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La strada, il film di Federico Fellini che sorpassa il neo-realismo

21/09/2014 15:01
La strada il film di Federico Fellini che sorpassa il neo-realismo

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La strada di Federico Fellini usciva al cinema il 22 settembre 1954, con un cast composto da Giulietta Masina, Anthony Quinn, Richard Basehart e una produzione di Carlo Ponti e Dino De Laurentiis.

La trama de La strada di Federico Fellini. La vicenda ruota attorno ad una giovane donna, Gelsomina che a causa dell’indigenza della famiglia è venduta dalla madre per 10.000 lire ad uno zingaro, Zampano. L’uomo ha un circo itinerante, composto solo da un carrozzone dove si esibisce mostrando la propria forza, capace di spezzare le catene. L’uomo tratta malamente la giovane Gelsomina, la quale poi si affeziona ad un nemico di Zampano, chiamato Il Matto il quale le fa scoprire l’importanza di esistere: “non so a cosa serve questo sasso io, ma a qualcosa deve servire - la consola Il Matto - Perché se questo è inutile, allora è inutile tutto: anche le stelle. E anche tu, anche tu servi a qualcosa, con la tu' testa di carciofo”.
Ma Gelsomina nel suo tentativo di redenzione di Zampano comincia a provare un sentimento verso di lui, finché lui uccide accidentalmente il matto portando alla pazzia Gelsomina.
Zampano lascia Gelsomina lungo una strada. Dopo alcuni anni scopre che la giovane è morta, e si abbandona ad un pianto liberatorio steso sulla sabbia.

Il significato del film la Strada di Federico Fellini. Il film segna il successo di Federico Fellini come regista, riuscendo a vincere l’Oscar come miglior film straniero nel 1957, seguito nell’anno successivo da “Le notti di Cabiria”. Interessante è notare come dopo l’ondata di realismo che pervadeva la cinematografia italiana del dopoguerra, Fellini fu il primo a restituire una spiritualità ad un personaggio, senza connotarlo socialmente. Se la povertà da cui viene Gelsomina è la medesima dei protagonisti di “Ladri di biciclette” (1948) di Vittorio De Sica, il problema per lei non è più guadagnare per mangiare, ma cercare una qualche forma di felicità che esuli dalle incombenze quotidiane. Lo stesso spunto del film non nacque da una contingenza sociale, bensì come raccontò Fellini da un ricordo lontano, di quando da bambino vedeva i macellai venire ad uccidere i suini. L’urlo di quegli animali votati al martirio gli fece balenare l’idea del film, poi sviluppato con gli sceneggiatori Ennio Flaiano e Tullio Pinelli. Lo stesso Pinelli intervistato da me qualche anno fa mi disse che "per noi il simbolo e la realtà erano la stessa cosa, è su quello che io e Fellini ci siamo intesi di fondo. Noi non facevamo affatto distinzione tra le due cose. La realtà per noi era simbolica e il simbolo era la realtà, è questo che ci ha molto uniti".

Le recensioni del film la Strada di Fellini. "Federico Fellini ha raggiunto qui uno di quei film molto rari, di cui ci dimentichiamo che sono i film e li accettiamo semplicemente come un capolavoro" scrisse nel 1956 il critico André Bazin. Assieme a lui fu unanime il riconoscimento del film come capolavoro. Per il critico Roger Ebert “La Strada” è il punto più alto della carriera di Fellini che poi virerà "attraverso le giungle del freudiano, cristiano, sessuale ed eccesso autobiografico”.

Giulietta Masina e Anthony Quinn. La storia del film è picaresca come la trama. Luigi Rovere, produttore di Fellini per “Lo sceicco bianco” (1952) lesse la sceneggiatura e cominciò a piangere. Fellini chiese: "Ti piace, allora?" e Rovere rispose: "Un film come questo non farà una lira. Non è cinema. E più letteratura”. Fellini si rivolse al produttore Lorenzo Pegoraro che diede un anticipo in contanti, ma non era d’accordo che Giulietta Masina interpretasse Gelsomina: Fellini mise il progetto da parte, girò “I Vitelloni” (1953) che fu un successo commerciale. Fellini così poté assicurarsi il finanziamento attraverso i produttori Carlo Ponti e Dino De Laurentiis, il quale voleva però lanciare la moglie Silvana Mangano. Alla fine fu Anthony Quinn - che stava lavorando con la Masina in “Donne proibite” - ad appassionarsi alla sceneggiatura e scegliere lei come partner.

 
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