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Intervista al compositore Patrick Trentini, una musica tra slancio e riflessione

06/09/2013 11:34
Intervista al compositore Patrick Trentini una musica tra slancio riflessione

Patrick Trentini risponde alle domande di Mauxa per la rubrica “Di che cultura sei?”

Mauxa intervista Patrick Trentini, pianista, compositore e direttore d'orchestra che ha pubblicato l’album “Sparate sul pianista” per l’etichetta SoundDiva e Halidon. 

D. Cosa racconta il tuo ultimo album "Sparate sul pianista"?
R. Questo disco è il mio mondo. Si basa sulle alternanze tra momenti riflessivi e slanci di energia e virtuosismo: così è la mia scrittura, così è la mia personalità. Racchiude le mie più grandi gioie (come la presenza di mia figlia e di mia moglie) e profondi dolori, come un grave percorso di malattia affrontato in famiglia – fortunatamente risolto – e la tristezza per la scomparsa di persone a me care. Il titolo è un invito dal duplice significato: da un lato è un’esortazione a rompere gli schemi, a sfatare la figura del pianista stralunato ed etereo per riportarlo su di una dimensione più “reale; dall’altro lato è un modo per affermare che non temo il giudizio. In questo disco c’è una cura così maniacale per ogni dettaglio che mi riconosco appieno nel risultato finale.

D. Come pensi che possa essere veicolata la musica classica al grande pubblico assordato dal pop?
R. Credo che sia obbligatorio fare una precisazione importante riguardante i generi musicali. Io sono un pianista che lavora in due ambiti: classica e pop. Il mio disco è un album di pop. Per onestà intellettuale mi guardo bene dal definirlo "nuova classica", per rispetto nei riguardi della grande classica di tradizione: nell’album traspare però un pianismo frutto di importanti studi accademici. Credo che il segreto per raggiungere il grande pubblico sia proprio quello di cercare la "commistione" fra i generi, generando - dal punto di vista compositivo - la "sintesi" del proprio background e avendo nel contempo un riguardo tale da evitare di definirsi il nuovo Mozart.

D. Qual è il tuo libro preferito e perché?
R. Sono un grande lettore ma le mie scelte non sono - in tutta sincerità - marcatamente "culturali". Seguo assiduamente Michael Connelly, Jeffery Deaver, Glenn Cooper, John Grisham e altri scrittori di thriller. Pescando nel passato sono stato un grande appassionato di Agatha Christie; se devo infine "elevare" le mie scelte non posso dimenticare l'attualità e il fascino de "Il piccolo principe". Ho infine adorato la saga di Harry Potter...

D. Qual è il tuo cantante e album preferito e per quale motivo?
R. Nel pop ascolto prevalentemente musica italiana. Fatico a fare un solo nome: sono stato e sono tutt'ora un grande fan di Fabio Concato, a mio parere uno dei più grandi poeti musicali che si siano mai avuti in Italia. Il suo album che più amo è "Scomporre e ricomporre". Parallelamente trovo straordinario Claudio Baglioni, un professionista di un livello incredibile con una ricercatezza di scrittura (sia melodica che armonica, aspetto per me fondamentale) davvero inarrivabile. Di Baglioni cito "Oltre". Infine nei miei ascolti recenti vi sono stati altri due grandi artisti come Fiorella Mannoia e Ivano Fossati: diciamo che è abbastanza chiaro qual è la tipologia di musica che preferisco…

D. Qual è la tendenza che segui, sia nell’ambito della moda che tecnologico?
R. Non sono un "modaiolo", cerco più la funzionalità che la tendenza. Nell'ambito tecnologico sono un grande appassionato delle novità solo ed esclusivamente quando mi aiutano ad organizzare meglio la vita professionale; non posso però prescindere dal web ad ogni costo ed in ogni luogo. Al contrario, invece, sono molto tradizionalista sul libro: non sono ancora passato al libro digitale, adoro troppo la ritualità e il fascino della lettura su carta.

D. Qual è il tuo prossimo progetto?
R. C'è tanta carne al fuoco: promozione dell'album appena uscito, già qualche idea sul prossimo disco, alcune belle situazioni live e qualche trattativa per una collaborazione prestigiosa. Perseguirò i miei obiettivi con l'unica modalità che conosco e mi deriva dalla formazione accademica: studiare, studiare e studiare.

 
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