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Dannati recensione libro, l'Inferno fantasy di Glenn Cooper

09/10/2014 15:00
Dannati recensione libro l'Inferno fantasy di Glenn Cooper

Glenn Cooper Dannati: a firma del rinomato scrittore di bestseller, in cima alla classifica dei libri più venduti.

Glenn Cooper torna in libreria con Dannati (Casa Editrice Nord), in cui intrappola i suoi protagonisti all'inferno e di cui è annunciato il sequel.

Manoscritto Voynich: la chiave del mistero tra Milano e Venezia

Glenn Cooper Dannati trama. Emily e John Camp lavorano entrambi al MAAC, il tunnel sotterraneo londinese cugino dell'LHC, l'acceleratore di particelle del CERN. Lei è scienziata, lui il responsabile della sicurezza. In laboratorio si respira un'aria tesa per via del ritardo rispetto all'agenda scientifica e la pressione istituzionale dopo la scoperta del bosone di Higgs. In ogni caso, i ricercatori del MAAC hanno progetti ben più ambiziosi, sono a caccia dei gravitoni. Durante l'esperimento, tuttavia, qualcosa va storto. Oltre ai gravitoni, compaiono anche gli strangelet, responsabili delle deformazioni spazio temporali e degli scambi di materia. A farne le spese è Emily: la dottoressa è letteralmente scomparsa. Al suo posto c'è un tipo lercio, Brando Woodbourne morto nel 1949. John Camp non ci pensa due volte, deve ritrovare Emily. Ha combattuto in Iraq e in Afghanistan: all'inferno, in fondo, ci è già stato.

Shakespeare, il dilemma di Amleto: Atto Terzo, Scena Prima

Glenn Cooper Dannati recensione. Tra Shakespeare e Dante (in salsa light), fantasy e action, Glenn Cooper catapulta i due giovani innamorati nel regno dei dannati. Una terra di nessuno, infestata dalle guerre. Le malattie e le ferite sono il cruccio quotidiano poiché relegano a un'eternità di putrefazione. C'è carenza di arte, ma abbondanza di vino. Ci sono Cromwell a servizio di Enrico VIII, mentre Himmler deve obbedire a Federico Barbarossa. E che ci fanno Garibaldi e Caravaggio tra le anime condannate alla paura perpetua?
Un viaggio tragicomico, dove all'ironia yankee di John Camp fa da contrappunto la riflessione sul nostro tempo, un secolo - viene a sapere Robespierre - di “scienza senz'altro, illuminismo non ne sarei così sicuro”.

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Scritto da
Carla Paulazzo
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