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Colloquio di lavoro: abbigliamento e atteggiamento giusto per affrontarlo

09/01/2014 12:00
Colloquio di lavoro abbigliamento atteggiamento giusto per affrontarlo

Nella speranza che, almeno nel 2014, si intraveda un barlume di luce nel tunnel in cui l'economia italiana è confinata e fiduciosi di poter almeno ottenere un colloquio di lavoro (eventualità che fino ad oggi è riservata a pochi fortunati), vediamo come affrontarlo al meglio

Cercare un posto di lavoro nell’epoca attuale è diventata una ‘mission impossible’: i Centri per l’impiego sono sommersi da Curriculum Vitae e la richiesta di offerta è in netta minoranza rispetto alla domanda di impiego.

Nella speranza che, almeno nel 2014, si intraveda un barlume di luce nel tunnel in cui l’economia italiana è confinata e fiduciosi di poter almeno ottenere un colloquio di lavoro (eventualità che fino ad oggi è riservata a pochi fortunati), vediamo come affrontarlo al meglio. Potete già essere fieri di voi stessi: se siete arrivati al colloquio di selezione, significa che avete già fatto molto di buono. L’azienda ha scelto il vostro curriculum, lo ha ritenuto interessante e intende conoscervi meglio per capire se siete davvero la persona adatta per il lavoro offerto. Arrivati a questo punto, ecco di seguito alcuni efficaci consigli per preparasi al fatidico ‘incontro conoscitivo’.

Prima di tutto il candidato deve cura la tua igiene personale. Non è un fatto così scontato e molti non lo fanno. Quindi niente forfora nei capelli, niente rimasugli di cibo tra i denti, profuma l’alito (niente gomme da masticare durante il colloquio!), ed elimina i cattivi odori. Spesso la prima impressione è quella che conta, sono i primi secondi quelli in cui il cervello del selezionatore inquadra il candidato, effettuando già una prima scelta istintiva. Qui entra in gioco l’abbigliamento adatto per affrontare un colloquio. La mise giusta può infatti fare la differenza: quando si affronta un colloquio di lavoro infatti, l'abito giusto può fare la differenza e qualunque cosa si decida di indossare, le parole d’ordine sono ordine e accuratezza. E’ infatti importante che sia pulito, stirato e privo di difetti: una macchia, un bottone che pende o peggio ancora uno strappo sono assolutamente vietati e significherebbero il fallimento del colloquio. Il dettaglio permette spesso al selezionatore di individuerà il candidato più affidabile. Presentarsi al potenziale datore di lavoro con abiti non adatti alla situazione e al ruolo per il quale ci si sta proponendo può rappresentare un enorme ostacolo all'assunzione.

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Ma come scegliere il vestito adatto? Un modo per essere certi di fare la giusta scelta in termini di abbigliamento potrebbe essere quello di informarsi circa l'azienda che ci ha contattati a fare il colloquio, in modo tale da fornire un'idea di come potremmo apparire una volta inseriti nell'organico. E, perché no, ‘l’aspirate assunto’ si potrebbe addirittura recare preventivamente sul luogo di lavoro per osservare i dipendenti mentre entrano o escono e prendere atto di ciò che indossano.
E anche se scopriamo che i dipendenti di una determinata azienda indossano jeans e maglietta, sarebbe comunque meglio evitare di andare al colloquio in jeans e maglietta, prediligendo comunque un abbigliamento formale, senza esagerare. Presentarsi in giacca e cravatta in un ambiente dove tutti i dipendenti sono in pantaloncini e infradito, sarà certamente fuori luogo, pertanto meglio optare per una via di mezzo che comunichi senso di responsabilità e professionalità, indipendentemente dal settore lavorativo.

Per quanto riguarda le professioni creative, si possono aggiungere degli accessori di moda al proprio look, anche se in genere meglio orientarsi su uno stille classico e sobrio, che trasmetta equilibrio. Ma attenzione, anche il colore gioca un fattore fondamentale nella scelta del giusto abito: esso è la prima cosa che si nota, pertanto va selezionato accuratamente. Il dubbio più classico è: neutro o colorato? Il nero e il grigio non sono gli unici colori, esistono anche molte tinte che possono rivelarsi vincenti, sia nell'abbigliamento maschile che in quello femminile, come il marrone, beige, verde, azzurro, rosa, lilla. Un ottimo compromesso sono i colori pastello, essi rappresentano quella via di mezzo tra la voglia di osare con il colore e il desiderio di apparire formali e professionali. Sono off limits invece le tinte accese, che potrebbero distogliere l'attenzione di chi ci sta intervistando e conseguentemente far passare in secondo piano le proprie qualità.

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La regola valida sia per lui che per lei rimane quella di presentarsi puliti e in ordine. Un consiglio per le donne è quello di evitare di esporre troppa pelle scoperta (decolté, braccia, gambe) e di indossare scarpe adatte, evitando colori troppo vivaci, tacchi troppo alti o dita che spuntano. E siamo arrivati al momento clou, ovvero quello in cui si varca la soglia dell’ufficio in cui si svolge l’incontro per la possibile assunzione. Prima di tutto si saluta e si tende la mano per primo quando arriva l’esaminatore. La stretta di mano deve essere bella vigorosa e vitale, no alle mani flosce. Ci si siede in maniera composta, senza accavallare le gambe, le mani fuori dalle tasche, le braccia non incrociate. Meglio se ci si inclina un po’ verso l’esaminatore. Per colloquiare si intende parlare e discorrere. Questa è una parte fondamentale. Si dovrebbe usare un tono di voce chiaro, un po’ più alto che uno un po’ più basso per far sentire e capire in modo chiaro quello che si sta dicendo. Fondamentale è far comprendere che si segue con attenzione il discorso, facendo cenni di assenso o di diniego e attraverso le espressioni del viso

Non si interrompe l’interlocutore, a meno che non si abbia una domanda urgente ed estremamente pertinente a cosa sta dicendo e il candidato deve essere pronto a ricevere domande inaspettate ed anche personali. L’obiettivo dell’esaminatore è verificare la tua capacità di reagire agli imprevisti, la tua fiducia e la tua sincerità.

Si deve tenere ben in mente che il candidato si presenta al colloquio di lavoro per offrire la propria professionalità in cambio dello stipendio, e non per elemosinare un lavoro che potrebbero offrire. Da bandire è quindi l’atteggiamento del tipo “va bene qualsiasi cosa, basta che mi diate un lavoro”. Non affliggetevi se il colloquio ha avuto un esito negativo ma imparate da esso e prendetelo come occasione per migliorarvi in quelli successivi. Offrite la vostra candidatura e partecipate anche a colloqui che apparentemente non vi interessano: più se ne fanno e più miglioreranno le vostre capacità nell’affrontarli.

 
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