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     <title>Ultimi Articoli Mauxa</title>
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    <description>Mauxa.com - News, interviste e recensioni di cinema, serie tv e libri</description>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/il-festival-dello-spettacolo-2026-a-milano--tre-giorni-di-tv--musica-e-cinema</guid>
      <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Il Festival dello Spettacolo 2026 a Milano: tre giorni di TV, musica e cinema]]></title>
      <description><![CDATA[Il Festival dello Spettacolo 2026 a Milano dal 6 all’8 novembre: oltre 100 ospiti tra TV, musica e cinema]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/il-festival-dello-spettacolo-2026-a-milano---tre-giorni-di-tv---musica-e-cinema.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><meta charset="UTF-8">
<title>Il Festival dello Spettacolo 2026 a Milano: ospiti, programma e biglietti</title>
<meta name="description" content="Il Festival dello Spettacolo 2026 a Milano dal 6 all'8 novembre: oltre 100 ospiti tra TV, musica e cinema.">
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<h1><span style="color: inherit; font-size: 30px;">Il Festival dello Spettacolo 2026: date, luogo e programma della seconda edizione</span></h1>

<p>Da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026 il Superstudio Più di Milano (via Tortona 27) accoglie la seconda edizione de <strong>Il Festival dello Spettacolo</strong>, il grande evento firmato TV Sorrisi e Canzoni dedicato alle molteplici anime dell'intrattenimento, con più di 80 appuntamenti e oltre 100 protagonisti. L'inaugurazione di venerdì alle ore 12:00 è affidata a Gerry Scotti, a cui seguirà un momento con il direttore artistico del Festival di Sanremo Stefano De Martino. Il palinsesto è un'esperienza continua tra anteprime, interviste, masterclass, showcase e sessioni di meet&amp;greet pensate per azzerare le distanze tra le icone della scena italiana e internazionale e il pubblico, con gli artisti coinvolti in giochi e dinamiche interattive. Non mancheranno i Telegatti, assegnati a sorpresa agli ospiti del Festival.</p>

<p>Nato dall'esperienza di TV Sorrisi e Canzoni, il Festival propone un'offerta trasversale e inclusiva pensata per famiglie, Gen Z, appassionati di cultura pop e addetti ai lavori. «La risposta del pubblico lo scorso anno ci ha confermato quanto ci sia bisogno di occasioni reali di incontro e condivisione», dichiara il direttore di TV Sorrisi e Canzoni Aldo Vitali, che promette «tre giorni indimenticabili, fianco a fianco con i loro idoli». Il calendario ufficiale e gli aggiornamenti in tempo reale sono consultabili sul sito ilfestivaldellospettacolo.it e sui canali social .</p>

<h2>Gli ospiti del Festival dello Spettacolo: da Gerry Scotti a Gianna Nannini, tra TV, musica e cinema</h2>

<p>Dal mondo della televisione e dell'informazione, oltre a Gerry Scotti e Stefano De Martino, arriveranno Alberto Angela, Caterina Balivo, Paolo Bonolis, Maccio Capatonda, Fabio Caressa e Beppe Bergomi, Gian Marco Chiocci, Antonella Clerici, Carlo Conti, Eleonora Daniele, Andrea Delogu, Gianluca Gazzoli, la Gialappa's Band, Pino Insegno, Elettra Lamborghini, Alberto Matano e Gigi Marzullo, tra gli altri, insieme al team di <strong>Pressing</strong> con Alberto Brandi e Monica Bertini. Grande spazio anche alle giurie più popolari del piccolo schermo, con i volti di <strong>X Factor 2026</strong> (Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi), che chiuderanno la giornata di venerdì 6 novembre, e di <strong>MasterChef Italia</strong> (Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli). Completano il quadro il cast di <strong>Cortesie per gli Ospiti</strong> (Roberto Valbuzzi e Tommaso Zorzi), alcuni protagonisti de <strong>Il Collegio</strong> e di <strong>The Traitors – Italia 2</strong> (Pasquale La Rocca, Filippo Magnini, Giorgia Palmas e Giulia Salemi) e il cast de <strong>La Domenica Sportiva</strong>.</p>

<p>La musica vedrà in primo piano gli incontri con Annalisa, Malika Ayane, Jerry Calà, Cristina D'Avena, Sal Da Vinci, Gianna Nannini, Noemi e i Pooh. Il ritmo salirà poi con Samurai Jay, protagonista di uno showcase nel tardo pomeriggio di sabato 7 novembre, e con Gabry Ponte, che chiuderà il Festival con il gran finale di domenica 8 novembre. Per il cinema e la fiction ci saranno Marco Bocci, Francesca Chillemi, Christian De Sica, Ficarra &amp; Picone, Andrea Lattanzi, Serena Rossi, Claudio Santamaria, Pierpaolo Spollon e Can Yaman, insieme agli attori delle soap più amate, <strong>Il Paradiso delle Signore</strong> e <strong>Un Posto al Sole</strong>.</p>

<h2>Esperienze, spazi e contest: come vivere il Festival dello Spettacolo dall'interno</h2>

<p>Il pubblico potrà entrare nelle dinamiche dei format più amati della TV attraverso esperienze e workshop guidati. Gli appassionati di pasticceria potranno immergersi in <strong>Bake Off Italia</strong> e, dopo l'incontro con Brenda Lodigiani ed Ernst Knam, decorare una torta portata da casa insieme ad alcuni protagonisti di <strong>Bake Off Celebrity Edition</strong>. Gli inventori potranno candidarsi a <strong>Buy It Now – Mai Più Senza</strong> per presentare dal vivo la propria invenzione a Gabriele Corsi, Mara Maionchi e Giorgio Mastrota, mentre i collezionisti potranno portare un oggetto personale a <strong>Cash or Trash</strong> per farlo stimare dal vivo dal dottor Alessandro Rosa e da Paolo Conticini. Spazio anche ai sentimenti e alla casa: gli agenti di <strong>Casa a Prima Vista</strong> offriranno brevi consulenze sul mercato immobiliare, si potrà accedere ai casting di <strong>Matrimonio a Prima Vista</strong> con le esperte Nada Loffredi e Giulia Davanzante, oppure candidarsi a un appuntamento al buio nello stile di <strong>Primo Appuntamento</strong> con Flavio Montrucchio.</p>

<p>Il Festival prenderà vita negli oltre 10.000 metri quadrati del Superstudio Più, in un percorso immersivo a flusso continuo. A ritmare la tre giorni saranno tre palchi, Sorrisi Arena, Sorrisi Stage e Sorrisi Club, ai quali si aggiungono l'area Off Stage con gli stand di partner e sponsor, il Glass Box Rai con i volti più amati del servizio pubblico, il Food Truck di Food Network e uno spazio dedicato a Geronimo Stilton, con incontri, meet&amp;greet e show speciali. Due iniziative sono dedicate ai nuovi talenti: il Vertical Music Contest, realizzato con Interproject, in cui il vincitore otterrà un contratto di distribuzione con ADA Music Italy, e il Primo Concorso Cinematografico, con tre sezioni, «Frame Stories» (cortometraggi), «Opera Next» (lungometraggi) e «Docu Horizon» (documentari), i cui vincitori riceveranno il Sorrisi Award.</p>

