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L'Onu celebra la convenzione internazionale contro la tortura; Amnesty International critica l'Italia mentre il Cir porta a teatro le storie dei rifugiati

26/06/2013 07:26
L'Onu celebra la convenzione internazionale contro la tortura; Amnesty International critica l'Itali

Oggi è la giornata internazionale Onu contro la tortura. Amnesty International spinge l'Italia ad adottare anche nei fatti la Convenzione Onu, nata il 10 dicembre 1984 e divenuta efficace il 26 giugno del 1987 con la ratifica del 20° paese, accettata dall'Italia nel 1989 ma che, ad oggi, non ha ancora inserito nel proprio codice penale il relativo reato. Nel frattempo il Cir porta a teatro la sofferenza di 15 rifugiati che anno partecipato ad un laboratori di riabilitazione psico-sociale

Le stime annuali di Amnesty International sono disgustose ma tristemente reali: nel 2012 sono ancora 112 i paesi dove sono state praticate la tortura, e/o trattamenti inumani e degradanti per la dignità umana.

La situazione italiana non è certo delle migliori: non solo un rifugiato su quattro tra quelli che arrivano all'interno dei nostri confini ha personalmente subito delle torture, non solo il Cir (Consiglio Italiano per i Rifugiati) accusa l'Italia di essere fattualmente inadempiente nei confronti della Convenzione Onu contro la tortura a causa del sovraffollamento delle carceri e dei Centri di Identificazione ed Espulsione ma, dal 1989, anno in cui l'Italia ha ratificato la convenzione Onu, ad oggi, il nostro paese non ha ancora inserito il reato di tortura nel proprio codice penale. Una situazione, questa, inaccettabile secondo Amnesty International e ogni cittadino dotato di un minimo di moralità.

Nell'attesa di un riscontro positivo del nostro governo, il Cir cerca di recuperare le identità frantumate dalle torture subite, fornendo supporto sociale, assistenza legale, medica e psicologica e, per celebrare la giornata Onu, allestendo uno spettacolo teatrale con protagonisti 15 rifugiati sopravvissuti a torture, umiliazioni e violenza estrema che, nell'ambito del progetto Together with Vi. To., hanno partecipato per 5 mesi ad un laboratorio teatrale di riabilitazione psico-sociale. Perché spesso, un rifugiato, come se non bastassero le torture e le vessazioni subite, deve anche portare lo stigma di essere un male, e non una risorsa, per la società in cui approda

 
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