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Venezia 73, recensione Manhattan presentato alla Mostra in versione restaurata

10/09/2016 11:00
Venezia 73 recensione Manhattan presentato alla Mostra in versione restaurata

Manhattan di Woody Allen in versione restaurata 4K viene presentato per la prima volta alla Mostra del Cinema Internazionale di Venezia 2016

Un classico senza tempo quello che Woody Allen ha realizzato nel 1979 sullo sfondo di uno dei quartieri di New York più famosi al mondo. Manhattan è una commedia esilarante interpretata, oltre che dallo stesso regista, da Diane Keaton, Meryl Streep e Mariel Hemingway.

La trama di Manhattan vede Isaac (Woody Allen) uno scrittore di programmi televisivi divorziato alle prese con una relazione complicata con la giovane Tracy (Mariel Hemingway) mentre cerca l’amore della coetanea Mary (Diane Keaton) che si scopre innamorata del migliore amico di lui.

Manhattan esprime una narrazione basata sulle complicazioni relazionali ponendo l’attenzione sull’immaturità degli adulti che viene principalmente focalizzata proprio nel rapporto tra Isaac e Tracy. L’instabilità affettiva rappresenta una premessa che viene abilmente sfruttata per realizzare una sceneggiatura brillante e sagace. Gli aspetti più importanti che coinvolgono i protagonisti spesso vengono alleggeriti con battute caustiche e sempre pertinenti esponendo un adeguato senso di ridicolaggine “mi piace anche il tuo modo di esprimerti è conciso e degenerato”

I personaggi del film sono nevrotici, alla costante ricerca di qualcosa che possa appagarli, quasi assorbiti dal loro stato ed in enfasi per questa perlustrazione costante, non solo emotiva, per la quale perdono spesso di vista i loro reali obiettivi. Cervellotici, irritabili ed irritanti ma anche goffi e fragili, personaggi che s’inseriscono alla perfezione in una narrazione estremamente acuta quale ci ha abituati Woody Allen con i suoi film di maggior spessore. Le relazioni umani e sentimentali sono il vero enigma che sta alla base di questa commedia, un insieme di nevrosi che secondo il personaggio sono create ad arte dalla gente di Manhattan per evitare di occuparsi dei problemi più importanti o universali. Una critica ma anche un’accettazione della ordinarietà, intesa come fuga dalle maggiori responsabilità e dal confronto con la maturità.

Woody Allen sceglie il bianco e nero perché come il suo personaggio esprime nel film, New York è una città che è sempre esistita e sempre esisterà in bianco e nero, una scelta per rendere probabilmente senza tempo questa storia, riuscendoci senza riserva alcuna. E come nelle migliori commedia c’è sempre una battuta chiosa che spazza via ogni ansia e agevola la prospettiva “bisogna avere un po’ di fiducia sai nella gente”.

 
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