<h2>Biglietti e partner del Festival dello Spettacolo 2026</h2>

<p>I biglietti sono disponibili su Ticketmaster.it, e l'ingresso è a pagamento per tutti i maggiori di 3 anni. Official Radio Partner è R101, mentre SIAE e Ticketmaster, piattaforma ticketing ufficiale, si confermano partner; TikTok è Official Entertainment Partner e racconterà le tre giornate sul profilo @tvsorrisi. ActionAid è Official Charity Partner: al momento dell'acquisto del biglietto è possibile aggiungere una donazione di 2 euro per sostenere i suoi progetti sul diritto all'istruzione. DR Automobiles Group è l'official car del Festival, Edison Energia sarà presente con l'Energy Café e JOICO è l'official hairstyle partner nel backstage.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/il-festival-dello-spettacolo-2026-a-milano--tre-giorni-di-tv--musica-e-cinema</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/perche-tutti-stanno-guardando-questa-serie-tv-legal-drama-che-ha-sconvolto-prime-video-team</guid>
      <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Perché tutti stanno guardando questa serie tv legal drama che ha sconvolto Prime Video]]></title>
      <description><![CDATA[The Trial (El Juicio), il legal drama messicano, conquista Prime Video. Trama e cast.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/The-Trial.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Prime Video ha un nuovo fenomeno tra le mani. The Trial</strong>, conosciuto in originale come El Juicio, è esploso nelle classifiche della piattaforma a soli pochi giorni dal debutto. Secondo i dati di FlixPatrol,<strong> la serie messicana occupa il quinto posto nella classifica globale di Prime Video</strong> e si è già issata al primo posto nel suo paese d'origine. Un risultato che testimonia come le produzioni latinoamericane stiano conquistando sempre più spazio nel panorama dello streaming internazionale. <strong>Gli otto episodi della serie sono arrivati sulla piattaforma l'11 settembre</strong> e hanno immediatamente catturato l'attenzione del pubblico.<br><br><strong>Quando l'erede di una famiglia benestante viene accusato di aver violentato una compagna di classe</strong>, si scatena <strong>una guerra brutale tra due nuclei familiari</strong>. Da una parte c'è chi lotta per la giustizia, dall'altra chi brandisce potere, denaro e paura per seppellire la verità. Mentre il conflitto si intensifica e i segreti emergono, entrambe le coppie di genitori si trovano a fare i conti con una domanda terrificante: fino a che punto sono disposti a spingersi per proteggere i propri figli? E soprattutto, possono ancora distinguere il bene dal male quando tutto diventa una zona grigia?<br><br><strong>La serie è una storia di finzione, ma trae ispirazione da numerosi casi reali di persone che hanno dovuto confrontarsi con un sistema legale corrotto</strong> e ingiusto. Questa scelta narrativa conferisce a The Trial una profondità e un'autenticità che vanno oltre il semplice intrattenimento, trasformando ogni episodio in una riflessione sui limiti della moralità e sulle dinamiche di potere che pervadono le nostre società.<br><br><strong>Con otto episodi di durata inferiore ai cinquanta minuti ciascuno, The Trial è pensato per essere divorato in pochi giorni. </strong>Una scelta narrativa che si allinea perfettamente con le abitudini di consumo contemporanee, dove il binge-watching è diventato la norma. Ma per chi dovesse terminare rapidamente la serie e rimanere affamato di storie giudiziarie, il genere legal drama offre numerose alternative di qualità.<br><br><strong>Al momento, Prime Video non ha ancora annunciato il rinnovo di The Trial per una seconda stagione.</strong> Tuttavia, considerando il successo immediato e la risposta entusiasta del pubblico, non sarebbe sorprendente se un annuncio ufficiale arrivasse nelle prossime settimane. Le piattaforme di streaming valutano attentamente i dati di visualizzazione, e i numeri di The Trial parlano chiaro.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/perche-tutti-stanno-guardando-questa-serie-tv-legal-drama-che-ha-sconvolto-prime-video-team</link>
    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/banksy-–-street-is-the-museum--a-torino-la-mostra-con-oltre-150-opere</guid>
      <pubDate>Thu, 22 Oct 2026 08:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Banksy – Street is the Museum: a Torino la mostra con oltre 150 opere]]></title>
      <description><![CDATA[Banksy – Street is the Museum a Torino: oltre 150 opere in mostra a Palazzo Barolo fino 31 gennaio 2027]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/banksy-–-street-is-the-museum---a-torino-la-mostra-con-oltre-150-opere.webp" class="type:primaryImage" /></figure><article>
  <p><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Dal </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">22 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, le storiche cantine di </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Palazzo Barolo a Torino</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;"> ospitano </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Banksy – Street is the Museum</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, il progetto espositivo che rinnova e ripensa la celebre mostra </span><em style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">The World of Banksy</em><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">. Dopo aver conquistato oltre 3,5 milioni di visitatori in tutto il mondo e aver fatto tappa nelle principali città europee e internazionali, l'esposizione torna a Torino con oltre 150 opere dedicate a uno dei protagonisti più enigmatici della Street Art contemporanea.</span></p>

  <h2>La mostra: le opere più celebri di Banksy</h2>

  <p>Curata da Artful Contemporary, la mostra accompagna il pubblico nell'universo di Banksy attraverso graffiti, fotografie, installazioni video e ricostruzioni delle sue opere, realizzate su tela, tessuto, alluminio, forex e plexiglass.</p>

  <p>Il percorso permette di riscoprire alcune delle immagini più celebri dell'artista britannico, molte delle quali non sono più visibili nei luoghi in cui erano state realizzate. Da <em>Flower Thrower</em> a <em>Girl with Balloon</em>, passando per <em>Napoleon</em> e <em>Steve Jobs</em>, la mostra racconta la capacità di Banksy di trasformare la Street Art in uno strumento di riflessione sui grandi temi del presente.</p>

  <p>Guerra, pace, consumismo, migrazioni, disuguaglianze, ambiente e diritti civili sono al centro di un racconto che unisce impatto visivo e critica sociale, mostrando l'attualità del linguaggio dell'artista.</p>

  <h2>Il progetto curatoriale: la strada come museo</h2>

  <p>Alla base di <strong>Banksy – Street is the Museum</strong> c'è una riflessione sulla natura stessa della Street Art. Le opere di Banksy nascono per vivere nello spazio pubblico, dialogando con la città e con chi la attraversa. Proprio per questo, però, sono spesso destinate a scomparire: possono essere cancellate dal tempo, coperte, distrutte, rimosse dai muri o immesse sul mercato dell'arte.</p>

  <p>Il progetto curatoriale nasce dalla volontà di conservarne la memoria e mantenere vivo il messaggio che accompagna queste immagini. «La nostra missione è immergere i visitatori nell'energia autentica del lavoro di Banksy, un'energia che trascende il tempo e lo spazio», spiega il direttore creativo Emre Ezelli. «Molti dei suoi murales originali sono stati distrutti, cancellati, nascosti o persino rubati e rivenduti. Attraverso le nostre accurate ricostruzioni non restituiamo soltanto vita a queste immagini, ma contribuiamo a preservare un movimento artistico e a far sì che i suoi messaggi continuino a sfidare, ispirare e provocare il pubblico».</p>

  <p>Il titolo della mostra riassume questa visione: la strada è il museo di Banksy, il luogo in cui le sue opere prendono forma e dialogano con la società, trasformando muri, edifici e spazi urbani in strumenti di espressione artistica e civile.</p>

  <h2>Banksy: l'artista e il mistero della sua identità</h2>

  <p>Ironico, provocatorio e inconfondibile, Banksy è una delle figure più influenti dell'arte contemporanea. Apparso sulla scena di Bristol nella prima metà degli anni Novanta, ha trasformato la tecnica dello stencil in uno strumento di critica sociale, affrontando temi come guerra, disuguaglianza, consumismo, migrazioni, ambiente e diritti civili attraverso immagini diventate iconiche.</p>

  <p>Nel corso degli anni, le sue opere sono apparse in città di tutto il mondo, da Londra a New York, da Betlemme a Venezia, fino ai murales realizzati in Ucraina come segno di solidarietà verso la popolazione colpita dalla guerra.</p>

  <p>Parallelamente, il mercato dell'arte ha consacrato il suo lavoro con aggiudicazioni milionarie, senza cancellarne il carattere anticonvenzionale. Tra gli episodi più emblematici resta quello di <em>Girl with Balloon</em>, autodistrutta durante un'asta nel 2018 e trasformata davanti al pubblico in <em>Love Is in the Bin</em>.</p>

  <p>Negli ultimi mesi, il dibattito sull'identità dell'artista si è riacceso dopo un'inchiesta giornalistica internazionale che sostiene di aver ricostruito, attraverso nuove prove, il nome di Banksy, da tempo indicato da alcune indiscrezioni come Robin Gunningham. Non è tuttavia arrivata alcuna conferma da parte dell'artista o del suo entourage.</p>

  <p>A oltre trent'anni dai primi stencil, Banksy continua a mettere in discussione il sistema dell'arte e il concetto stesso di autorialità, dimostrando come un'immagine dipinta su un muro possa diventare uno strumento di denuncia, riflessione e partecipazione collettiva.</p>

  <h2>Banksy – Street is the Museum a Torino: date, orari e biglietti</h2>

  <p><strong>La mostra si svolge dal 22 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027</strong> nelle cantine storiche di Palazzo Barolo, in via delle Orfane 7/A, a Torino.</p>

  <ul>
    <li><strong>Orari:</strong> da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:00.</li>
    <li><strong>Biglietto intero:</strong> 14 euro da martedì a venerdì; 16 euro nei weekend e nei giorni festivi.</li>
    <li><strong>Biglietto ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni:</strong> 7 euro da martedì a venerdì; 8 euro nei weekend e nei giorni festivi.</li></ul>
</article>

