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Intervista a Zibba, dalla collaborazione con Tiziano Ferro al Festival di Sanremo

16/12/2013 12:44
Intervista Zibba dalla collaborazione con Tiziano Ferro al Festival di Sanremo

Zibba risponde alla domande di Mauxa per la rubrica "Di che cultura sei?"

Mauxa intervista Zibba, che assieme agli  Almalibre ha pubblicato il nuovo album “E sottolineo se”. Zibba con la crew parteciperà alla prossima edizione del Festival di Sanremo, nella sezione “Nuove Proposte” con la canzone “Senza di te”.

D. In "Come i suoni dei passi sulla neve" citi "E il mio cuore va lento / la mia voce si fa sottile / torneranno la luce di maggio / e le sere infinite". Come mai fai molto ricorso ad elementi naturali e soprattutto sonori?
R. Cerco di utilizzare metafore semplici anche quando voglio affrontare temi importanti. Mi piace lasciare abbastanza spazio alla fantasia di chi ascolta mantenendo vivo tra le righe il pensiero originale che ha generato la scintilla che mi ha suggerito il testo. Poi c'è la poesia. Il momento. Lo spunto. Dire che una cosa è "grande come il mare", banalmente, è diverso che dire "è alta ventisette metri". Scrivere è un gioco bellissimo, ma come in tutti i giochi un po' le regole le devi conoscere o rischi di prendere una riga infinita di cartellini rossi e restare in panchina.

D. Hai scritto con Tiziano Ferro il brano inedito del vincitore di  "X-Factor" di quest'anno, "La vita e la felicità". Come è nata la collaborazione?
R. Da una telefonata bellissima di qualche anno fa nella quale Tiziano mi chiedeva collaborazione per il suo disco. Un momento magico che ricordo ancora con tanta emozione. 

D. Qual è il cantante e album che più ti ha influenzato e perché?
R. Potrei dirne almeno dieci, sceglierne uno non è semplice. Diciamo "Heartattack and vine" di Tom Waits. Avevo quindici anni quando un gruppo in cui suonavo il piano me lo ha regalato come prima "paga" per un concerto. Mi è cambiata la vita. La libertà di espressione e la sperimentazione Waitsiana sono alla base di molto di quello che scrivo, anche quando scrivo pop. Mi accompagna sempre quel suono e quell'idea di libertà.

D. Hai scritto un libro, "Me l'ha detto Frank Zappa" a tematica surreale: come mai hai scelto l'umorismo come argomento letterario?
R. In realtà non l'ho scelto per un particolare motivo. Scrivo tante cose diverse, ma non potendo né volendo definirmi uno scrittore ho preferito esordire con qualcosa di leggero che, seppur motrice di diversi spunti profondi, non fosse pretenzioso. Odio dire "io sono". Preferisco "io provo", e grazie ad una serie di amici che hanno creduto in questa avventura sono riuscito a portare a casa anche qualche pagina di assurdità sparse sotto forma di libro. Bello, divertente.

D. Qual è il tuo libro preferito e ti ricordi dove lo hai letto?
R. Direi che tra i miei preferiti resta tra le prime posizioni della classifica "Altri libertini" di Tondelli. Me lo ha regalato un amico cantautore molti anni fa. Mi è rimasto incollato alla mente. Per lo stesso motivo che vale per i dischi di Waits. Credo di averlo letto troppe volte per ricordarmi dove e anzi, domani lo leggo di nuovo.

D. Qual è il tuo film, attore e attrice preferito e perché?
R. Film preferito "I soliti ignoti", attore preferito Totò e attrice preferita Isa Barzizza che saluto e alla quale mando un grande bacio. Da sempre e per sempre. I motivi sono molti, sarebbe lungo raccontare in modo completo cosa mi hanno trasmesso. Posso dirti che parlano dritto al mio essere. Con ironia ed eleganza. Con fascino eterno. Eterna bellezza.

D. Qual è il tuo prossimo progetto?
R. Essere un buon padre, proseguire la carriera senza perdere mai di vista obiettivi e punti di partenza e portare un gioia dove posso. Il resto non conta, o conta solo in parte. C'è qualcosa di noi che ci spinge ad essere persone migliori ogni giorno, e mi piace assecondare quella parte di me perché ha quasi sempre ragione.

 
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