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Intervista ad Ensi, un rapper nella top 10 della classifica musicale con il nuovo album

28/11/2012 06:11
Intervista ad Ensi un rapper nella top 10 della classifica musicale con il nuovo album

Ensi è all’ottava posizione nella classifica musicale con l’album Era tutto un sogno

Mauxa ha intervistato Ensi, rapper che con l’album Era tutto un sogno è all’ottava posizione della classifica italiana Fimi. Uscito il 13 novembre, l’album segue i lavori da solista Vendetta (La Suite Records) del 2008,Freestyle Roulette Mixtape (Mixtape, 2012, TantaRoba Label). 
A marzo 2012 Ensi ha vinto il programma MTV Spit incentrato sul freestyle e condotto da Marracash.

Il video Numero uno ha superato 780.000 di visite su YouTube. Per quale motivo secondo te?
Perché ancora non l'hanno visto in tanti… Scherzo, è ovviamente un ottimo risultato per un video clip senza troppi fronzoli. La forza del brano viene enfatizzata da un video molto classico che punta tutto sulla fotografia e sull'impatto delle immagini. Il bianco e nero bello contrastato, nella più grande tradizione hip-hop rafforza la rabbia delle rime. La canzone piace e il commento che ricevo più spesso è "questa canzone mi mette la carica". Non a caso abbiamo scelto immagini di rugby… sport che io amo e che fa della forza fisica e mentale, del rispetto e del gioco di squadra la propria identità

“In questo mondo di numeri devi essere il numero uno (…) Ma la gente si ricorda del primo classificato / Quindi lotta per affermarti e non accontentarti”, citi in Numero uno, presente nell’album Era tutto un sogno attualmente ottavo in classifica. Come si fa a conciliare il messaggio sociale con una musica ballabile?
Da sempre il rap si fa carico di determinati tipi di messaggi sociali ma è una musica che nasce anche per scopi più ricreativi. La discografia dell'hip-hop è incalcolabile ed esistono brani o gruppi più "party" che hanno avuto un enorme successo, al pari di gruppi o canzoni con messaggi profondi. Fa parte del nostro bagaglio culturale. Numero uno, come gran parte del del disco, ha un contenuto forte ma ha una formula d'impatto. Symone, che ha prodotto questa perla, è stato abile nel miscelare influenze rock nelle chitarre così aggressive ad un tappeto di batteria che richiama i classicissimi "break beat". Le rime sono uscite da sole. Gli scratch con riferimenti ai Public Enemyanche. Onestamente quando compongo non ho come punto di riferimento la "ballabilità" del brano, ma più che altro cerco di essere chiaro nell'esposizione dei concetti. A seconda della tematica o dello stato d'animo che voglio affrontare cerco le influenze giuste a livello di sonorità, se risulta ballabile bene, ma non è il mio obiettivo.

Il Rap è nato in America con finalità di denuncia sociale: in Italia sta ottenendo un successo inusuale. Qual è secondo te la formula di questa diffusione?
Il rap è l'unico genere in Italia che ha dei contenuti forti. Stiamo vivendo un dramma sociale che coinvolge tutto il mondo e nello specifico il nostro paese è davvero in crisi. Non parlo solo di crisi economica, ma di crisi umana. Siamo rassegnati, confusi e delusi e ci sentiamo vittime degli eventi, quasi impotenti. Con MTV stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione al voto che ha come leitmotiv la "responsabilità". Appunto Io voto. Inteso non solo come diritto e dovere, ma come potere. Andiamo nelle scuole e parliamo con i più giovani. Mi passo meno di dieci anni con questi ragazzi. Le nuove generazioni vengono dipinte come sterili e frivole, ma non lo sono affatto. Sono solo anestetizzati, come in una tiepida attesa, ma dentro hanno una forza e una rabbia incontenibile, devono solo crearsi la possibilità di canalizzare le loro idee e credere nei loro sogni. Io, come  i miei colleghi, parlo la loro lingua e vivo la loro realtà, cammino sulle loro strade e ho i loro stessi problemi. Si sentono parte di qualcosa, si sentono capiti e rappresentati dal rap italiano. La formula della diffusione è questa trasversalità e questo reale attaccamento al territorio. Siamo tristemente veri.

