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Pompeii, il film di Paul WS Anderson che usa il fascino dell'Italia

18/12/2013 08:00
Pompeii il film di Paul WS Anderson che usa il fascino dell'Italia

Pompei: il film di Paul WS Anderson uscirà nel 2014 e nel solco del fascino per la storia italiana propone nuove avventure miste a tragedia. Pur se le recensioni di film come "Cleoatra" furono contrastanti, il genere ha avuto sempre fortuna negli Stati Uniti surclassando la capacità italiana di proporre prodotti simili

Pompei è il film in 3d diretto da Paul WS Anderson e in uscita nelle sale statunitensi il 21 febbraio 2014. Nel cast ci sono Kit Harington, Carrie-Anne Moss, Emily Browning, Adewale Akinnuoye-Agbaje e Paz Vega.

La trama è ambientata in Italia, nell’anno 79 dC. A Pompei Milo è uno schiavo trasformato in invincibile gladiatore: è costretto ad uno sforzo contro il tempo per salvare la sua donna Cassia,  figlia di un ricco mercante che è stata promessa sposa di un corrotto senatore romano. Ma all’improvviso un fenomeno catastrofico complica la vicenda poiché il vulcano Vesuvio erutta, creando torrenti di lava. Così Milo deve combattere sia per affrontare un evento fisico che per ritrovare Cassia.

Il film probabilmente suscita l’appeal più per un pubblico americano inviso verso la cultura italiana che per quello della penisola. Non a caso il trailer su YouTube in pochi giorni ha superato un milione e mezzo di visualizzazioni, commisto di effetti in 3D, lotte nella sabbia, romanticismo e morte che giunge non più dagli uomini bensì da un cataclisa.

La stessa produzione è della District Film, che ha già lavorato al magniloquente “Olympus Has Fallen”, “Insidious 2” e “Old Boy” di Spike Lee. Il film si pone nel solo della tradizione recente di rivisitazione del passato per proporre argomenti attuali: usciranno infatti anche il film “Hercules”, che racconta del figlio di Zeust tradito dal suo patrigno e venduto come schiavo. “The Monuments Men” diretto da George Clooney, che pur in una realtà storica più recente propone la figura di uomini valorosi che in epoca nazista salvarono alcune opere d’arte.

Ad inaugurare questo filone fu Ridley Scott con “Il gladiatore” nel 2000, pellicola che incassò 457 milioni di dollari e che si pone come spartiacque tra la tradizione dei peplum che tanta fortuna ebbe in America e il nuovo cinema spettacolare inaugurato da “Alexander” (2004) di Oliver Stone, seguito da “300”. 

Lo stesso produttore di “Pompeii” Schlessel ha detto che "è il tipo di grande e audace film che noi tutti amiamo andare al cinema per rivivere quei momenti. Crediamo che la portata del film e la trama coinvolgerà gli spettatori americani”. E il regista Anderson già con il recente  “I tre moschettieri” ha saputo mescolare azione e citazioni colte. 

Già nel 1913 la vicenda i Pompei fu raccontata al cinema da due registi italiani, Ubaldo Maria Del Colle e Giovanni Enrico Vidali. In realtà la pellicola era tratta dal famoso romanzo di Edward Bulwer-Lytton “Gli ultimi giorni di Pompei”, pubblicato nel 1934 sotto il sentore del fascino romantico per l’antico Impero Romano. Qui Glauco è innamorato di Jone ma è corteggiato da Giulia e amato segretamente dalla sua schiava cieca Nidia. Nel 1959 Mario Bonnard e Sergio Leone portarono il film al cinema.

Un fascino che ancora mantiene desta l’attenzione, dopo i successi di serie televisive come "Spartacus: Sangue e sabbia" ma che proviene dai successi di pellicola come “Cleopatra” (1964), e “Giulio Cesare” (1953), entrambi diretti da Joseph L. Mankiewicz.

 
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