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Recensione film Black Star, una commedia sincera non solo sul colore della pelle

10/10/2013 09:40
Recensione film Black Star una commedia sincera non solo sul colore della pelle

Francesco Castellani il regista del film Black Star, che affronta tematiche attuali trasposte in un campo di calcio del quartiere Pietralata di Roma

Black Star è il primo film del regista italiano Francesco Castellani, una storia fatta di disperazione e poetica ingenuità nella quale gli individui si dividono tra solidarietà e cinismo, sullo sfondo di un campo di calcio che unisce esperienze diverse e distanti.

Un gruppo di ragazzi italiani, ognuno con i propri sogni ed aspettative irrealizzate, formano una squadra di calcio per aiutare un gruppo d’immigrati e favorire la loro integrazione. Alcuni abitanti del quartiere insorgono a difesa di quello che reputano un loro esclusivo spazio, contro gl’immigrati accusati di usurpare i loro luoghi.   

Due opposte fazioni si contendono qualcosa che va oltre il calcio. Tra incomprensioni, rancori, interessi speculativi e la voglia di cominciare a cambiare il corso delle cose, i protagonisti si ritroveranno soli con i propri limiti in un rettangolo polveroso e loro stessi impolverati e graffiati dalla terra. Così come la vita che pare lontana dai sogni che si facevano da ragazzi e l’unica fortuna può essere quella di restare uniti, nonostante la nascita non sia avvenuta sotto una buona stella.

Black Star rappresenta una sorta di anomalia nel panorama del cinema italiano, un film diretto e sensibile che senza alcuna ipocrisia affronta un insieme di tematiche sociali estremamente attuali, trattandole con quella leggerezza e quell’ingenuità propria dei sognatori. La voce fuori campo pare a tratti ridondante e le premesse iniziali che spingono alcuni giovani ad aiutare altri loro coetanei meno fortunati, potevano essere maggiormente approfondite. La regia a volte indugia su uno stile documentaristico e televisivo ma rende con efficacia e limpidezza il legame tra la terra del campo da calcio e le storie dei protagonisti. La polvere mangiata in un rettangolo da gioco può essere quella che ognuno è costretto ad ingoiare nella vita e tuttavia simile a quella di una stella, nera. 

Un film che assieme alla rappresentazione di un contesto sociale complicato affianca un percorso di formazione individuale. Nonostante il bozzettismo di alcuni personaggi, il film crea un sano contrasto tra culture, ideologie e colori di razza.

 
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