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  "name": "Banksy – Street is the Museum",
  "description": "Mostra dedicata a Banksy con oltre 150 opere, graffiti, fotografie, installazioni video e ricostruzioni dei suoi lavori, nelle cantine storiche di Palazzo Barolo a Torino.",
  "startDate": "2026-10-22",
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      <link>https://www.mauxa.com/news/banksy-–-street-is-the-museum--a-torino-la-mostra-con-oltre-150-opere</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/la-serie-netflix-che-mischia-pirati-dei-caraibi-e-naruto-e-unica-nel-panorama-fantasy-team</guid>
      <pubDate>Thu, 22 Oct 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[La serie Netflix che mischia Pirati dei Caraibi e Naruto è unica nel panorama fantasy]]></title>
      <description><![CDATA[One Piece su Netflix ha infranto la maledizione delle trasposizioni anime live-action. Analisi del successo della serie.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Pirati-dei-caraibi.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []">Nel panorama delle piattaforme streaming, <strong>Netflix continua a consolidare la sua posizione dominante accumulando successi nel genere fantasy</strong>. Accanto a titoli come Avatar: The Last Airbender, Mercoledì, Lucifer, Arcane e The Witcher, un nome spicca per aver infranto una delle maledizioni più persistenti dell'industria dell'intrattenimento: la trasposizione live-action degli anime.<br><br><strong>One Piece, basata sull'omonimo manga e anime</strong>, è <strong>un ibrido narrativo che fonde l'epicità avventurosa di Pirati dei Caraibi</strong> con l'energia shonen di <strong>Naruto</strong>, creando un prodotto che ha catturato sia i fan storici della serie che un pubblico completamente nuovo. La serie originale del 1999, considerata parte dei "big three" che hanno reso mainstream l'anime in Occidente, continua ancora oggi dopo oltre due decenni, mentre il franchise si espande in ogni direzione.<br><br>Visivamente, le scenografie riescono a rendere giustizia all'ambientazione stravagante e colorata della storia, mentre gli effetti speciali sono sorprendentemente efficaci considerando quanto sia espressivo e iperbolico il franchise originale. <strong>I personaggi sono riconoscibili, ben caratterizzati e interpretati con convinzione, un risultato tutt'altro che scontato in progetti di questo tipo</strong>. La serie ha abbracciato il tono e l'atmosfera della fonte originale, compresi gli elementi più eccentrici e bizzarri, evitando la trappola del realismo forzato che ha affossato tante altre adaptations. Questa fedeltà non è casuale: il creatore Eiichiro Oda è stato coinvolto attivamente nello sviluppo, garantendo coerenza narrativa e rispetto per la visione originale.<br><br><strong>Un altro punto di forza cruciale è il ritmo</strong>. L'anime di One Piece è noto per il suo pacing lento, diluito da filler e subplot che allungano il brodo narrativo. <strong>La versione Netflix ha invece compresso circa 90 episodi dell'anime originale in appena 16 episodi live-action</strong>, mantenendo intatta la sostanza ma eliminando le ridondanze. Questa scelta rende la serie estremamente accessibile anche per chi non ha familiarità con l'opera originale, senza tradire i fan di lungo corso. È probabile che la terza stagione continuerà su questa linea, saltando i filler superflui e concentrandosi sui momenti narrativi più rilevanti.<br><br><strong>La terza stagione di One Piece si configura quindi come uno snodo cruciale</strong>. Se riuscirà a superare le sfide che la attendono, consoliderà definitivamente lo status della serie come la migliore adaptation anime mai realizzata. Se fallirà, potrebbe dimostrare che anche i progetti più promettenti non sono immuni alle difficoltà che hanno fatto naufragare tanti altri tentativi prima di questo. In un panorama in cui le aspettative sono altissime e la pazienza dei fan è limitata, Netflix e il nuovo team creativo non possono permettersi passi falsi. Il pubblico sta guardando, e la posta in gioco non è mai stata così alta.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/la-serie-netflix-che-mischia-pirati-dei-caraibi-e-naruto-e-unica-nel-panorama-fantasy-team</link>
    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/roma-jazz-festival-2026--programma-della-50-edizione-dedicata-a-miles-davis</guid>
      <pubDate>Wed, 21 Oct 2026 09:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Roma Jazz Festival 2026: programma della 50ª edizione dedicata a Miles Davis]]></title>
      <description><![CDATA[Programma completo del Roma Jazz Festival 2026: concerti, date e artisti all&#039;Auditorium Parco della Musica]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/roma-jazz-festival-2026--programma-della-50-edizione-dedicata-a-miles-davis.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><script type="application/ld+json">
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<article>
  <header>
    <p><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Dal 1° al 24 novembre 2026 si tiene la 50ª edizione del Roma Jazz Festival, rassegna promossa da IMF Foundation in co-produzione con la Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio. La rassegna comprende 18 concerti distribuiti tra l'Auditorium Parco della Musica "Ennio Morricone", la Casa del Jazz e l'Alcazar, con due eventi decentrati a Rieti e Priverno.</span></p></header>

  <p>L'edizione 2026, intitolata <em>Rileggere Miles, ripensare il jazz</em>, è incentrata sul centenario della nascita di Miles Davis, figura storicamente legata alla manifestazione romana, dove si esibì in più occasioni fino all'ultimo concerto del 23 luglio 1991 allo Stadio Olimpico.</p>

  <h2>Roma Jazz Festival 2026: gli omaggi a Miles Davis e John Coltrane</h2>

  <p>Il tributo a Miles Davis vede la partecipazione di musicisti che hanno collaborato direttamente con il trombettista americano o che ne hanno rielaborato il repertorio:</p>

  <ul>
    <li><strong>Paolo Fresu</strong>: inaugura il festival il 1° novembre in Sala Sinopoli con il progetto discografico e concertistico <strong>Kind of Lives</strong>, derivato dall'opera teatrale <strong>Kind of Miles</strong>. La formazione si divide in due ensemble per ripercorrere sia la fase acustica degli anni Cinquanta sia la svolta elettrica di Davis.</li>
    <li><strong>Erik Truffaz &amp; Antonio Lizana</strong>: il 17 novembre presentano <strong>New Sketches of Spain</strong>, rilettura in chiave electro-jazz e flamenco dell'album <strong>Sketches of Spain</strong> (1960).</li>
    <li><strong>Gregory Hutchinson</strong>: il 18 novembre propone i brani del disco <strong>Kind of Now - The Pulse of Miles Davis</strong>, incentrato sull'impatto ritmico dei batteristi storici di Davis.</li>
    <li><strong>Jason Miles</strong>: il 24 novembre chiude la rassegna in Sala Petrassi con il progetto <strong>100 Miles for Miles Davis</strong>. Il tastierista e produttore fu tastierista e programmatore nei dischi <strong>Tutu</strong>, <strong>Amandla</strong> e <strong>Siesta</strong>.</li>
  </ul>

  <p>Il festival ricorda inoltre il centenario della nascita di John Coltrane con due concerti dedicati al disco <strong>A Love Supreme</strong>: il 15 novembre alla Chiesa di San Domenico di Rieti con la Rieti Jazz Orchestra e il 22 novembre all'Abbazia di Fossanova a Priverno con la Priverno Jazz Orchestra.</p>

  <h2>Auditorium Parco della Musica: i concerti in programma a novembre 2026</h2>

  <p>La programmazione nelle sale dell'Auditorium Parco della Musica prevede i seguenti appuntamenti:</p>

  <ul>
    <li><strong>4 novembre</strong> (Sala Petrassi): Kurt Elling e gli Yellowjackets presentano un progetto omaggio ai Weather Report.</li>
    <li><strong>5 novembre</strong> (Sala Petrassi): Steve Coleman si esibisce con la formazione Five Elements, integrando elementi funk, hip-hop e jazz.</li>
    <li><strong>6 novembre</strong> (Sala Petrassi): il mandolinista Hamilton de Holanda e il pianista Gonzalo Rubalcaba eseguono il repertorio del disco collaborativo <strong>Collab</strong>.</li>
    <li><strong>16 novembre</strong> (Sala Petrassi): Enzo Favata ripropone il progetto <strong>Atlantico</strong>, collegato all'uscita del nuovo album <strong>Ritornare</strong>.</li>
    <li><strong>19 novembre</strong> (Sala Petrassi): la Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini, con Javier Girotto ospite, esegue il programma <strong>Tenor Madness</strong> in omaggio a Sonny Rollins.</li>
    <li><strong>21 novembre</strong> (Teatro Studio Borgna): concerto del quintetto del trombettista americano Jeremy Pelt.</li>
    <li><strong>22 novembre</strong> (Teatro Studio Borgna): doppio appuntamento con lo spettacolo per bambini <strong>Fiabe Jazz</strong> al mattino e il concerto della contrabbassista Rosa Brunello nel pomeriggio con il materiale del disco <strong>We Are Surging Waters</strong>.</li>
    <li><strong>23 novembre</strong> (Teatro Studio Borgna): la cantante Chiara Civello presenta la collaborazione con il producer Clap! Clap! anticipata dal singolo <strong>Me and the Trees</strong>.</li>
  </ul>

