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La Magia delle Parole e dei Gesti: Firenze alza il sipario

12/10/2014 12:00
La Magia delle Parole dei Gesti Firenze alza il sipario

Ci siamo: la prossima settimana, dal 15 al 19 ottobre, Firenze e Villa Vittoria apriranno le porte al secondo convegno del BSST Network, dal significativo titolo "La Magia delle Parole e dei Gesti". Cinque giornate all'insegna della cultura e della psicologia, coordinate dal Professor Giorgio Nardone. Tantissimi i temi che verranno toccati, tra i quali anche la dismorfofobia, gli effetti psicologici della crisi e l'importanza del lavoro di squadra.

La Magia delle Parole e dei Gesti. Ogni realtà cambia a seconda di come viene comunicata”, ha scritto il Professor Giorgio Nardone, presidente del CTS di Arezzo e coordinatore del secondo convegno mondiale del BSST Network che si terrà a Firenze la prossima settimana, dal 15 al 19 ottobre.
La Magia delle Parole e dei Gesti”: questo il suggestivo titolo, nonchè il leitmotiv, dell'evento. Più di 50 relatori per 5 intense giornate in compagnia degli esperti più illustri nel mondo della comunicazione in tutte le sue applicazioni.
Ma quali saranno nello specifico le tematiche trattate?
Eccone alcune in anteprima.

La dismorfofobia.
Termine di derivazione greca (da dis-morphé= forma, phobos= timore), la dismorfofobia è la paura che nasce da una visione distorta del proprio aspetto esteriore.
Nell'era dei “
social” e del proliferare dei profili virtuali, che spesso propongono modelli distorti di percezione del sé e inducono alla costante ricerca di un'inarrivabile perfezione fisica, sono sempre più numerosi i casi di persone affette da questa patologia.
L'individuo affetto da dismormofobia vive costantemente ossessionato dalla paura di una deformità fisica, in realtà insesistente, che lo spinge a controllare e spesso modificare il proprio aspetto.
Dalle fotografie ritoccate all'utilizzo smodato e spesso insensato del bisturi nella vita reale, sono sempre più numerosi i casi di personaggi più o meno pubblici che incorrono in questa patologia, che spesso può portare anche a gravi forme di depressione e di emarginazione sociale.
“Tutto ciò che è creduto, esiste”, scriveva
Seneca. Per questo motivo, il primo passo che uno psicoterapeuta dovrà compiere sarà quello di assumere il punto di vista del paziente, senza negarlo o tentare di cambiarlo attraverso la spiegazione razionale.
Le tematiche della comunicazione per il cambiamento terapeutico della persona ossessionata dalla visione distorta del corpo saranno tra gli argomenti trattati durante il secondo convegno mondiale del
BSST World Network, in particolare nella giornata di venerdì 17 ottobre.

Gli effetti psicologici della crisi. Un altro tema di grande attualità che il convegno si propone di affrontare è quello che analizza gli effetti della crisi e della globalizzazione sulla psicologia dell'individuo.
“Stiamo vivendo l'emergenza sociale di un mercato del lavoro potentemente mutato dalla globalizzazione”, spiega il Prof.
Giorgio Nardone. “Questo scenario, reso più drammatico dalla recente crisi economica, tratteggia un contesto di precarietà professionale e incertezza. Le persone sono più insicure, hanno paura del futuro. L'esistenza stessa diventa precaria”. Il problema, che coinvolge la quasi totalità dei lavoratori, dalla classe dipendente a quella dirigente, si ripercuote soprattutto sui giovani, e ha forti ripercussioni emotive, oltre che professionali.
Spesso infatti, di fronte alle difficoltà derivanti dalla perdita o dalla precarietà del lavoro, la persona si ritrova psicologicamente e socialmente bloccata, cosa che favorisce l'insorgere di disturbi legati all'ansia e alla depressione.

L'importanza del lavoro di squadra. Che cosa significa davvero “fare squadra”? Che questo concetto si applichi all'ambito sportivo o a quello professionale, un gruppo di persone che desideri raggiungere un traguardo deve prima arrivare a concepire il proprio operato come il fine ultimo di un obiettivo comune.
E se un buon
lavoro di squadra è frutto di un percorso ricco di implicazioni che riguardano le relazioni tra più persone, imparare a lavorare in un team significa riuscire a confrontarsi con se stessi e col mondo, e a gestire anche coloro che in apparenza si distanziano dal nostro modo di essere, per trasformare un semplice gruppo di persone in una squadra vincente.
E' certo che questa filosofia si potrà applicare anche ai 50 e più relatori che dal 15 al 19 della prossima settimana animeranno le sale di Villa Vittoria a Firenze: non saranno un semplice gruppo di persone con qualcosa da condividere, saranno una squadra vincente.
A voi, a tutti noi, il compito di toccare con mano. E di trattenere, poi, tutto quello che di bello avremo l'occasione di apprendere.

 
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