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Io ti salverò, il film di Alfred Hitchcock più innovativo con Ingrid Bergman

27/10/2014 13:00
Io ti salverò il film di Alfred Hitchcock innovativo con Ingrid Bergman

Io ti salverò è il film di Alfred Hitchcock dalla trama a sfondo psichiatrico, con Ingrid Bergman e Gregory Peck. Il film tratto da un libro.

Io ti salverò (“Spellbound”) è il film di Alfred Hitchcock che uscì il 31 ottobre 1945. La pellicola di genere thriller psicologico vede un cast composto da Ingrid Bergman, Gregory Peck e Michael Chekhov.

La trama di Io ti salverò. La vicenda è già contenuta alla fine dei titoli di testamm che citano la frase del “Giulio Cesare” di William Shakespeare: "La colpa... non è nelle nostre stelle / Ma in noi stessi."
Il Dr. Anthony Edwardes, psicologo distinto diviene il direttore della Green Manors, un ospedale psichiatrico. La dottoressa Constance Peterson lo incontra a cena ed è subito attratta da lui. Costance parla della sua idea per un piscina e disegna la sua proposta sulla tovaglia con il bordo del coltello, ma Edwardes scoppia in rabbia sconcertando i colleghi. Edwardes chiede a Constance di aiutarlo nel calmare uno dei suoi pazienti convinto di aver ucciso il padre. Più tardi i due fanno una passeggiata insieme e avvertono forti sentimento reciproci.
Costance però è perplessa, lo bacia, Edwardes scorge che la veste bianca della donna ha sottili strisce scure: lui si spaventa tanto da stordirsi.
Dopo un incidente, la donna teme che il dottore sia un impostore: lui infatti le confessa di non essere il vero Edwardes, tanto da credere di averlo ucciso pur non avendone il ricordo. Entra in scena anche la polizia, che cerca di far luce sulla misteriosa scomparsa di Edwardes: da un articolo di giornale si scopre che questi lasciò un resort nelle montagne di Cumberland con un paziente, presumibilmente lui. Presso la biglietteria ferroviaria l’uomo - che probabilmente si chiama John Brown - ricorda il nome di Roma ma non ne conosce il motivo. Ha anche una bruciatura sul braccio, e lentamente emerge che la procurò dopo che il suo aereo da trasporto medico fu abbattuto dai tedeschi nei pressi di Roma.

Psichiatria. Constance e John Brown giungono dal mentore della psichiatria, il Dr. Alex Brulov la cui ironia va di pari passo con la risoluzione dell’enigma: “Buona notte e sogni d'oro... che analizzeremo in mattinata”, dice il mentore. Oppure “le donne sono le migliori psicoanaliste fino a quando non si innamorano. Dopo che sono le migliori pazienti”.
La notte John Brown si alza per radersi, afferra il rasoio e passeggia al piano terra in uno stato di stordimento. Il primo ricordo che finalmente Constance farò emergere è quello di John Brown che da bambino spinse il fratello da un tetto innevato, causando accidentalmente che si trafiggesse con le guglie di un cancello di ferro. L’uomo così ricorda di chiamarsi John Ballantine, e che il Dr. Edwardes lo stava aiutando a far fronte alle proprie esperienze di guerra. Ma la polizia accusa ormai l’uomo dell’omicidio del dottore e lo arresta: Constance è convinta della sua innocenza. Quando il dottor Murchison, che è ora il nuovo capo dell'istituto menziona inavvertitamente di conoscere il dottor Edwardes, Constance rilegge i suoi appunti circa un sogno che John le raccontò. Deduce così che il dottor Murchison litigò con il Dr. Edwardes di fronte a John, per un motivo inerente la direzione dell’ospedale. Murchison ammette la colpa, tenta di sparare ma la donna fugge. Non appena si chiude la porta il dottor Murchison gira la pistola su se stesso e spara.
Più tardi, alla stazione di Grand Central Costance e John si sono sposati e vanno in luna di miele.

Novità del film Io ti salverò. Alfred Hitchcock comincia a inserire nelle trame del sui film il sospetto freudiano, ossia la paura che le nostre azioni abbiamo una motivazione secondaria di cui non ci accorgiamo. Nel film è il timore di aver ucciso una persona, così presente da averlo rimosso.
Ma ciò che il regista realizza è soprattutto segnare una svolta nella suspense dello spettatore, facendolo incedere nella trama e dando solo pochi indizi alla volta, come tessere di un puzzle che si ricomporrà alla fine. E questi indizi non sono tipici del genere della fiction gialla, bensì di quella psicologica, nata dal surrealismo e a cui il regista Hitchcock era particolarmente affezionato. A incuriosire non è un più un candelabro e un coltello sporco di sangue come nelle detective story, bensì una gonna di una donna che fa stordire chi la guarda, oppure il colore della neve.
Hitchcock ha quindi creato qui quel genere che troverà fortuna al cinema, fino al film “Il sesto senso”, “Inception” di Chrisopher Nolan, alla serie tv “Lost”.

Il libro di Io ti salverò. Tanto era l’ansia di Hitchcock di voler realizzare qualcosa di nuovo, che alla fine del 1943 convinse il produttore indipendente David O. Selznick di acquistare i diritti del romanzo “La casa del dottor Edwardes” per 40.000 dollari, volendo sviluppare una storia "psichiatrica". Il romanzo era scritto da Hilary St. George Saunders e John Palmer con lo pseudonimo congiunto di Francesco Beeding. Il regista consultò anche eminenti psicoanalisti inglesi, e il produttore assunse Ben Hecht, veterano della psicoanalisi per ri-scrivere la sceneggiatura. A ciò si aggiunse la preoccupazione che da un sondaggio condotto da Audience Research, Inc. nella primavera del 1944 il pubblico non avrebbe accettato pienamente una "storia psichiatrica". Così Selznick convinse Hecht e Hitchcock a rinforzare gli aspetti romantici della storia, includendo il triangolo amoroso "Murchison-JB-Costanza". Altri due psichiatri furono assunti, e Selznick volle anche il pittore surrealista Salvador Dalì per la progettazione della sequenza onirica del film, affinché infondesse acutezza visiva e chiarezza. Nell’idea iniziale Ingrid Bergman nel sogno doveva trovarsi in uno stampo in gesso a grandezza naturale, che poi si sarebbe rotto e dal volto sarebbero uscite migliaia di formiche.

Successo. L’esito del film fu buono, con un incasso di 6,387,000, l’inclusione da parte del New York Times nei "dieci migliori" del 1945 e l’essere entrato nella storia del cinema.

 
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