  <h2>I concerti alla Casa del Jazz e all'Alcazar di Roma</h2>

  <p>La sezione di concerti ospitata alla Casa del Jazz e all'Alcazar focalizza l'attenzione su nuove formazioni e produzioni italiane ed europee:</p>

  <ul>
    <li><strong>7 novembre</strong> (Casa del Jazz): la clarinettista Zoe Pia guida l'ensemble EIC Eden Inverted Collective nel progetto <strong>Atlantidei</strong>.</li>
    <li><strong>8 novembre</strong> (Casa</li><li><strong>13 novembre</strong></li><li><p>Casa del Jazz ore 19.30<br><strong>ELEONORA STRINO TRIO</strong></p><p><strong>14 novembre<br></strong>Casa del Jazz ore 19.30<br><strong>NEXUS QUARTET&nbsp;<em>Appunti di Viaggio</em></strong></p><p><strong>15 novembre<br></strong>Chiesa di San Domenico ore 18, Rieti<br><strong>RIETI JAZZ ORCHESTRA – Focus Coltrane</strong><strong></strong></p><p><strong>16 novembre</strong><br>Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20<br><strong>ENZO FAVATA&nbsp;<em>Atlantico Reunion</em></strong></p><p><strong>17 novembre</strong><strong><br></strong>Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20<strong><br>ERIK TRUFFAZ &amp; ANTONIO LIZANA&nbsp;<em>New Sketches of Spain</em></strong></p><p><strong>18 novembre</strong><br>Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20<br><strong>GREGORY HUTCHINSON&nbsp;<em>Kind of Now - The Pulse of Miles Davis</em></strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p><p><strong>19 novembre</strong><br>Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20<br><strong>CDJO – CASA DEL JAZZ ORCHESTRA di MARIO CORVINI con JAVIER GIROTTO&nbsp;<em>Tenor Madness</em></strong><em></em></p><p><strong>20 novembre</strong><strong><br></strong>Alcazar ore 21<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<wbr>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong><br><strong>OMASTA</strong></p><p><strong>21 novembre</strong><br>Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 20<br><strong>JEREMY PELT QUINTET</strong></p><p><strong>22 novembre</strong><br>Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 11.00<br><strong>FIABE JAZZ&nbsp;<em>Musicanti di Brema Swing Band</em></strong></p><p>Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 18.00<br><strong>ROSA BRUNELLO&nbsp;<em>We are Surging Waters</em></strong></p><p>Abbazia di Fossanova ore 18, Priverno (LT)<br><strong>PRIVERNO JAZZ ORCHESTRA – Focus Coltrane</strong></p><p><strong>23 novembre</strong><strong><br></strong>Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 18.00<br><strong>CHIARA CIVELLO e CLAP! CLAP!&nbsp;<em>CCCC</em></strong></p><p><strong>24 novembre</strong><strong><br></strong>Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20<br><strong>JASON MILES&nbsp;<em>100 Miles for Miles Davis</em></strong></p></li></ul></article><p><br></p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/roma-jazz-festival-2026--programma-della-50-edizione-dedicata-a-miles-davis</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/questa-serie-horror-di-netflix-univa-adolescenti--misteri-e-morte--perche-nessuno-ne-parla-piu-team</guid>
      <pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Questa serie horror di Netflix univa adolescenti, misteri e morte: perché nessuno ne parla più]]></title>
      <description><![CDATA[The Midnight Club di Mike Flanagan univa l&#039;horror di Stranger Things all&#039;estetica gotica di Wednesday.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Stranger-Things.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []">Nel vasto oceano delle serie horror su Netflix, alcune emergono come fenomeni culturali destinati a segnare un'epoca. <strong>Stranger Things ha ridefinito il teen drama soprannaturale</strong>, mentre Wednesday ha dimostrato che Tim Burton e Jenna Ortega potevano trasformare gli Addams in un cult contemporaneo. Ma tra questi due colossi esiste un gioiello dimenticato, cancellato troppo presto per mostrare tutto il suo potenziale: <strong>The Midnight Club di Mike Flanagan.</strong><br><br>Uscita nel 2022, un anno prima del debutto di Wednesday, <strong>questa serie rappresentava qualcosa di raro e prezioso</strong>. Non si limitava a copiare la formula vincente di Stranger Things né cercava di cavalcare l'onda dark dei teen drama gotici. <strong>The Midnight Club osava molto di più, mescolando elementi che sulla carta sembravano inconciliabili</strong>: il dramma intimista di adolescenti che affrontano la morte imminente con il brivido puro dell'horror e il fascino del soprannaturale.<br><br><strong>Un gruppo di ragazzi con malattie terminali vive in una struttura di hospice chiamata Brightcliffe</strong>. Ogni notte, allo scoccare della mezzanotte, si riuniscono in segreto per raccontarsi storie horror. È il loro modo di esorcizzare la paura, di riprendersi il controllo su vite che stanno sfuggendo loro di mano. Ma quello che inizia come un espediente narrativo per <strong>affrontare il trauma si trasforma gradualmente in qualcosa di più oscuro e misterioso.</strong><br><br>Flanagan, già maestro riconosciuto dell'horror psicologico con The Haunting of Hill House e Midnight Mass, ha costruito una doppia narrazione perfettamente bilanciata. Da un lato c'è il realismo crudo e spietato della vita in hospice: <strong>le amicizie che nascono sapendo di essere effimere, gli amori impossibili, i sogni infranti di chi non vedrà il proprio diciottesimo compleanno</strong>. Dall'altro, le storie che i ragazzi si raccontano sono veri e propri cortometraggi horror autonomi, ciascuno con il proprio stile, la propria estetica, il proprio sottogenere.<br><br><strong>Oggi la serie è disponibile sulla piattaforma come testimonianza di cosa avrebbe potuto essere</strong>. Per chi cerca qualcosa che vada oltre la formula collaudata, che non abbia paura di sperimentare e di commuovere, The Midnight Club rappresenta un'esperienza unica. È il ponte perfetto tra due mondi: l'horror adolescenziale di Stranger Things e l'atmosfera gotica di Wednesday, con una profondità emotiva che forse supera entrambe.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
        <item>
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      <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[67° Festival dei Popoli Firenze: il cinema documentario tra memoria, diritti, impegno politico]]></title>
      <description><![CDATA[Festival dei Popoli a Firenze, programma]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/67_FDP_manifesto_preview.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Il 67° Festival dei Popoli si terrà a Firenze dal 31 ottobre all’8 novembre, proponendo un ricco programma di oltre 80 film dedicati al cinema documentario internazionale. Il festival si conferma come un punto di riferimento per il cinema che sceglie da che parte stare, esplorando temi di memoria storica, diritti umani e impegno politico attraverso gli sguardi di una nuova generazione di filmmaker.</span></p><h2 class="text-n-large tracking-tight first:mt-0 last:mb-0 mb-4 mt-8 scroll-m-20" level="2" node="[object Object]">Omaggi e Celebrazioni</h2><div class="leading-7 first:mt-0 last:mb-0 whitespace-pre-line mb-5 mt-5">Tra gli eventi più attesi, il festival celebra i 50 anni di carriera di Barbara Kopple, con la proiezione dei suoi due premi Oscar “Harlan County, U.S.A.” e “American Dream”, oltre all’ultimo lavoro “Union Town” dedicato alla sindacalizzazione dei rider e driver del food delivery. Un altro omaggio importante è dedicato a Lech Kowalski, con i suoi documentari sul punk e la controcultura, e a Haile Gerima, il regista etiope presente con la sua epopea sul colonialismo italiano in Etiopia, “Black Lions – Roman Wolves”, in prima italiana.</div><h2 class="text-n-large tracking-tight first:mt-0 last:mb-0 mb-4 mt-8 scroll-m-20" level="2" node="[object Object]">Firenze tra Arte e Memoria</h2><div class="leading-7 first:mt-0 last:mb-0 whitespace-pre-line mb-5 mt-5">Il festival rende omaggio anche ai 60 anni dall’alluvione di Firenze con “Angeli del fango - La meglio gioventù europea” di Marco Spagnoli, evento in programma il 4 novembre con la presenza dei testimoni. La storia del console tedesco Gerhard Wolf, che salvò molti perseguitati dal nazifascismo a Firenze nel 1944, è raccontata in anteprima con “Finché resta il tuo nome” di Gianmarco D’Agostino.</div><h2 class="text-n-large tracking-tight first:mt-0 last:mb-0 mb-4 mt-8 scroll-m-20" level="2" node="[object Object]">Programma e Sezioni</h2><div class="leading-7 first:mt-0 last:mb-0 whitespace-pre-line mb-5 mt-5">Il programma competitivo include tre concorsi: Concorso Internazionale Lungometraggi, Concorso Italiano e Concorso Internazionale Discoveries per cortometraggi e mediometraggi. Tra le sezioni speciali spiccano “Doc Highlights”, “Popoli Next Generation” dedicato alle nuove generazioni, “Visioni d’Europa” in collaborazione con l’European University Institute, e “Feminist Frames”, una selezione di opere di registe femministe.</div><h2 class="text-n-large tracking-tight first:mt-0 last:mb-0 mb-4 mt-8 scroll-m-20" level="2" node="[object Object]">Eventi Speciali e Ospiti</h2><div class="leading-7 first:mt-0 last:mb-0 whitespace-pre-line mb-5 mt-5">Il festival ospita importanti personalità come Alessandro Benvenuti con il suo documentario “Io sono l’assente”, e il regista Mark Cousins che presenta in prima italiana “The Story of Documentary Film”. Tra i documentari di rilievo, “Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie” di Alex Gibney e “Douglas Gordon by Douglas Gordon” di Finlay Pretsell.</div>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
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      <pubDate>Mon, 19 Oct 2026 14:00:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Vittoria Ceretti in bianco totale batte Kim Kardashian: il red carpet che ha cambiato le regole]]></title>
      <description><![CDATA[La modella italiana conquista Los Angeles in bianco totale: cosa hanno indossato le star all&#039;Academy Museum Gala 2026.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/vittoria-ceretti.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p>                        
                      Il red carpet dell'Academy Museum Gala si conferma, anno dopo anno, uno degli appuntamenti imprescindibili per chi vive la moda come linguaggio universale. Los Angeles, nel cuore pulsante dell'industria cinematografica, ha ospitato il 17 ottobre la sesta edizione di <b>questa serata di beneficenza che ormai compete per prestigio con la notte degli Oscar.</b> Un evento che anticipa la stagione dei premi di Hollywood 2027 e che, da sempre, detta le tendenze dei mesi successivi.
</p><p>
Quest'anno il tappeto rosso ha regalato un campionario straordinario di stili, oscillando tra il candore assoluto e la sensualità più audace, tra il romanticismo pastello e l'eleganza gotica. Le celebrità hanno scelto di affidarsi alle grandi maison, <b>mixando creazioni contemporanee e pezzi d'archivio capaci di raccontare la storia della moda</b>. Il risultato è stato un tripudio di glamour, personalità e quella dose di rischio stilistico che rende ogni look memorabile.
</p><p>
Vittoria Ceretti ha conquistato i fotografi con una scelta che celebra la purezza e la raffinatezza: un abito in seta bianca firmato Giorgio Armani. La top model italiana ha puntato sulla luminosità di una tonalità senza tempo,<b> interpretando l'eleganza minimal con una silhouette essenziale che ha fatto brillare la sua bellezza naturale</b>. Un trionfo del less is more che dimostra come il bianco totale, se portato con la giusta personalità, possa competere con i look più elaborati e scenografici.
</p><p><br></p><p>
La scelta di Ceretti rappresenta un momento significativo per la moda italiana a Hollywood. In un panorama dominato da eccessi e virtuosismi, la modella ha saputo imporsi con la forza della sottrazione, rendendo omaggio alla tradizione sartoriale del suo paese d'origine. L'abito Armani, nella sua apparente semplicità, racchiude decenni di know-how artigianale: il taglio perfetto, la caduta del tessuto, la capacità di esaltare il corpo senza sovrastarlo.

