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Pericle il nero, 'il film parla di errori ma anche di possibilità': intervista all'attrice Valentina Acca

12/05/2016 11:33
Pericle il nero 'il film parla di errori ma anche di possibilità' intervista all'attrice Vale

Mauxa ha intervistato Valentina Acca, una delle protagoniste del film "Pericle Il nero". Il film è interpretato e prodotti da Riccardo Scamarcio e Valeria Golino.

Pericle il nero è il film di Stefano Mordini da oggi nelle sale, distribuito da Bim Film. Nel cast ci sono Riccardo Scamarcio, Marina Foïs, Valentina Acca, Gigio Morra e Maria Luisa Santella.

Il film - presentato al Festival di Cannes nella sezione Un certain regards - è tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino del 1993, che dopo anni di tentativi viene trasposto al cinema. La trama è quella di Pericle Scalzone (Scamarcio), detto Il Nero che punisce coloro che non pagano il pizzo al boss Don Luigi, emigrato in Belgio. Durante una spedizione punitiva Pericle commette un errore e la sua condanna a morte pare segnata. Fugge così fino a Calais, incontra Anastasia che gli offre la possibilità di una redenzione, anche se il passato lo insegue.

Mauxa ha intervistato Valentina Acca, che nel film interpreta il ruolo di Anna, figlia di Don Luigi emigrata con la famiglia in Belgio: “È madre di due bambine - ci dice Valentina - è una madre assente, figlia viziata e donna insoddisfatta che ho cercato di raccontare con un tocco di eleganza e inquietudine. Vuole bene a Pericle, che per lei ha un debole, ma lo tratta principalmente con superficialità”.

D. Il film racconta anche della impossibilità di risolvere i propri errori passati. Cosa ne pensi? 

R. “In un modo o nell’altro i nostri errori, ma anche quelli delle persone a noi legate che ci hanno preceduto, ci portano a confrontarci con noi stessi. Per quanto ci sforziamo, non possiamo sfuggire al nostro passato. Ciò accade a Pericle, il passato lo sorprende alle spalle. La posta in gioco è alta, la sua fuga rocambolesca per sopravvivere si trasforma in un viaggio di crescita e riscatto che lo porterà a guardare la vita con differenti occhi, trovando differenti scopi e significati. È una storia che parla di errori ma anche di possibilità. È un film coraggioso”.

“Pericle il nero” è prodotto dallo stesso Riccardo Scamarcio, assiema a Valeria Golino con Baraonda Film: si uniscono anche i fratelli Dardenne e Viola Prestieri, dopo che il progettò interessò al regista Abel Ferrara.

Valentina racconta del rapporto lavorativo con il regista Stefano Mordini: “Ho avuto modo di conoscerlo durante un lungo provino per il ruolo di Anna. E già in quell’occasione ho capito che ama far sentire gli attori a proprio agio, ama il mondo creativo degli attori. Dando una direzione ben precisa al lavoro lascia che l’attore riveli una sua personale idea del ruolo e della scena. Ho ascoltato le sue indicazioni, ha tenuto testa allo scorrere del tempo. Nei momenti di maggiore difficoltà in cui avevo la sensazione che tutto andasse storto non mi ha mollata mai”.

D. Come è stato recitare con Riccardo Scamarcio e Gigio Morra?

R. “Con Riccardo è stato uno spasso. È una persona simpatica e brillante, è stato semplice costruire sul set, fase dopo fase, una relazione di complicità. Lui è la vera anima del film, la sua interpretazione è animata dal forte desiderio di portarne a termine la lavorazione”.

Gigio Morra nel film interpreta Don Luigi: “Lo conoscevo già - dice Valentina - anche se è la prima volta che lavoriamo insieme. Per me è stato un po’ come lavorare con un vecchio amico di famiglia, è un attore formidabile, di grande esperienza teatrale e con un raffinato umorismo. Non scorderò mai la notte in cui, stanchi e assonnati ma pieni di meraviglia, abbiamo avvistato nel triste e plumbeo cielo belga la luce di un lampione scambiandolo per la luna”.

Valentina Acca ha lavorato di recente a teatro in "Ti regalo la mia morte, Veronika" e “Natale in casa Cupiello”. Tra i due mezzi, ci racconta le preferenze: “Sono per me due mondi che dialogano costantemente. Quando preparo un ruolo in vista di uno spettacolo guardo il cinema che può essere in tema col lavoro e che mi può dare le suggestioni di cui ho bisogno; e quando preparo un ruolo pensato per il cinema lo preparo usando gli stessi espedienti che uso per dare senso al mio essere in scena”.

Con Antonio Latella ha lavorato in “Natale in casa Cupiello”: “Qui interpreto Ninuccia, in ‘Ti regalo la mia morte, Veronika sono stata Henriette. Per me la recitazione, che sia a teatro o al cinema, resta sempre una questione di libertà, di relazione con il proprio sentire e con il mondo”.

D. Qual è la tua pièce preferita?

R. “Non riesco a sceglierne una sola. Posso dire che è importante per me sapere quante più cose possibili sulla vita dell’autore prima di leggere una pièce. Amo leggere più libri insieme e quando viaggio ne ho almeno due con me. In genere abbino un testo teatrale a un romanzo, ho sempre sul comodino anche racconti brevi, poesie e libri di filosofia. Ora ho appena finito l’ultimo libro di Annie Ernaux.

Per il prossimo progetto Valentina lavorerà in un corto. “La regia è di Marcello Cotugno. Preparo un paio di letture per presentazioni di libri e dalla prossima stagione teatrale riprendere due spettacoli”.

 
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