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Festival di Venezia 2016, The war show: un crimine denominato guerra

01/09/2016 07:19
Festival di Venezia 2016 The war show un crimine denominato guerra

Alla 73° Mostra Internazionale di Venezia, per le Giornate degli autori il documentario di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon

Obaidah Zytoon, cronista radiofonica, nel corso della primavera araba ha documentato le proteste di piazza tenutesi contro il presidente Bashar al-Assad, spostando l'attenzione sulle vite di alcuni partecipanti e sulla tragicità degli eventi che le hanno segnate.

La tecnica di ripresa in soggettiva pone al centro dell'attenzione dello spettatore l'esperienza di vita e di lotta armata di alcuni dissidenti che sono in contrasto con le continue oppressioni, ormai divenute, per loro dire, insostenibili. Una bambina che vorrebbe giocare liberamente in strada senza complicazioni e che per paura delle stesse vorrebbe addirittura non esserci più. Il padre di famiglia che torna dalla sua esperienza estera per aiutare l'esercito libero siriano, così denominato per contrastare i militari che sarebbero asserviti al regime. I segni di ferite che in base ai racconti sarebbero state procurate dai soldati è che lasciano segni ben più profondi.

Questo documentario ha il pregio di raccontare non solo l'esperienza di guerra vissuta in Siria ma anche un breve scorcio dell'esistenza dei protagonisti, le loro aspirazioni, i sogni abbandonati, i padri che vorrebbero mandare i loro figli a scuola senza doverli istruire all'uso delle armi. Tutto questo viene raccontato con coraggio da chi spingendosi nei luoghi della guerriglia ha realizzato riprese cruente ed esplicative di una situazione di fatto senza la pretesa di narrare la realtà assoluta ma con la consapevolezza che "la prima vittima della guerra è la verità. Una libertà agognata ma allo stesso tempo ignota perché mai conosciuta, nelle parole dei protagonisti.

L'applauso giunto a conclusione della proiezione ha decretato il gradimento del pubblico presente in sala per questo documentario di denuncia sociale che anche in relazione al fenomeno dei profughi che coinvolge l'Europa è drammaticamente attuale.

 
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