<b>Ma la vera sorpresa della serata è arrivata da Kim Kardashian,</b> che ha fatto parlare di sé con una scelta coraggiosa e intellettualmente stimolante: un abito d'archivio Balenciaga del 1951. </p><p><br></p><p>Il capo storico, caratterizzato da delicati inserti in pizzo e un fiocco scenografico, rappresenta un omaggio all'eleganza delle dive del passato. Riportare in vita un pezzo di 75 anni fa non è solo una scelta fashion, ma una dichiarazione d'intenti che celebra la storia della maison e il valore della moda come forma d'arte da preservare.

Charlize Theron, sempre fedele a un'estetica che mescola sofisticazione e sex appeal,<b> ha scelto un total black firmato Tom Ford caratterizzato da giochi di trasparenze e inserti in pizzo.</b> L'attrice sudafricana, tra le premiate della serata insieme a Colman Domingo, ha proposto un look dal sapore gothic chic che richiama l'estetica dark ma con una sensualità contemporanea, perfetto per chi non ha paura di osare. </p><p><br></p><p>Un'interpretazione mozzafiato che conferma, ancora una volta, il suo status di icona di stile.

Taylor Swift ha invece optato per il fascino rétro, presentandosi per la prima volta all'evento con una creazione Dior azzurro ghiaccio. L'abito senza spalline, impreziosito da dettagli luminosi e completato da gioielli Chopard, richiama il glamour della vecchia Hollywood, quello delle dive immortali che hanno fatto la storia del cinema. <b>La cantante ha dimostrato ancora una volta di saper calibrare perfettamente il proprio stile</b>, scegliendo una tonalità delicata ma di forte impatto visivo.
</p><p><br></p><p>
Kendall Jenner ha interpretato un equilibrio riuscito tra femminilità classica e sensualità contemporanea, indossando un abito Valentino personalizzato decorato a pois e completato da gioielli Cartier. Lo spacco alto e lo scollo che lascia scoperte le spalle aggiungono modernità a un pattern che potrebbe risultare vintage, dimostrando come un motivo tradizionale possa essere reinterpretato con personalità.

<b>Sul fronte del romanticismo, Elle Fanning ha scelto un'estetica quasi fiabesca con una creazione Valentino </b>dai toni pastello e gioielli Cartier. Il corpetto impreziosito da una farfalla dorata e il mantello etereo hanno creato un effetto da principessa contemporanea, perfetto per chi ama un approccio più sognante alla moda. </p><p><br></p><p>Hailey Bieber ha seguito una direzione simile, interpretando il romanticismo in chiave candy con un abito rosa personalizzato firmato Chanel che ha catturato i cuori degli amanti dei toni dolci.

Teyana Taylor ha puntato sulla couture di Schiaparelli, scegliendo una delle creazioni più scenografiche della serata. Il brand, celebre per il suo approccio surrealista alla moda, ha confezionato per lei<b> un abito che unisce artigianalità d'eccellenza e visione artistica. </b>Anche Inde Navarette ha scelto Schiaparelli Couture, confermando il momento d'oro della maison parigina.

Janelle Monáe ha optato per una delle scenografiche creazioni di Robert Wun Couture, dimostrando ancora una volta il suo approccio avant-garde alla moda. </p><p></p><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DeopWmfOs0e/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DeopWmfOs0e/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DeopWmfOs0e/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Francesca Busi (@youaremylemonade)</a></p></div></blockquote>
<script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script><br><p></p><p>L'artista non ha mai avuto paura di sperimentare, trasformando ogni apparizione pubblica in una performance visiva che sfida le convenzioni.

Karlie Kloss ha optato per la strada dell'essenzialità sofisticata, presentandosi in un abito nero in satin firmato Alaïa. <b>La silhouette pulita, caratterizzata da un particolare decorativo sui fianchi,</b> è stata completata da una collana di diamanti dal forte impatto scenografico. Un look che dimostra come l'eleganza possa nascere dalla sottrazione piuttosto che dall'eccesso.

Kate Hudson ha scelto Giorgio Armani Privé, abbracciando l'haute couture della maison italiana con un abito che celebra la femminilità attraverso linee classiche e materiali preziosi. </p><p><br></p><p>Jessica Lange ha optato per Gucci, mentre Sarah Paulson si è affidata a Ferragamo personalizzato, dimostrando la varietà di interpretazioni possibili del lusso italiano.

