiori potevano ambire ad innalzarsi, secondo la filosofia di Jerry Lewis, scomparso all’età di 91 anni.

In “Dove vai sono guai” (1967) è innamorato di Barbara, e la madre di lei non ammette la bassa estrazione sociale del ragazzo. Lui è Piffer, lavora come dog sitter ed è convito dalla donna ad accettare un impiego in uno dei suoi negozi: l’intento di lei è di umiliarlo con lavori astrusi, ma Piffer è capace e determinato, costringendo i futuri suoceri a ricredersi. Esemplare è la scena della macchina da scrivere, in cui paventa le proprie capacità di dattilografo: per realizzarla sbagliò due volte ma inserì ugualmente le scene nel film, per restituire spontaneità.

Qui l’umorismo collima con la capacità di rinvigorire le gag, mutuando quelle di Charlie Chaplin. Evidente è però l’influenza di un mezzo di comunicazione recente, quello dei fumetti e cartoni animati che incidono sulle sue movenze da slapstick comedy.

Nel decennio precedente Lewis aveva firmato un sodalizio con Dean Martin (leggi l'articolo su "Morti di paura), inaugurato il 25 luglio 1946. Lewis aveva 19 anni, apparteneva ad una famiglia di vaudeville e incontrò il cronista Martin nel 1945. La coppia durò dieci anni: i due avevano successo al cinema, in teatro, nelle dirette televisive. Negli anni della collaborazione recitarono in 17 film, tra cui “La mia amica Irma” (1949), “Quel fenomeno di mio figlio” (1951) e “Il nipote picchiatello” (1955).

Nel 1952 la Dc Comics pubblico una serie a fumetti intitolata “The Adventures of Dean Martin and Jerry Lewis”, non interrotta neanche dopo la fine della loro collaborazione avvenuta nel 1956 con il film “Hollywood o morte!”. Il motivo dello scioglimento fu di natura contrattuale, perché i film cominciavano ad essere sbilanciati in ruoli a favore di Martin.

In una lettera conservata nella Library of Congress di Washington datata 1953, l’organizzatrice di un evento al Palladium di Londra, Margot Whitworth chiedeva a Lewis di partecipare: un mese dopo scriveva un’altra lettera a Danny Kaye, attore di musical chiedendo di sollecitare il coinvolgimenti sia di Jerry Lewis che di Dean Martin, perché la loro presenza avrebbe dato lustro anche pubblicitario all’evento.

Dopo la scissione Lewis lavorò da solo: in “L’idolo delle donne” (“The Ladies Man“, 1961) è il giovane Herbertm lasciato dalla fidanzata il giorno della laurea. Comincia a temere l’altro sesso ma trova lavoro come tuttofare proprio in un pensionato femminile, cosicché grazie all’incontro con una ragazza smussa le proprie inibizioni.

La satira mordente è la medesima di Chaplin, per quel tanto di critica alla società che solo con l’ironia può essere veicolata: in “Jerry 8¾” è il sosia di un comico deceduto, che i manager cercano di spacciare per l’originale. Il film è una parodia dello show business, che il pubblicò recepì anche come possibilità dii avere una seconda vita. Se fingere di essere qualcuno porta al successo - come accade al protagonista Stanley Belt - perché non emulare ciò anche nella quotidianità? E Lewis era così popolare che il titolo originale della pellicola era “The Patsy”, poi adattato in italiano in in “Jerry 8¾” per parodiare il film di Federico Fellini “8 e 1/2” uscito l’anno prima.

In “Re per una notte” (“The King of Comedy”) si Martin Scorsese è il comico Jerry Langford, la cui professione è ambita da Rupert Pupkin (Robert De Niro) il quale lo assilla con l’obbiettivo di ottenere un provino oppure un'apparizione sugli schermi.

Lewis si esibì il 9 ottobre 2015 presso il teatro statale di Culpeper, in Virginia in occasione di un evento organizzato dalla Library of Congress di Washington: la biblioteca acquisì infatti una collezione sull’attore considerato parte del patrimonio artistico e culturale della nazione. “È uno degli uomini più divertenti dell’America - commentò il direttore della Biblioteca - che ha dimostrato che la commedia come mezzo per la risata è uno dei doni più grandi dell’umanità”.

La raccolta contiene più di 1.000 materiali audiovisivi e cartacei che coprono l’intera carriera, dai test degli screening eseguiti prima del debutto al cinema a provini, allo show della "Colgate Comedy Hour" (NBC, 1950-1955), ai programmi del “The Tonight Show”. È presente anche la copia di “Tempi Moderni” in 35 millimetri che Charles Chaplin gli regalò, i video delle lezioni che Lewis tenne all'Università della California, i filmati di apparizioni in nightclub con e senza Dean Martin, i video del suo lavoro per la Muscular Dystrophy Association Telethon.

Lewis ringraziando la Library of Congress disse: "Per più di sette decenni mi sono dedicato a far ridere la gente. Se ho più di tre persone in una stanza, faccio un numero”.

 
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