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Harry Potter, percorsi di vita negli otto film della saga

27/09/2016 07:30
Harry Potter percorsi di vita negli otto film della saga

Abbiamo rivisto gli otto film di "Harry Potter", per l'uscita del cofanetto completo dei dvd e blu-ray. Vari sono i percorsi del protagonista, anche se con un tratto comune.

In occasione della pubblicazione del cofanetto degli otto dvd di Harry Potter per la Warner Bros. abbiamo rivisto tutta la saga nata dai romanzi di Joanne Kathleen Rowling. Non mancano ritorni ed evoluzioni, soprattutto in concomitanza con la pubblicazione della pièce “Harry Potter and the Cursed Child” (“Harry Potter e la maledizione dell’erede”), e del film "Animali fantastici e dove trovarli”.

Il cofanetto - anche in blu-ray - permette di comprendere come “Harry Potter e la pietra filosofale” sia in realtà un percorso di formazione preciso ed incostante. Qui troviamo il giovane Harry Potter, timoroso undicenne che scopre la cicatrice a forma di saetta sulla fronte. Ciò apre a fenomeni inattesi, come farsi ricrescere in una notte i capelli tagliati dagli zii Dursley. Quando gli viene svelata la sua natura e il destino che lo attende, lui guarda affermando: “D’accordo”, come a tralasciare ciò che gli viene detto . Se la magia sarà il suo futuro, lui non vuole abbandonare la sua infanzia, per un ambiente sconosciuto fatto di gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavolini di Bruxelles, quadri in fuga. Cos’è una scuola di Stregoneria di Hogwarts? È troppo differente da quelle in cui si studia lingua inglese e matematica. È poi scomodo raggiungere il castello dove si svolgono le lezioni, tra le montagne, con studenti che lo raggiungono attraverso il treno "Espresso di Hogwarts" dal Binario 9 ¾ della stazione di King's Cross a Londra.

In “Harry Potter e la camera dei segretiHarry Potter ha superato la sua formazione scolastica con ottimi voti: nel primo anno ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando così la morte dei suoi genitori. Se per uno studente è probabile eccellere al primo anno, è incredibile farlo per sanare una ferita così luttuosa: è questo il secondo percorso che la Rowling traccia, ovvero un momento in cui i lettori comprendono che attraverso l’impegno - non solo a scuola - si possa procurare soddisfazione alla prova famiglia. Qui l’autrice però segna anche un’iperbole, perché con ottimi risultati scolastici si vendica una morte, situazione assolutamente impossibile nella realtà. È uno di quei casi in cui troppo avanti si spinge la narrazione per essere accettata, ma il senso che ne deriva appare condivisibile.

Per di più, a questo aspetto di riscatto familiare se ne aggiunge uno amicale: un incantesimo colpisce i compagni e sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti. Harry con gli amici deve così improvvisare magie, dialogare con gufi e viaggiare su automobili volanti. Se il lutto per la morte dei genitori è stato superato, ora sorge la capacità di essere leader tra amici, con un atteggiamento tipico di quell’età: o si è capogruppo, o si segue il capo.

Anche se a ben riguardare, la scomparsa e assenza della famiglia è trattata in maniera troppo veloce, con una geometria sostituzione con la presenza degli zii.

In “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” la trama diventa thriller, quasi con un’esigenza di intrattenimento puro, che vira dalla formazione adolescenza dei due film precedenti. Se finora la Rowling - e il regista Chris Columbus - si erano basati su modelli narrativi come Charles Dickinson con elementi fantasy da dettagli kafkiani - anche dal punto di vista iconografico - ora ci si muove verso John Grisham e Stephen King. La regia è di Alfonso Cuarón (“Gravity”, 2013): il personaggio di Sirius Black è un assassino, evaso dalla prigione di Azkaban, foresta impervia. Sirius è in caccia, la sua preda è a Hogwarts dove Harry e i suoi amici stanno per cominciare il loro terzo anno. La sorveglianza dei Dissennatori non garantisce a sicurezza a scuola, perché al suo interno si nasconde un traditore.

Il Grisham di “The Partner" è evidente, così come David Baldacci di “The Simple Truth”. Non mancano echi del racconto carcerario di Stephen King “Il miglio verde” (1996), nonché delle terre desolate de “La sfera del buio” (1997), che la Rowling conosceva bene avendo pubblicato il romanzo nel 1999.

In “Harry Potter e il calice di fuoco” - diretto da Mike Newell - il giovane vuole abbandonare la case degli zii Dursley, dal n. 4 di Privet Drive, Little Whinging. È normale volere fuggire da casa, meno odiare gli zii che dovrebbero sorvegliare sulla vita dell’adolescente. E qui torna ancora la presenza di Dickens, con “Oliver Twist” (1837) dove un’identico ragazzo fugge dalla cattiveria dei signori Sowerberry, impresari di pompe funebri. Ma si fonde con un’altra figura immaginifica, il supereroe Spider-Man anch’esso orfano e domiciliato dalla zia May Parker. Infatti il romanzo giunse nel 2000, e forte era l’attesa per il film “Spider-Man” che sarebbe giunto due anni dopo.

Nascono in Harry anche i primi sommovimenti amorosi, sogna la cercatrice del Corvonero per cui ha una cotta. Desidera scoprire gli avvenimenti che si terranno a Hogwarts e che riguarderanno altre due scuole di magia: ora che si avvicina alla maturità esige anche la competizione, che non a caso non si svolgeva da cento anni.

La normalità di essere mago non è per lui, e in “Harry Potter e l'Ordine della Fenice” - di David Yates - un Potter quindicenne ha veloci esplosioni d'ira, ambizioni velleitarie di cambiare il mondo. È al quinto anno ma ha vissuto storie che possono essere  raccontate in romanzi: l’estate è sempre fastidiosa se trascorsa con gli zii Dursley, e Potter brama di tornare a scuola. 

In “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” - sempre diretto da Yates come i successivi - Potter è di nuovo solo: il suo padrino Sirius Black è morto, e le parole di Albus Silente sulla profezia confermano che lo scontro con Lord Voldemort è inevitabile. Così anche Hogwarts non è più la dimora ambita.

Infine troviamo “Harry Potter e i doni della morte”, il film più compiuto e diviso in due parti, che fa luce sul passato di Potter. Qui Potter sconfigge Voldemort, lo vediamo in un flash-forward dopo 19 anni, con tre figli avuti con Ginny: James Sirius, Albus Severus e Lily Luna, salendo sull'Espresso per Hogwarts presso il Binario 9 e 3/4. Uno di loro ha il timore di finire nella casa di Serpeverde, Harry risponde: "Albus Severus Potter, tu porti il nome di due presidi di Hogwarts. Uno di loro era un Serpeverde e probabilmente l'uomo più coraggioso che io abbia mai conosciuto”. Potter diverrà padre, ma non nella narrazione, bensì in un’ipotesi di Rowling distate 19 anni: come per tutta la saga, la sua voglia di restare adolescente è confermata. Anche in “Harry Potter and the Cursed Child” Harry è dimenticato, con un racconto focalizzato solo sul figlio Albus Severus.

Un percorso di formazione completo quindi, tenuto insieme dal desiderio di non crescere, o di farlo solo con l’immaginazione. Anche se minato spesso da esigenze d’intrattenimento evidenti. Ma nell’epoca attuale nulla è come sembra senza fantasia.

 
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