Hunter Schafer ha portato sul red carpet l'estetica Prada, con quella commistione di minimalismo e sperimentazione che caratterizza il brand milanese. Demi Moore ha scelto Standing Ground Couture, <b>mentre Alexa Demie ha puntato su Chanel, confermando l'appeal intergenerazionale della maison francese.
</b>
Pamela Anderson, in Carolina Herrera, ha dimostrato che l'eleganza classica non ha età, mentre Colman Domingo, premiato della serata, ha scelto Valentino per il suo momento di gloria. Anche Dakota Fanning ha calcato il red carpet, contribuendo a quella costellazione di talenti che hanno reso l'evento indimenticabile.
</p><p><br></p><p>
L'Academy Museum Gala non è solo una celebrazione della moda, ma rappresenta anche un'importante raccolta fondi per l'Academy Museum of Motion Pictures. Un evento che unisce glamour e impegno sociale, trasformando il red carpet in un palcoscenico dove le star possono esprimere la propria personalità attraverso scelte stilistiche coraggiose.

<b>Ogni abito diventa una dichiarazione, ogni accessorio racconta una storia, </b>e il risultato complessivo offre un catalogo di ispirazioni da cui attingere per chi vive la moda come forma di espressione personale. Dalle creazioni couture alle scelte d'archivio, dal minimalismo italiano all'eccesso parigino, il red carpet dell'Academy Museum Gala 2026 ha dimostrato che la moda, quando incontra il cinema, diventa pura magia visiva.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/vittoria-ceretti-in-bianco-totale-batte-kim-kardashian--il-red-carpet-che-ha-cambiato-le-regole-team</link>
    <dc:creator>Alessandra Luzzi</dc:creator>
    </item>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/lucca-comics-games-2026--il-programma-comics-e-movie-della-60ª-edizione---ospiti-e-anteprime</guid>
      <pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Lucca Comics&amp;Games 2026: il programma Comics e Movie della 60ª edizione,  ospiti e anteprime]]></title>
      <description><![CDATA[Lucca Comics &amp; Games 2026 dal 28 ottobre al 1 novembre: tutto il programma Comics e Movie]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/lucca-comics-games-2026--il-programma-comics-e-movie-della-60ª-edizione---ospiti-e-anteprime.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><meta charset="UTF-8">
<title>Lucca Comics &amp; Games 2026: programma Comics e Movie della 60ª edizione</title>
<meta name="description" content="Lucca Comics &amp; Games 2026 dal 28 ottobre al 1 novembre: il programma Comics e Movie con ospiti e anteprime.">
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      "name": "Hunger Games: l'alba sulla mietitura - Special Fan Screening",
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<h1><span style="color: inherit; font-size: 30px;">Lucca Comics &amp; Games 2026: date, 60ª edizione e come leggere il programma</span></h1>

<p>Il festival festeggia la sua 60ª edizione dal 28 ottobre al 1° novembre 2026, mentre le mostre sono aperte già dal 3 ottobre e restano visitabili fino al 1° novembre. Il programma ufficiale è una sezione in costante aggiornamento e si può filtrare per area, giorno, ospite, tipologia di evento e location, oltre che per eventi su prenotazione, eventi serali ed eventi che durano tutto il giorno. In questa guida abbiamo raccolto gli appuntamenti visibili al 19 ottobre 2026, divisi in due grandi aree: quella <strong>Comics</strong>, dedicata a fumetto, manga, editoria e illustrazione, e quella <strong>Movie</strong>, che comprende anteprime cinematografiche, anime, serie tv, masterclass e le Notti Horror. La manifestazione è organizzata dalla Città di Lucca e da Lucca Crea, in collaborazione con la Provincia di Lucca, con il patrocinio di Parlamento europeo, Commissione europea, Ministero della Cultura, Ministero del Turismo, Regione Toscana e Unicef, e con Rai come main media partner.</p>

<h2>Programma Comics di Lucca Comics &amp; Games 2026: fumetto, manga e grandi autori</h2>

<p>Il programma Comics si apre mercoledì 28 ottobre con una forte presenza dell'editoria: Toshokan presenta in anteprima le novità del 2027, Panini svela i progetti di tutte le sue divisioni con ospiti a sorpresa, Dynit propone il suo Unboxing con le novità manga e anime 2026/27 e Tomodachi Press porta il quarto volume della collana <strong>Masterpiece Card Series®</strong>, dedicato ad <strong>Alice nel Paese delle Meraviglie</strong> di Lewis Carroll e all'illustratrice Agnese Innocente. Tra gli ospiti spiccano il maestro Go Nagai con una live drawing session, Seth, che si racconta come uno dei maestri del fumetto nordamericano contemporaneo, e Hickman, Checchetto e Messina, che ripercorrono con C.B. Cebulski la nascita di <strong>Ultimate Spider-Man</strong> e del nuovo Universo Ultimate. Spazio anche all'attualità del settore, con l'incontro sul mercato dei fumetti nel 2026, anno in cui il fumetto risulta il genere in crescita più elevata, a valore e a copie, dopo il calo del 2025. Non mancano la scuola, con la cerimonia di premiazione della prima edizione del progetto che porta fumetti e manga nelle classi di tutta Italia, il concerto per il 15° anniversario di <strong>Dark Souls</strong> con Orchestra Live all'Auditorium del Suffragio alle 18 e l'evento di lancio de <strong>Il Quinto</strong>, un progetto che mescola fumetto, fantasy, mistery, cosplay e gamification.</p>

<p>Giovedì 29 ottobre il programma si sposta tra dialogo e grandi nomi: <strong>40 Sufi Comics</strong> porta il dialogo islamo-cristiano nel linguaggio del fumetto, Charles Cecil firma una copia del fumetto di <strong>Broken Sword 2</strong>, PK compie trent'anni con gli autori delle novità e il direttore di Topolino, e Frank Miller racconta, in dialogo con Marco Lupoi, la rivoluzione del fumetto supereroistico del 1986 a quarant'anni di distanza. Si parla anche dell'eredità della Vertigo con Riccardo Corbò, di fumetto taiwanese al femminile con Chang Sheng e NowNow, del lavoro dell'editor di manga, del primo progetto italiano nato da podcast a fumetto e della sfida delle 30 strisce in 30 minuti con Sio. Tra firmacopie e live drawing ci sono Barbascura X, su prenotazione, e Peach Momoko, mentre Star Comics presenta il nuovo <strong>Manga All Star 2026</strong>, gli Animeclick Awards premiano l'editoria anime e manga dell'anno e, nel ventesimo anniversario della vittoria ai Mondiali 2006, va in scena la sfida <strong>Italia vs Resto del Mondo</strong>.</p>

<p>Venerdì 30 ottobre è la giornata di Topolino, con il direttore Alex Bertani che presenta i nuovi progetti, tra storie in lavorazione e volumi in anteprima, ma anche di <strong>Marvel Midnight</strong>, la nuova linea editoriale che fonde supereroi e horror con Hickman, Philip Kennedy Johnson e C.B. Cebulski. Tanino Liberatore, con il suo <strong>Ranxerox</strong>, e Jesse Lonergan, vincitore dell'Eisner Award con <strong>Drome</strong>, ragionano sul potere della fantascienza di raccontare le contraddizioni del presente, mentre Carmine Di Giandomenico presenta <strong>Manaya</strong>, quindici anni di lavoro diventati un graphic novel sulla paternità e sul silenzio emotivo. In programma anche il Premio Self Area 2026 sul palco del Teatro del Giglio Giacomo Puccini, l'incontro con GURIHIRU e Samuel Sattin sull'adattamento di <strong>Unico</strong> di Osamu Tezuka, gli appuntamenti con <strong>Tex</strong> e <strong>Dylan Dog</strong> con Michele Masiero, Luca Del Savio, Davide Furnò e Barbara Baraldi, e la presentazione del calendario storico 2027 della Guardia di Finanza, che per la prima volta è realizzato da grandi autori e autrici del fumetto e dell'illustrazione. Il programma Comics completo è consultabile <a href="https://lucca2026.luccacomicsandgames.com/it/programma?area=comics">sul sito ufficiale del festival</a>.</p>

<h2>Programma Movie di Lucca Comics &amp; Games 2026: anteprime, anime, horror e masterclass</h2>

<p>La sezione Movie parte il 28 ottobre con il talk <strong>Gen Scream</strong> dedicato ai nuovi cineasti, con le giornaliste di The Giornaliste, e con la proiezione di <strong>Puella Magi Madoka Magica – Il Risveglio di Walpurgis</strong>, introdotta da ospiti speciali. Alle 17 c'è l'anteprima nazionale di <strong>Shaun, Vita da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A.</strong>, alle 19 il cult <strong>Fast &amp; Furious</strong> torna in sala per il suo 25° anniversario e in serata le Notti Horror propongono <strong>It Ends</strong>, l'horror liminale di Alex Ullom. Il 29 ottobre si parte con la proiezione del film tratto dal fumetto di Ratigher, introdotta dal regista Pierluca Di Pasquale e dalle protagoniste Sara Ciocca e Anita Serafini, mentre Peter Lord e Matthew Walker di Aardman Animations parlano di animazione e storytelling e firmano il poster di Shaun (l'evento è su prenotazione). Alle 14 <strong>Caro Mondo Crudele</strong> viene introdotto da Niccolò Falsetti, Francesco Turbanti e Zerocalcare, e in serata il regista Hirokazu Koreeda presenta <strong>Look Back</strong>, che arriverà nelle sale dal 12 novembre.</p>

