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Intervista ad Antonio Pascuzzo e Rossoantico, la musica sgorga dal terreno

08/08/2013 11:57
Intervista ad Antonio Pascuzzo Rossoantico la musica sgorga dal terreno

Antonio Pascuzzo & Rossoantico rispondono alle domane di Mauxa per la rubrica 'Di che cultura sei?

Mauxa Intervista  Antonio Pascuzzo & Rossoantico. Il cantautore e musicista con il disco “Rossoantico” è  finalista Premio Tenco 2011. 

D. Qual è il repertorio del recente tour?R. Stiamo suonando un repertorio di brani originali - le canzoni dell'Album “Rossoantico” - e altre nuove composizioni che faranno parte del secondo album che uscirà prima di Natale; suonandoli dal vivo i brani cambiano e questo ci consentirà di registrarli dopo averli metabolizzati. Inoltre eseguiamo tre o quattro brani di cantautori rivisitati contaminati e riletti dopo averli imbevuti nel rossoantico.

D. Nel tour hai collaborato anche Rocco Papaleo. Come è nata la collaborazione?
R. Con Rocco la collaborazione e amicizia è nata negli anni del The Place; io curavo la direzione artistica e ci incontrammo per creare un suo appuntamento fisso al lunedì in cui Rocco ha forgiato le idee che hanno dato vita a “Basilicata coast to coast”. È un artista e una persona speciale.

D. In Rossoantico si spazia dal sirtaky alla musica popolare al blues: come mai questa commistioni di generi?
R. No, non si tratta di una commistione: si tratta di una ricerca dei tratti comuni che caratterizzano i generi musicali con una forte legame rispetto al territorio in cui hanno attecchito: è come se la musica avesse le sue spore trasportate dal vento che si posano e declinano diversamente in ragione del terreno, della lingua e dell'ambiente; per accompagnare il pubblico in questa scoperta usiamo il metodo della "contaminatio", con due o tre brani apparentemente distanti tra di loro che si combinano nella stessa esecuzione;

D. Qual è il tuo film preferito e perché?
R. “La vita è bella” perché penso che l'arte debba approfondire i temi importanti dell'esistenza e della storia, ma sempre da un punto di vista sorprendente; la poesia come qualità dell'opera.

D. Qual è il tuo libro preferito?
R. Tanti, mi ha colpito molto “Un altro giro di giostra” di Terzani, sorpreso e rapito il duo Francesco Guccini e Loriano Machiavelli con “Macaroni” o “Questo sangue che impasta la terra”. Ma ho letto con ammirazione anche l'estate romana raccontata da Renato Nicolini.

D. Qual è il tuo cantante e album preferito?
R. Ho ascoltato tantissime cose e a periodi ognuna l'ho considerata inarrivabile. Detesto quelli che cantano canzoni che cantan di niente; così per citare quello che ho ascoltato tanto: De André, Conte, Daniele, AvionTravel, Marisa Monte, Vasco Rossi, Ry cooder, Guccini, Caputo, Lhasa de sela, e uno spagnolo di nome Fito & Fitipaldis

D. Qual è il vostro prossimo progetto?
R. Un album in cui provare a fermare questi ultimi 3 anni di musica e bellezza di incontri e sogni; continuare ad alimentarli in questa società disperata è come riuscire a coltivare sull'asfalto; in questi mesi stiamo suonando dal vivo alcuni dei brani che ne faranno parte, è un modo per plasmarli, testarli, rileggerli o riscriverli

 
© Riproduzione riservata
Scritto da
Elio Grimani
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