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Intervista alla compositrice Lucia Ronchetti, la linea melodica della musica

07/10/2013 12:33
Intervista alla compositrice Lucia Ronchetti la linea melodica della musica

Lucia Ronchetti, compositrice risponde alle domande di Mauxa per la rubrica "Di che cultura sei?"

Mauxa intervista Lucia Ronchetti, compositrice che ha collaborato al film “Black star” diretto da Francesco Castellani e di prossima uscita. Tra i suoi ultmi lavori “Lezioni Di Tenebra” (2012), “Il Sonno Di Atys (2011)” e “Pinocchio Una Storia Parallela” (2005)

D. Nel film "Black star - Nati sotto una stella nera" hai composto gli "Studi per viola sola". Come è nata la collaborazione con il film e come mai hai scelto questo pezzo?
R. Francesco Castellani ha ascoltato molti miei lavori ed ha scelto alcuni frammenti da "Studi profondi" per viola sola collocandoli secondo la sua idea drammaturgica. Varie volte ci siamo incontrati ed ho ripetutamente visto le sequenze che aveva deciso di unire alla mia musica, perfezionandone via via la sincronizzazione in rapporto anche alle altre musiche scelte per il film. Per me è stato straordinario vedere il cesello operato da Francesco sulla parte acustica del film. Credo che sia una persona in grado di "comporre" il sonoro globale di un film mettendo in relazione anche il suono delle voci degli attori ed i suoni concreti registrati durante le riprese con gli interventi musicali in un modo originale e sensibile che non è mai illustrativo di una situazione ma che aiuta lo spettatore ad aprire altre "porte" nella scena, arricchendolo e allo stesso tempo lasciandolo libero nella propria interpretazione. Per un compositore è un grande piacere poter lavorare con un regista che possa sentire, controllare e quindi elaborare concettualmente la globalità dei diversi livelli sonori messi in atto nel film. Penso che Ennio Morricone abbia avuto un'impressione simile alla mia.

D. Nel tuo lavoro alterni testi letterati moderni come "Le tentazioni di Girolamo" di Ermanno Cavazzoni, "Il Giocatore" di Dostoevskij, oppure opere di Pietro Metastasio. Con quali ti senti più affine?
R. Ho realizzato varie produzioni di teatro musicale lavorando spesso con gli stessi scrittori, in particolare con il poeta russo-americano Eugene Ostashewsky, lo scrittore italiano Ermanno Cavazzoni e lo scrittore sudamericano Ivan Vladislavic. Con loro ho realizzato diversi lavori sia a partire da un loro testo già scritto che chiedendo loro di realizzare dei libretti originali per il mio lavoro. Penso che il processo di interazione e "contaminazione" tra musica e testo abbia bisogno di un lungo tempo di elaborazione e sono molto felice di aver potuto realizzare più di un lavoro con questi tre straordinari scrittori. In questo momento Ermanno Cavazzoni sta realizzando il libretto per la mia prossima opera per il Nationalthater di Mannheim e quotidianamente lavoro sulle sue parole e ne indago il significato e il suono  e mi sembra che lo scrittura determini la mia musica e mi guidi verso nuove ricerche.

D. Come avviene il processo di composizione di una musica?
R. Ho spesso in mente una configurazione sonora che comprende sia la realtà frequenziale che il timbro, una sorta di pietra acustica che poi lentamente analizzo e trascrivo in partitura scegliendo gli strumenti e le tecniche adeguate. Quando lavoro per le voci invece parte tutto dal testo a dal carattere teatrale della voce destinata a cantare e le parole mi guidano in qualche modo nella definizione della linea melodica.

D. Qual è il tuo libro preferito e perché?
R. Il libro al quale sono più legata è "Lo straniero" di Albert Camus, perché l'ho letto quando avevo 15 anni durante una strana vacanza sulla costiera amalfitana. I miei genitori avevano affittato una casetta di legno in una tenuta vicino a Cetara e nella casetta vi erano vecchi libri rovinati e quasi tutti senza copertina. Così ho letto questo libro che mi ha toccato profondamente senza sapere come si intitolasse e di chi fosse e poi ho passato anni a cercarlo in ogni libro che leggevo fino a che molti anni dopo l'ho ritrovato e ho potuto identificarlo e rileggerlo. 

D. Qual è il tuo compositore e pezzo) che più ti ha influenzato e ti ricordi dove lo hai ascoltato?
R. Sicuramente "Aura" per orchestra, composto da Bruno Maderna nel 1972. Lo ascoltai alla radio e decisi immediatamente che volevo diventare anche io un compositore. Ho studiato poi a fondo questo pezzo ed è diventato anche l'argomento della mia tesi di laurea. Maderna era già morto quando io ho ascoltato questo capolavoro, ma considero il pezzo stesso il mio più importante maestro!

D. Qual è il tuo prossimo progetto?
R. Ora sto lavorando alla mia nuova opera con il testo di Ermanno Cavazzoni. Sarà un lavoro lungo un'ora e mezza e coinvolgerà vari contanti solisti, due cori misti, un coro di bambini ed una grande orchestra, una partitura che mi impegnerà per almeno un anno e che rappresenta  il mio più grande impegno compositivo.

 
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