<p>Venerdì 30 ottobre è una delle giornate più ricche: la mattina si apre con il panel di <strong>Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo</strong> con gli attori Walker Scobell, Leah Sava' Jeffries e Aryan Simhadri e i produttori esecutivi Jonathan E. Steinberg e Dan Shotz, seguito dal talk su <strong>Cyberpunk Edgerunners 2</strong> con lo showrunner Bartosz Sztybor e la produttrice Saya Elder e dalla proiezione del documentario <strong>Frank Miller: American Genius</strong>. Nel pomeriggio arrivano l'incontro con il produttore Victor Courtright su <strong>Adventure Time: Side Quests</strong>, <strong>Momo</strong> di Christian Ditter, presentato da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures, la première occidentale di <strong>Star Detective Precure!</strong> alla presenza del produttore Hibiki Minagawa, il live-action di <strong>Blue Lock</strong> diretto da Yusuke Taki, il nuovo lungometraggio <strong>Gintama The Movie</strong> presentato da Dynit e gli episodi 5 e, in anteprima straordinaria, 6 di <strong>Nord Sud Ovest Est</strong>. Alle 18:30 Hirokazu Koreeda tiene la sua masterclass sulla carriera, alle 20 c'è l'anteprima nazionale di <strong>HOPE</strong>, introdotta da Yotobi e SlimDogs, e le Notti Horror chiudono la giornata con <strong>Arachnid – ragnatela letale</strong> di Ángel Gómez Hernández.</p>

<p>Sabato 31 ottobre si parte con la proiezione del cult di Hayao Miyazaki <strong>Kiki – Consegne a domicilio</strong>, il secondo appuntamento con <strong>Star Detective Precure!</strong> e il Raduno al Campo Mezzosangue, il fan gathering di <strong>Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo</strong>, mentre alle 14 è in programma l'anteprima nazionale de <strong>Il Gatto col Cappello</strong> con i doppiatori Stefano Fresi e Herbert Ballerina. Nel pomeriggio ci sono gli episodi 55 e 56 di <strong>One Piece</strong> (Saga del Paese di Wa), tre episodi in anteprima nazionale di <strong>Adventure Time: Side Quests</strong> introdotti da Victor Courtright e il Crunchyroll Show con le novità in arrivo sulla piattaforma. In serata c'è l'anteprima nazionale di <strong>Godzilla Minus Zero</strong> di Takashi Yamazaki, alle 19 <strong>Popeye's Revenge</strong> di William Stead e alle 21 <strong>The Nameless Ballad</strong>, il nuovo horror di Federico Zampaglione, entrambi per le Notti Horror. Domenica 1° novembre il festival chiude con la proiezione del documentario <strong>La mia anima ha fretta</strong> sulla Contea Gentile, la versione sing along di <strong>Kpop Demon Hunters</strong> e uno Special Fan Screening di <strong>Hunger Games: l'alba sulla mietitura</strong>. Il programma Movie completo è disponibile sul sito ufficiale.</p>

<h2>Informazioni utili su Lucca Comics &amp; Games 2026: app, biglietti e prenotazioni</h2>

<p>Sul sito ufficiale sono disponibili le sezioni dedicate a biglietti, info, mappa ed espositori, ospiti, mostre, poster, novità editoriali, Campfire e press, oltre alla newsletter e alle FAQ. Il festival ha anche un'app ufficiale scaricabile da Google Play e App Store. Molti incontri, firmacopie e showcase sono a prenotazione e la possibilità di prenotare, quando prevista, è indicata direttamente sulla scheda di ogni evento, mentre il filtro dedicato consente di individuare subito gli appuntamenti con accesso libero.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/lucca-comics-games-2026--il-programma-comics-e-movie-della-60ª-edizione---ospiti-e-anteprime</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/questi-film-con-bradley-cooper-hanno-rivoluzionato-il-cinema-di-fantascienza-team</guid>
      <pubDate>Mon, 19 Oct 2026 10:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Questi film con Bradley Cooper hanno rivoluzionato il cinema di fantascienza]]></title>
      <description><![CDATA[Scopri come James Gunn ha creato una trilogia che ha rivoluzionato il cinema.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Rocket-Raccoon.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Quando nel 2014 uscì il primo Guardiani della Galassia, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul suo successo.</strong> Un film Marvel incentrato su personaggi di serie Z che nemmeno i lettori più accaniti di fumetti conoscevano bene: un procione parlante, un albero monosillabico, un lottatore letterale che non capisce le metafore, un'assassina verde e uno sfigato che si definiva "Star-Lord" senza che nessuno lo chiamasse davvero così. Eppure, più di dieci anni dopo, quella scommessa impossibile di <strong>James Gunn è diventata una delle trilogie sci-fi più amate di sempre</strong>, capace di competere con i grandi classici del genere e di ridefinire completamente le regole del cinema di supereroi.<br><br>Il segreto di questo successo planetario risiede in una rivelazione che Gunn stesso ha confermato nel corso degli anni:<strong> il vero protagonista della trilogia non è Peter Quill</strong>, il ragazzotto rapito dalla Terra negli anni Ottanta che ascolta le mixtape della madre.<strong> È Rocket Raccoon, il procione geneticamente modificato doppiato da Bradley Cooper</strong>, inizialmente presentato come un ladro sarcastico dalla lingua tagliente e dal grilletto facile. <br><br><strong>Attraverso tre film, Rocket compie il viaggio emotivo più completo e straziante dell'intera saga</strong>. Parte come un essere cinico, incapace di fidarsi, che usa l'ironia come armatura per tenere tutti a distanza. La sua trasformazione da criminale asociale a leader compassionevole, capace di costruire e proteggere una famiglia, costituisce la spina dorsale emotiva dell'intera trilogia.<strong> Il terzo capitolo, in particolare, si concentra in modo devastante sul suo passato traumatico</strong>, regalando scene che farebbero crollare anche lo spettatore più corazzato.<br><br><strong>James Gunn ha saputo costruire attorno a Rocket e ai suoi compagni d'avventura una narrazione che va ben oltre i canoni del cinecomic</strong> tradizionale. Guardiani della Galassia non è solo un film di supereroi ambientato nello spazio: è un'opera sui traumi, sulla ricerca di appartenenza, sul significato di famiglia quando non hai legami di sangue ma scelte consapevoli. Questi temi universali, uniti a uno stile visivo sgargiante e a un uso magistrale della musica pop degli anni Settanta e Ottanta, <strong>hanno trasformato una proprietà intellettuale marginale in un fenomeno culturale</strong>.<br><br>In una mossa sorprendentemente rara per un universo cinematografico vasto come l'MCU, <strong>la saga dei Guardiani sembra destinata a concludersi con dignità</strong>. James Gunn ha sempre concepito la storia come una trilogia autocontenuta, allargandosi solo per lo speciale natalizio tra il secondo e il terzo capitolo. Al 2026, non esistono piani concreti per un quarto film, e probabilmente è giusto così.<br><br><strong>Guardiani della Galassia Vol. 3 chiude il cerchio in modo perfetto</strong>. Star-Lord e Mantis scelgono strade personali, mentre Rocket assume la guida della squadra, mettendo finalmente a frutto le qualità di leadership faticosamente conquistate. Ma soprattutto, ottiene l'opportunità di aiutare altre anime perdute a trovare il proprio posto nella galassia, esattamente come i Guardiani hanno fatto con lui all'inizio del suo viaggio. Un finale che ribadisce il tema centrale: la famiglia non è solo dove nasci, ma dove scegli di appartenere.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/questi-film-con-bradley-cooper-hanno-rivoluzionato-il-cinema-di-fantascienza-team</link>
    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/alessandra-mastronardi-in-miu-miu--il-completo-blu-notte-che-ha-conquistato-roma-team</guid>
      <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 15:00:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Alessandra Mastronardi in Miu Miu: il completo blu notte che ha conquistato Roma]]></title>
      <description><![CDATA[Alessandra Mastronardi incanta alla Festa del Cinema di Roma 2026 con due look Miu Miu.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/mastronardi.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p>                        
                      La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma 2026 ha regalato uno dei momenti di stile più memorabili dell'autunno, firmato da una delle interpreti più eleganti del panorama cinematografico italiano.<b> Alessandra Mastronardi ha fatto il suo ingresso trionfale all'Auditorium Parco della Musica</b> venerdì 16 ottobre per presentare nella sezione Grand Public la commedia Il Ministero dell'Amore, al fianco di Pierfrancesco Diliberto, meglio conosciuto come Pif.
</p><p>
Ma ciò che ha catalizzato l'attenzione dei media e degli appassionati di moda è stata la doppia prova di stile orchestrata dall'attrice insieme alla sua fidata stylist Vanessa Bozzacchi. Due outfit completamente differenti, entrambi griffati Miu Miu, <b>capaci di dimostrare come si possa passare con disinvoltura dal giorno alla sera mantenendo una coerenza estetica impeccabile.

