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Intervista agli autori della graphic novel “Tutta la vita in un abbraccio”

30/07/2013 10:50
Intervista agli autori della graphic novel “Tutta la vita in un abbraccio”

Luca Amitrano. Cristiano Silvi e Marco Pugliese sono intervistati da Mauxa per la rubrica 'Di che cultura sei?'

Mauxa.com intervista Luca Amitrano e Cristiano Silvi, autori della graphic novel “Tutta la vita in un abbraccio” e il disegnatore Marco Pugliese. La graphic novel è edita da Tunué.

D. Cosa racconta la vostra ultima graphic novel "Tutta la vita in un abbraccio"?
R. Marco Pugliese: E' la storia di una rinascita. Amira è una bambina che sogna di diventare una ballerina, ma che ha la sfortuna di essere nata in uno dei tanti luoghi dove nemmeno i bambini possono permettersi di sognare. Viene venduta come sposa a 13 anni e subisce dal marito/aguzzino una terribile mutilazione. Ma sarà la tenacia di Amira a salvarla: la sua fuga verso la salvezza e il riscatto personale la porteranno in Italia.  Vengono toccati vari temi: la condizione della donna, l'inserimento di una persona immigrata in Italia, l'handicap fisico. E il filo conduttore è la danza, il sogno di Amira che alla fine riesce a realizzarsi. C'è da aggiungere che la protagonista è ricalcata sulle fattezze di quella persona straordinaria che è Simona Atzori, che si è prestata a farci da 'attrice' per questo lavoro.
R. Cristiano Silvi: Racconta di come la più cupa brutalità può non averla vinta quando una donna non è lasciata sola al suo destino.  

D. Come hai scoperto la storia di "Tutta la vita in un abbraccio"?
R. Luca Amitrano: In realtà non ho scoperto. Ma ho inventato di sana pianta la storia ''Tutta la vita in un abbraccio". Lo stesso titolo è frutto della mia fantasia, prendo spunto da una serie di fatti che realmente accadono, come realmente ci sono dei carabinieri in Turchia, realmente ci sono dei frati missionari che operano in quel territorio. Per il resto la mia fantasia ha lavorato li dove potevo farlo.

D. Come mai avete scelto un tema così commisto di violenza e speranza verso il futuro?
R. Marco Pugliese: Questa è una domanda a cui Cristiano di sicuro risponderà benissimo, essendo l'autore della sceneggiatura. Io sono stato un umile interprete, essendo l'autore dei disegni. E' innegabile che quella di Amira sia una storia tragica segnata dalla violenza. Ma quello è il punto di partenza, mentre il punto di arrivo è ben diverso: Amira, nonostante tutto quello che le è successo, non getta mai la spugna. Ci vogliono 150 pagine ma la sua voglia di vivere e il suo sorriso vengono premiati. E' un invito a non mollare.
R. Cristiano Silvi: Forse perché mai come oggi il tema della violenza sulle donne è cosa sulla quale non arretrare di un passo.

D. Come pensi che le parole e la danza possano coadiuvare la lotta al tipo di violenza che si consuma in Turchia?
R. Luca Amitrano: La parola ci permette di esprimere il nostro disappunto se essa è accompagnata dal movimento allora troverà una vera cassa di risonanza. La danza ci permette di interpretare ogni cosa la gioia come il dolore ed è attraverso questo viaggio che la protagonista, Amira,  riesce a superare il  buio dell'anima.

D. Qual è il vostro film, attore e attrice preferito e perché?
R. Marco Pugliese: Uno solo? Recentemente mi sono infatuato di “Mulholland Drive”, di David Lynch. Vediamo quanto dura.
R. Cristiano Silvi: Domanda sempre spigolosa! Un po’ come il gioco del “chi butteresti giù dalla torre?”. Proverò a essere asciutto sacrificando davvero troppo: Vincent Price per la voce, la mimica e l’impareggiabile, gigionesca autoironia. Monica Vitti per la naturale, elegante leggerezza che ha regalato a ciascuna delle sue interpretazioni. Sul film mi si chiede davvero di scegliere “due ore” della mia vita di quasi quarantenne. Per non fare torto al mio passato vi dirò l’ultimo film visto in sala, il cui solo titolo è pura poesia: “Treno di notte per Lisbona”.  

D. Qual è il vostro libro preferito e perché?
R. Marco Pugliese: L'iliade di Omero, senza dubbio. Purtroppo non so il greco e l'ho letta nella traduzione in prosa di M.Grazia Ciani, ma l'ho letta tre volte. E' la nascita della letteratura occidentale. Dentro c'è tutto. L'epica, la poesia, lo spaccato di una società che è molto lontana dalla nostra, eppure noi veniamo da lì.
R. Cristiano Silvi: “Viaggio al termine della notte” di Céline. Un vertiginoso abisso di grandezza stilistica.

