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Hungry Hearts recensione film, Alba Rohrwacher madre troppo apprensiva

15/01/2015 09:00
Hungry Hearts recensione film Alba Rohrwacher madre troppo apprensiva

Hungry Hearts, Saverio Costanzo dirige Alba Rohrwacher, Adam Driver e Roberta Maxwell in un film carico di tensione, tra il thriller e il dramma incentrato sulla questione della genitorialità nel mondo moderno.

Hungry Hearts film scritto e diretto da Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi), tratto dal romanzo “Il bambino indaco” di Marco Franzoso.

Hungry Hearts trama. Jude è un giovane americano, Mina invece è una ragazza italiana che lavora negli States in un’ambasciata. Si incontrano casualmente nel bagno di un ristorante cinese, e tra i due nasce subito una forte intesa. Dopo poco tempo iniziano a vivere insieme, si sposano e Mina scopre di aspettare un bambino: inizia così una nuova vita. Un giorno Mina si ferma da un’indovina, la quale le annuncia che il figlio che aspetta è un “bambino indaco”. La donna si convince quindi fin dai primi mesi di gravidanza che il suo sarà un bambino speciale. Il suo istinto infallibile di madre le suggerisce di proteggere il figlio dall’inquinamento del mondo esterno, preservandone la purezza, nutrendolo solo con prodotti naturali ed evitandone il contatto con i dottori. Jude, per amore, la asseconda in tutto, fino a trovarsi un giorno di fronte ad una terribile realtà: suo figlio non cresce ed è in pericolo di vita, deve intervenire al più presto per salvarlo. All’interno della coppia inizia una lotta per la gestione del bambino, finché Jude non prende la drammatica decisione di toglierlo alla donna. Ma l’amore maniacale di Mina per il figlio la farà combattere fino alla fine. 

Hungry Hearts recensione. La madre viene considerata unanimemente e in qualsiasi società come sinonimo di attenzioni e amore; ma quel che accade nella sviluppo della gravidanza di Mina è una deformazione malata della figura materna. La donna si fa carico immediatamente della cura del proprio bambino, prima ancora che nasca lo toglie dalle “grinfie” dei dottori, lo nutre attraverso il suo corpo solo di verdure: vuole che diventi un essere puro. Ed è proprio questa mania possessiva che farà si che la situazione degeneri in poco tempo: il bambino è sottopeso, non si sviluppa e rischia la morte. Jude in tutto questo è assolutamente inerme, anche i suoi tentativi più sotterranei e disperati si rivelano dei fallimenti. Questa rappresenta una turbata deviazione della genitorialità, quando una madre definisce proprio un bambino, è quasi impossibile per un padre intervenire. Grazie a ciò Saverio Costanzo costruisce un dramma che ha il ritmo e il pathos di un vero thriller psicologico, che diventa claustrofobico nell’impotenza di Jude. La famiglia è un bene intoccabile, soprattutto per la cultura italiana, ed il regista lo sa; ci si addentra dunque con distacco, tanto che più di una volta siamo tentati di tornare sui nostri passi e biasimare Mina. Lo stile di questa pellicola è stato molto apprezzata durante la 71ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, ma soprattutto è spettato ai due interpreti una delle più grandi riconoscenze in campo attoriale: la Coppa Volpi come migliore interpretazione maschile e femminile. Da premesse simili ci si aspetta anche un grande successo nelle sale italiane.

Hungry Hearts cast. Alba Rohrwacher (Via Castellana Bandiera) interpreta la giovane madre Mina, metre Adam Driver (A proposito di Davis) è Jude. Roberta Maxwell (I segreti di Brokeback Mountain) impersona invece l’anziana madre di Jude, colei che lo aiuterà a sottrarre il film a Mina.

 
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