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Occhiali per ipovedenti: Hi-Tech al servizio della medicina

06/07/2014 10:00
Occhiali per ipovedenti Hi-Tech al servizio della medicina

Gli occhiali per ipovedenti progettati dall' Università di Oxord promettono di "dare la vista" a chi ne ha poca. Per ora si tratta di un prototipo grosso e ingrombrante ma questi smart glass sono già sotto test: in futuro saranno commercializzati.

Occhiali per ipovedenti. E' il nuovo progetto di Stephen Hicks, professore della Oxford University, sviluppato assieme ad altri ricercatori del suo team. Il Royal National Institute of Blind People, nella figura del suo presidente John Worsfold, ha benedetto il prototipo affermando che questo potrebbe apportare un miglioramento veramente notevole nella vita, soprattutto la vita autonoma, delle persone affette da quelle malattie degli occhi che riducono sensibilmente le capacità visive.

"Dare la vista". Gli occhiali per ipovedenti "vedono" al posto del soggetto che li indossa. Questo è possibile grazie ad una particolare telecamera tridimensionale montata sulle lenti che riceve e proietta l'immagine sulle lenti stesse degli occhiali grazie ad un computerino, anche questo parte degli Smart Glass, che rielabora i dati aumentando definizione e dettagli dell'immagine ripresa rendendola identificabile per il soggetto. L'unico difetto per ora sembrerebbero le dimensioni eccessive e la struttura non certo confortevole di questo occhiale.

Smart Glass. Non dobbiamo pensare ad un'immagine riproiettata in HD sulle lenti degli occhiali. Quella che viene visualizzata è una sorta di semplice immagine in bianco e nero (a giudicare dalle fonti stesse) delle persone e degli ostacoli che sono prossimi al soggetto. Il computer miniaturizzato, infatti, grazie alla telecamera, rielabora l'immagine dell'ambiente circostante: questa è la sua funzione. Gli occhiali per ipovedenti sono utilissimi in ambienti poco illuminati e quindi per persone affette da nictalopia.

Test. Gli occhiali per ipovedenti sono stati testati su una paziente inglese, Lyn Oliver, affetta da retinite pigmentosa da 50 anni. Lei stessa ha confermato l'utilità di questi nuovi occhiali: "Se Jess (il suo cane guida) si ferma, posso capire se lo fa perché c'è un marciapiede o dei lavori in corso e intravedo il percorso alternativo da fare...", continua "...l'anno scorso sono stata senza cane guida per 6 mesi e andavo in giro solo con il bastone. Un giorno ho inciampato in una macchina parcheggiata sul marciapiede. Con gli occhiali l'avrei potuta evitare." Decine di volontari sono sulla lista per provare il prototipo.

Futuro. Al team di ricerca è stato assegnato un ulteriore finanziamento dalla Royal Society per migliorare ancora il prototipo degli occhiali per ipovedenti. I ricercatori mirano ad aumentare i dettagli visibili come il riconoscimento del viso o quello di un testo. Anche un aumento delle funzioni è già in programma: si pensa ad un sensore audio che possa garantire benefici ancora maggiori. Si pensa anche ad un futuro di commercializzazione: lo stesso Stephen Hicks afferma "dovranno somigliare ad un paio di occhiali normali e il loro prezzo dovrà essere paragonabile a quello di uno smartphone.

 
© Riproduzione riservata
Scritto da
Jacopo Sartori
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