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Big Little Lies, 'tutti noi custodiamo segreti oscuri': intervista all'attrice Robin Weigert

22/03/2017 07:00
Big Little Lies 'tutti noi custodiamo segreti oscuri' intervista all'attrice Robin Weigert

La miniserie televisiva "Big Little Lies - Piccole grandi bugie" va in onda su Sky Atlantic dal 15 marzo 2017. Mauxa ha intervistato l'attrice Robin Weigert, interprete del personaggio di Amanda Reisman.

"Big Little Lies - Piccole grandi bugie" ha debuttato su Sky Atlantic il 15 marzo 2017.

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Abbiamo intervistato l'attrice Robin Weigert, interprete del personaggio di Amanda Reisman. 

D: Madeline, Celeste e Jane sono le protagoniste principali del racconto. Cos’hanno in comune?

R: Nonostante Madeline e Celeste siano profondamente diverse, la loro amicizia potrebbe essere nata in quanto all'interno della loro comunità di mamme sono entrambe invidiate. Jane entra nel loro gruppo come una straniera, sentono che è ferita. Celeste, che nasconde ferite profonde, vede in Jane uno spirito affine. Madeline, che cova delle insicurezze, capisce che Jane necessita di un supporto proprio come lei. Pertanto il legame che si instaura tra le tre donne va oltre il condividere qualcosa o avere tratti comuni. Loro forgiano un'alleanza, un legame profondo e si sostengono a vicenda.

D: "Big Little Lies" parla di conflitti e tradimenti. Gli spettatori possono immedesimarsi in questa storia?

A: Appena si consente al pubblico di superare l'impressione iniziale, ovvero quella di un gruppo di mamme in competizione e con uno stile di vita privilegiato, allora si comprende uno dei più importanti aspetti di "Big Little Lies", quello di offrire all'audience qualcosa in cui riconoscersi. Tutti noi custodiamo segreti oscuri ed è l'amicizia che ci permette di condividere la verità, in pubblico ci si vergogna. Conflitti e tradimenti possono smuovere la trama, tuttavia non sono il cuore della storia. Il motore principale del racconto è la forza della fedeltà che deriva dal condividere la verità in modo confidenziale solo con poche persone. 

D: Hai letto il romanzo della scrittrice australiana Liane Moriary su cui è basata la fiction?

R: Sì, l'ho letto e ho amato ogni singola pagina di esso. 

D: Nella fiction coesistono dunque aspetti drammaticidark comedy. Quali risaltano maggiormente?

R: Credo i personaggi esistano su due livelli: uno superficiale per mantenere l'apparenza, la commedia nella serie si realizza nel modo in cui le donne tentano di "vincere" una o un'altra competizione. Ci sono poi livelli più profondi che riguardano tutti i personaggi centrali che però si rivelano con il procedere della narrazione. Credo di poter dire che l'aspetto drammatico nella serie è fonte della risposta alla domanda del perché è stato commesso un omicidio e da chi, ma come e perché l'omicidio viene mascherato ha molto più a che vedere con gli aspetti comedy della serie.

D: In tutto questo contesto come si inserisce il personaggio della dottoressa Amanda Reisman?

A: Lei è una terapeuta che si impegna appieno, sia intellettualmente che emotivamente. È molto percettiva, ma non immune agli effetti talvolta negativi dell'identificarsi eccessivamente in un paziente, quello che i terapisti chiamano "counter-transference". L'incertezza che assale la dottoressa che interpreto, ovvero se proseguire nel tentativo di comprendere il paziente o intervenire attivamente in una situazione potenzialmente pericolosa, è ciò che reputo più interessante del personaggio. Sta proiettando o la situazione è davvero pericolosa come teme?

D: Nel 2017 interpreti anche il ruolo di Heather in "Fearless". 

A: Sì, Heather è l'antagonista principale in un magnifico thriller politico in sei parti ambientato in Inghilterra. Le riprese si sono svolte alla fine del 2016 e la serie è attualmente in fase di montaggio. È stata scritta da Patrick Harbinson di "Homeland" e nel cast c'è Helen McCrory. Heather è stato un personaggio affascinante da interpretare, non l'ho mai diagnosticata come sociopatica anche se alcuni dei sui comportamenti sono indubbiamente da sociopatica. Penso che la serie metta lo spettatore di fronte a una questione, ovvero se la vera fonte del male è nell'individuo oppure nel sistema. "Fearless" non potrebbe essere più adatta e anche se debutterà su ITV in Inghilterra, credo che è destinata, ora, per una distribuzione più ampia. Sono emozionata di guardarmi in questa serie e spero che raggiungerà un vasto pubblico internazionale.

 
© Riproduzione riservata
Scritto da
Luigi Spezzi
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