D. Qual è il vostro cantante e album preferito e per quale motivo?
R. Marco Pugliese: Fabrizio De André. Ma non posso scegliere un album. Quando lo scoprii mi si aprì un mondo. Ricorderò sempre con riconoscenza la persona che mi prestò tutti i suoi album.
R. Cristiano Silvi: Mi limito a fare la somma degli album che posseggo di ciascun artista tra i molti di vario genere che ascolto a seconda del momento e del periodo. La classifica vede ben saldo in testa Charles Aznavour.
R. Luca Amitrano: per me è impossibile rispondere a questa domanda in quanto amando visceralmente ogni forma di movimento in musica - e quindi ogni forma di danza - amo di conseguenza tutta la buona musica che genera delle sane emozioni. Quindi ringrazio tutti quei cantanti che attraverso le loro melodie permettono, a chi interpreta con la danza, di muovere liberamente il proprio corpo sulle note di una bella canzone.

D. Qual è la tua serie tv e fumetto preferito?
R. Marco Pugliese: Per la serie tv il mio voto va a Romanzo Criminale (entrambe le stagioni) però anche la prima stagione di Spartacus si è portata via un pezzetto del mio cuore (più le 6 puntate di gods of the arena, dai). Invece se con la pistola alla testa devo votare un solo fumetto preferito, beh ti do lo stesso una top 5 così a caldo. “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt, “Watchmen” di Alan Moore e Dave Gibbons, “Appunti per una storia di guerra” di Gipi, “Dylan dog n 123, 'Phoenix” di Tiziano Sclavi e Nicola Mari (l'ho consumato per guardare bene i disegni di Mari), “Hokuto no ken (da noi Ken il guerriero)” per ovvi motivi affettivi dati dall'essere nato nei primi anni '80.
R. Cristiano Silvi: “L’ispettore Derrick” per la serie tv; “Alan Ford” tra i fumetti della mia vita. Una cosa è certa, alla fine di quest’intervista uscirà fuori il ritratto di un uomo polveroso dai gusti geriatrici.

D. Tu sei un coreografo e ballerino che collabora a vari format televisivi: pensi che i Talent  show aiutino a diffondere il concetto di abnegazione al lavoro, in un mondo di fatica come quello della danza?
R. Luca Amitrano: il ''talent'' per antonomasia  è esattamente il contrario di tutto ciò il vero lavoro non è esattamente quello che viene proposto nei  talent perché in quanto tali, i talent  sono per forza di cose gestiti da autori che ne decidono l'orientamento è quindi viene completamente falsata la verità sono una sicura scorciatoia per i giovani artisti e di certo non sempre scoprono il vero talento e magari a volte convinti della scelta, le varie produzioni, lavorano sulla costruzione di un ''personaggio'' che diversamente non avrebbe ragione  di esistere. La danza in pochi sanno cosa nasconda; essa è la più antica forma di comunicazione del genere umano, forse anche la prima vera forma di preghiera. È la sintesi perfetta tra movimento e stato mentale, è più una terapia che un esercizio. E a volte chi ne è completamente assorbito avrebbe poi bisogno di entrare in ''terapia''.

D. Qual è la tendenza che seguite, sia nell’ambito della moda che tecnologico? 
R. Marco Pugliese: Non sono particolarmente portato per l'innovazione tecnologica. Per esempio non disegno in digitale e se lo faccio è proprio perché sono costretto. Certo, è indubbiamente insostituibile in alcuni ambiti, spero nel mio non lo diventi mai. Per quanto riguarda la moda, se vogliamo chiamarla così venivo accusato di hipsterismo qualche anno fa. Poi ho tagliato i baffi e sono migliorato.
R. Cristiano Silvi: Diciamo la tendenza che mi permette di passare il più inosservato possibile…

D. Qual è il vostro prossimo progetto?
R. Marco Pugliese: Queste cose se si dicono non si realizzano. Quindi acqua in bocca, siccome i tempi  di realizzazione dei fumetti sono più lunghi di quanto si pensi (per disegnare 'tutta la vita in un abbraccio' ci ho messo più di 8 mesi).
R. Cristiano Silvi: Mi piacerebbe adattare per il fumetto un romanzo brevissimo che ho appena letto. Ma ne dovrei prima far cenno al mio editore preferito…

D. Qual è il ballerino o ballerina che secondo te ha dato un impulso alla danza?
R. Luca Amitrano: Anche qui va considerato un elemento. La danza è così varia che un infinità di personaggi del passato hanno contribuito ad esaltarne le caratteristiche e dico questo perché pochi si rendono conto di quante diverse danze esistono su questo pianeta dalla danza classica a quelle popolari alla danza moderna passando per l'hip hop dal tip tap al latino. Ognuna di queste ha i suoi pionieri, i suoi personaggi, anche i suoi eroi e ancor di più i suoi sostenitori. Ecco perché non mi sento di individuare un personaggio che rappresenti la danza, perché la danza non si può circoscrivere in questo senso essa è di tutti e fatta da tutti.

 
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