“Se l’educazione la devo a mio padre e mia madre / il carattere lo devo a queste strade / quelle di un quartiere popolare”, citi in Torino State Of Mind. Cosa pensi della musica pop italiana attuale, nata dai talent show e non dal “quartiere popolare”: è soporifera o innovativa?
Penso che sono cambiati i luoghi e i mezzi. Se prima la gavetta veniva fatta in una certa maniera, magari oggi può arrivare tramite un talent. Non sono contro i talent, anzi, ma sono contro le cose finte, pianificate e sterili. Se c'è questo malumore riferito all'argomento è perché spesso da questi programmi escono più "personaggi" che talenti. Ottimi interpreti, ottimi cantanti. Pochissimi artisti. Non è stato il mio quartiere a limitarmi, tanto meno a glorificarmi. Dietro di me ci sono dieci anni di dedizione e di passione, oggi finalmente interessa a qualcuno ma Ensi ci sarebbe stato indipendentemente dal seguito. Amo quello che faccio e continuerò a farlo. Il pop italiano non morirà mai, fa parte del nostro identikit, abbiamo bisogno anche di questo, ma se ne risente (e sappiamo che ne risente) è perché sempre più persone si interessano a qualcosa di più profondo. Basta pensare a quanti nomi grossi del pop stanno cercando collaborazioni con il mondo del rap. Per contro esistono un sacco di nomi interessanti in Italia, artisti che riescono ad avere un successo notevole pur facendo musica di tutto rispetto. Cito fra tutti Nina Zilli e Il Cile, quest'ultimo ha fatto davvero un bel disco. Anche Andrea Nardinocchi lo trovo bravissimo.  

Qual è il tuo cantante, film, libro, fumetto, serie tv preferita?
Il mio cantante preferito è impossibile da decifrare, sono un amante dell'hip-hop nella sua totalità con una nota debolezza per il sound di metà anni '90. Non sono un accanito lettore, come film cito Pulp Fiction sono stranamente un fan di Tarantino e dei mafia/street movie. Ma sono anche appassionato di film di serie B, il folclore del cinema italiano viene spesso citato anche nelle mie canzoni. Per il fumetto è lo stesso discorso dei libri, leggo poco, non mi sono mai appassionato a nessun fumetto se non a qualche manga quando ero più piccolo. Serie Tv, mi sono drogato di Games of Thrones. Sono giù con il medio evo fantasy.

Era tutto un sogno è appena uscito, e in questi giorni stai girando tutta Italia con gli Instore. Il tour partirà a dicembre: cosa hai organizzato per i tuoi fans e come pensi di coinvolgere con il rap gli spettatori?
Stiamo continuando con gli instore e sicuramente faremo altre tappe oltre quelle che potete trovare su tutte le mie pagine. E' un buon momento per incontrare i supporter e potersi dedicare a loro, da sempre motore di tutto quello che faccio. Per il tour mi accompagnerà DJ 2P con il quale ho stretto un legame umano molto forte e ho distrutto i palchi di tutta Italia già l'anno scorso. Ci assomigliamo molto, siamo entrambi dei virtuosi, abbiamo un gusto comune e un inclinazione al party che davvero hanno in pochi. Con lui sto preparando uno show HIP-HOP con tutti i crismi e non mancherà il momento freestyle per il quale prevedo scintille ai live. 
Siamo inesauribili perché il nostro entusiasmo va di pari passo con la nostra dedizione. Nel tour, in alcune date, verrò anche accompagnato dai romani MadMan & Gemitaiz e dal campano Rocco Hunt, due giovani realtà che stanno davvero spaccando tutto! Nelle super tappe di Torino (1 dicembre, Hiroshima) e Milano (21 dicembre, Leoncavallo) stiamo organizzando delle vere e proprie one-night con diversi ospiti, saranno eventi imperdibili. 

 
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