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La macchina di Anticitera: il gioiello di ingegneria capace di sfidare il XXI secolo

09/01/2014 14:00
La macchina di Anticitera il gioiello di ingegneria capace di sfidare il XXI secolo

Un pc a manovella in grado di decodificare il sistema solare. Un planetario che ha più 2000 anni, è grande come una scatola di scarpe e si aziona con il click di una levetta. È la macchina di Anticitera.

Nel 1900 un gruppo di pescatori di spugne s'imbatte nel relitto di una nave carica di statute di marmo e bronzo. Il relitto appartiene al I sec a. C. e contiene uno dei più importanti tesori dell'antichità nascosti, oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Atene. Tra gli oggetti trasportati, ce n'è uno che attira particolare curiosità: a prima vista un blocco di pietra che, tuttavia, ha ruote dentate, lancette e iscrizioni.
È la macchina di Anticitera.

Alla fine degli anni 50 Derek De Solla Price, studioso di Storia delle scienze, si appassiona al congegno e ne studia il meccanismo setacciando ogni pezzo ai raggi x: sulla facciata anteriore sono incise parole greche corrispondenti ai segni zodiacali. Uno degli anelli anteriori è diviso nelle 12 costellazioni dello zodiaco che consentono di monitorare il fenomeno dell'eclittica, il percorso apparente che il sole compie in un anno.
Il congegno funziona come una sorta di orologio, in grado di calcolare il movimento della luna in relazione al sole.

La pietra filosofale, il manoscritto segreto di Isaac Newton

Anche i greci, come molte civiltà antiche, si interessano alle fasi lunari, in base alle quali sintonizzarsi sui ritmi della natura. Di più. Cercano, infatti, di predirne l'andamento.
L'orbita lunare intorno alla terra e quella terrestre intorno al sole sono cicli diversi, non coincidenti. Conciliare gli schemi lunari con quelli solari è estremamente complesso. Eppure gli astronomi dell'Antica Grecia riescono a farlo.

Occorrono circa 27 giorni e 8 ore perchè la luna compaia nello stesso punto rispetto alle costellazioni dello zodiaco: è il mese siderale. Ma ci vogliono circa 29 giorni e 12 ore da un plenilunio all'altro.
Secondo Metone, astronomo greco del V secolo A. C., sole e luna tornano nella stessa posizione, in relazione l'uno all'altra e alle costellazioni dello zodiaco, ogni 19 anni solari. È il ciclo metonico secondo cui, appunto, ogni 19 anni la luna compie 254 rivoluzioni siderali: questa formula, frutto di calcoli matematici, è racchiusa nella macchina di Anticitera. Il sofisticato meccanismo degli ingranaggi dà vita alla formula matematica.

La macchina di Anticitera stabilisce con precisione la velocità della luna in un mese, nonostante gli astronomi dell'epoca credevano che i corpi celesti orbitassero intorno alla Terra in cerchi perfetti.
Oggi sappiamo che lo fanno in orbite ellittiche, causa di accelerazioni e conseguenti decelerazioni nei rispettivi moti. Tuttavia, nonostante l'handicap, gli astronomi greci trovano il modo di introdurre le variazioni di velocità di sole e luna nel calendario.
Inoltre, riescono a ideare gli ingranaggi di predizioni delle eclissi, fenomeno che si presenta con l'allineamento di sole, terra e luna - il tipo di eclisse dipende dalla posizione della terra rispetto al sole e la luna. Lo fanno basandosi sul ciclo di Soros, calcolato dai babilonesi, secondo cui ,se un'eclisse si presenta in un giorno x, tornerà a manifestarsi identica, ciclicamente, a distanza di 223 mesi.
Nel congegno ritrovato mancano gli ingranaggi dei pianeti - sono cinque i pianeti conosciuti, osservabili a occhio nudo: su questa parte, andata distrutta, si possono sollevare mere ipotesi.

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Successivamente, ulteriori studi dimostrano che gli ingranaggi del meccanismo non reca segni di alcun tipo di modifiche. Significa che l'artefice è un esperto e che probabilmente esistono altri congegni del tipo. Tuttavia, di un planetario, simile ne è stato ritrovato solo uno e questo può dipendere dal materiale con cui è stato costruito: il bronzo, metallo prezioso che diventa, a un certo punto nella storia dell'Antica Grecia, raro.
Il calendario è frutto di una civiltà incredibilmente avanzata che non ha nulla da invidiare ai moderni planetari di ultima generazione: gli antichi greci hanno l'ardire (e la competenza) di commutare le osservazioni celesti in ingranaggi, meccanismi fondamentali che danno il via alla rivoluzione industriale.

Alcuni studiosi pensano sia un falso, accidentalmente buttato nei pressi del relitto, e che appartenga a epoche successive.
D'altro canto, secondo una scuola di pensiero, la perfezione del congegno può significare una cosa soltanto: è stato creato dagli alieni.
Il bestseller degli anni 60, Chariots of the Gods di Erich von Däniken, abbraccia questa teoria con entusiasmo. L'ipotesi aliena, tuttavia, è respinta da molti studiosi che obiettano la mancanza di prove. Meglio attenersi al fatto: le civiltà antiche - di cui evidentemente sappiamo poco - erano talmente avanzate da sbalordire gli ingegneri del XXI secolo.
Il gioiello di Anticitera è realizzato in base alle osservazioni astronomiche dei Babilonesi. I greci adoperano la loro conoscenza per costruire modelli geometrici del sistema solare e prevedere i futuri allineamenti di pianeti e stelle.

Libro Gianrico Carofiglio, Il bordo vertiginoso delle cose

Ancora oggi è impensabile costruire un planetario del genere per precisione, manualità artigianale e genio - perfezione tra le meraviglie: ciò implica un amaro dato di fatto, la conoscenza di una civiltà può andare perduta.
Per approfondire l'argomento, consigliamo La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna di Lucio Russo (Feltrinelli).

 
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Scritto da
Carla Paulazzo
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