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Tumore al seno: non presenta sintomi ma si puņ prevenire

15/11/2013 17:00
Tumore al seno non presenta sintomi ma si puņ prevenire

Il tumore del seno colpisce un donna su otto e purtroppo non presenta sintomi. Solo l'autopalpazione da parte della donna e la visita senologica puņ diagnosticare o meno un anomalia del seno. E fortunatamente in molti casi si puņ prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci.

Prevenzione, ovvero l'insieme di tutte quelle azioni finalizzate ad impedire o ridurre il rischio, ossia la probabilità che si verifichino eventi non desiderati. Il concetto assume maggiore importanza soprattutto se si tratta della propria salute. Molte sono le campange pubblicitarie e le iniziative promosse dal Sistema Sanitario e da Associazioni di Ricerca come l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), ente privato senza fini di lucro nato nel 1965 grazie all'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano, fra cui il Prof. Umberto Veronesi e il Prof. Giuseppe Della Porta.

E grazie alla ricerca oggi sopravvivere al tumore del seno non è più un obiettivo esclusivo. La sopravvivenza a 5 anni per il cancro della mammella in Italia è tra le più alte d’Europa, raggiungendo l’87%. Il tumore del seno colpisce un donna su otto ma fortunatamente in molti casi si può prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci. Molte in Italia sono le iniziative create da associazioni che promuovono la prevenzione: la campagna Nastro Rosa, ideata dalla Lilt(Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) giunta alla sua XXI edizione, ha ideato durante tutto il mese di ottobre 2013cdelle visite senologiche gratuite e controlli clinici strumentali nei ambulatori della LILT in tutta l'Italia. E proprio oggi 9 novembre parte per il secondo anno l'iniziativa dell'AIRC 'I cioccolatini della ricerca': in oltre 600 piazze italiane i volontari di AIRC propongono l'acquisto di confezioni di cioccolatini Lindt e con un contributo di 10 euro si può sostenere il lavoro dei ricercatori.

Purtroppo a tutt'oggi ogni anno in Italia vengono diagnosticati 48.000 nuovi casi di tumore al seno. Ma grazie ai continui progressi della medicina e agli screening per la diagnosi precoce, nonostante il continuo aumento dell'incidenza, di tumore del seno oggi si muore meno che in passato.

I fattori di rischio che possono incidere sulla coparsa di questa malattia sono alcuni modificabili, come gli stili di vita (un'alimentazione povera di frutta e verdura e ricca di grassi animali, il vizio del fumo e una vita particolarmente sedentaria) altri invece purtroppo no, come l'età (la maggior parte di tumori del seno colpisce donne oltre i 40 anni) e fattori genetico-costituzionali. Ci sono poi alcuni importanti fattori legati alla vita riproduttiva che possono influenzare il rischio di tumore del seno: un periodo fertile breve (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce) e una gravidanza in giovanissima età sono protettive, così come l'allattamento per oltre un anno.

Dagli studi effettuati fino ad oggi si evince che il 5-7 per cento circa dei tumori del seno è ereditario, legato cioè alla presenza nel DNA di alcune mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. Affinché si possa intervenire per tempo e estirpare il tumore in fase precoce è fondamentale la prevenzione del tumore del seno. Si deve incominciare a partire dai 20 anni con l'autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese. E' indispensabile, poi, proseguire con controlli annuali del seno eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo affiancati alla mammografia annuale dopo i 50 anni o all'ecografia, ma solo in caso di necessità, in donne giovani.
Una volta diagnosticato il tumore del seno, indipendentemente dallo stadio, la paziente subisce un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.
Ove è possibile si ricorre alla chirurgia conservativa, cioè si salva il seno, ma si asporta tutta la parte in cui si trova la lesione. Questa tecnica, chiamata anche quadrantectomia, deve essere seguita da una radioterapia, che ha lo scopo di proteggere la restante ghiandola mammaria sia dal rischio di recidiva locale sia dalla comparsa di una nuova neoplasia mammaria.

Dopo l'intervento chirurgico e un'accurata valutazione istologica e biologica, si definisce la terapia mediche precauzionali per ridurre al minimo il rischio che la malattia possa colpire altri organi. E proprio per questa ragione alla maggior parte delle donne operate al seno viene proposta una terapia con farmaci anticancro.

Obbiettivo primario di chirurgi e oncologi è quello di debellare il tumore, parola che fa ancora molta paura ma si spera che, grazie alla ricerca di volenterosi studiosi di medicina e alla diagnosi precoce, nel tempo possa essere un lontano ricordo.

 
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