D</b>urante il photocall mattutino della conferenza stampa, Mastronardi ha proposto un'interpretazione autunnale sofisticata e tremendamente contemporanea. </p><p>Il protagonista assoluto dell'ensemble era un trench in pelle lucida color bordeaux-vinaccia, dalla texture ricca e stropicciata, caratterizzato da ampi revers d'ispirazione rétro che rimandano ai grandi classici della sartoria europea.<b> Un capospalla che da solo vale come investimento di stagione.</b>

Sotto il trench, l'attrice ha creato un gioco di sovrapposizioni cromatiche e materiche studiato nei minimi dettagli: una camicia grigio perla dal colletto classico abbinata a una gonna longuette dritta a vita alta in tonalità grigio fumo. </p><p><br></p><p>Il risultato è un equilibrio perfetto tra rigore e femminilità, tra riferimenti anni Settanta e modernità assoluta.

Gli accessori hanno elevato ulteriormente la composizione. Ai piedi, le iconiche décolleté slingback nere lucide Miu Miu,<b> impreziosite da piccoli fiocchi sulla punta,</b> un dettaglio che è diventato cifra stilistica riconoscibilissima del brand. In mano, una borsa bauletto in pelle marrone scuro con borchie dorate, perfetta fusione tra funzionalità e preziosità.

Ma il vero colpo di genio è stato nell'acconciatura. </p><p><br></p><p>I capelli raccolti in una morbida coda bassa erano sormontati da un delizioso cerchietto bombato sottile e decorato, un accessorio che ha donato al look un tocco bon ton e vagamente collegiale, conferendo all'attrice un'aria parigina e intellettuale che ha fatto impazzire gli esperti di moda presenti<b>. Quel cerchietto, apparentemente secondario,</b> è stato in realtà il dettaglio che ha reso l'intero outfit memorabile e replicabile.

La sera, sul red carpet ufficiale, Mastronardi ha completamente cambiato registro, dimostrando una versatilità che poche attrici italiane possono vantare. </p><p><br></p><p>Niente più riferimenti collegiali o atmosfere parigine: qui si parlava di alta moda pura, di eleganza da gran sera reinterpretata in chiave contemporanea.

La scelta è ricaduta su un completo pantalone blu notte dall'estetica rigorosa eppure iper-femminile.<b> Il focus del look risiedeva nella blusa-gilet strutturata,</b> caratterizzata da una profonda e audace scollatura geometrica a specchio che scendeva fino al punto vita. Un azzardo che avrebbe potuto risultare eccessivo, ma che è stato bilanciato magistralmente da una cintura in tessuto ton-sur-ton arricchita da un fiocco stilizzato al centro.
</p><p><br></p><p>
Il taglio scivolato del pantalone a zampa d'elefante ha slanciato la silhouette, conferendo all'attrice un'aria statuaria e sofisticata. Il completo è una lezione su come il pantalone da sera possa essere altrettanto glamour e femminile di un abito lungo, se scelto e indossato con consapevolezza.

A rendere il look memorabile sono stati i gioielli scelti per illuminare il completo scuro<b>, tutti appartenenti alla maestosa tradizione orafa di Bulgari, con un focus sulla celebre linea Tubogas.</b> All'anulare spiccava l'iconico anello fascia Bulgari Tubogas in oro giallo, abbinato a una variante più preziosa tempestata di diamanti taglio brillante disposti su dettagli geometrici che riprendevano il movimento sinuoso della maglia metallica. </p><p><br></p><p></p><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/Dekh2NdOCt6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/Dekh2NdOCt6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/Dekh2NdOCt6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da comingsoon.it (@comingsoon_it)</a></p></div></blockquote>
<script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script>Ai lobi, orecchini coordinati in oro giallo e diamanti, capaci di incorniciare il volto in una calda luce dorata.

Il comparto beauty, realizzato dall'hair stylist Vincenzo Panico e dalla make-up artist Manola Spaziani, ha completato la trasformazione. Acconciatura semiraccolta morbida con ciocche scure lasciate libere di accarezzare le spalle con onde naturali.<b> Il trucco, luminoso e incentrato sui toni caldi della terra con un rossetto nude vellutato,</b> ha esaltato i lineamenti senza mai sopraffarli.

Due momenti, due estetica, un'unica firma stilistica. La doppia prova di Alessandra Mastronardi alla Festa del Cinema di Roma 2026 è una masterclass di come affrontare una giornata di impegni pubblici mantenendo coerenza e personalità, passando dal bon ton diurno all'eleganza serale senza soluzione di continuità.
<p></p><p><br></p><p>
Al di là dei look, la presenza dell'attrice alla kermesse romana era motivata dalla presentazione de Il Ministero dell'Amore, commedia originale Prime Video scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, <b>storici autori del cult televisivo Boris</b>. Tratto dalla pièce teatrale dello stesso Ciarrapico intitolata Stare meglio oggi del 2013, il lungometraggio segue le vicende di Aldo, interpretato da Pif, un brillante cronista parlamentare sommerso quotidianamente dal caotico disordine della politica romana.
</p><p><br></p><p>
La vera tempesta, però, non arriva dal Parlamento ma dalla sua mente. Nel bizzarro mondo interiore del protagonista, i sentimenti personali vengono trattati alla stregua di una questione di Stato. Un singolare e polveroso Consiglio dei Ministri esamina le sue emozioni e governa ogni sua scelta di vita attraverso decreti emotivi e rigide leggi dell'anima.<b>

La stabilità di questo surreale apparato burocratico </b>crolla quando la profonda relazione d'amore con Claudia, interpretata da Alessandra Mastronardi, inizia a vacillare sotto il peso di incomprensioni e silenzi. </p><p><br></p><p>Di fronte all'imminente rottura, il "Governo Aldo" precipita nella sua più spaventosa crisi, trasformando i dubbi sentimentali in una farsa politica esilarante e profonda.

Una commedia che gioca sul confine sottile tra introspezione psicologica e satira istituzionale, perfetta per il duo Ciarrapico-Vendruscolo che ha fatto della dissacrazione intelligente la propria cifra autoriale<b>. E se il film promette di far ridere e riflettere in egual misura, </b>gli outfit di Alessandra Mastronardi hanno già raggiunto il loro obiettivo: entrare nella storia della Festa del Cinema di Roma come esempi perfetti di stile italiano contemporaneo.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/alessandra-mastronardi-in-miu-miu--il-completo-blu-notte-che-ha-conquistato-roma-team</link>
    <dc:creator>Alessandra Luzzi</dc:creator>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/il-signore-degli-anelli-incontra-i-guardiani-della-galassia-nel-nuovo-fantasy-con-daniel-craig-team</guid>
      <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 10:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Il Signore degli Anelli incontra i Guardiani della Galassia nel nuovo fantasy con Daniel Craig]]></title>
      <description><![CDATA[Il film che devi tenere d&#039;occhio con Daniel Craig.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/il-signore-degli-anelli-le-due-torri.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Il fantasy sta per vivere un momento di rottura</strong>. Nel febbraio 2027, Greta Gerwig porterà nelle sale cinematografiche la sua visione di Narnia, partendo da<strong> Il Nipote del Mago, il primo capitolo cronologico delle Cronache scritte da C.S. Lewis</strong>. Netflix punta a costruire una saga in sette film, un'impresa che vuole competere con i colossi del genere come Il Signore degli Anelli e Game of Thrones. Ma<strong> il primo trailer ha scatenato un terremoto di reazioni contrastanti</strong>, dividendo nettamente i fan dell'opera originale da chi è pronto ad abbracciare una reinterpretazione radicale.<br><br>Il trailer di Narnia: Il Nipote del Mago ha svelato <strong>un approccio stilistico che nessuno si aspettava</strong>. Gerwig ha dichiarato apertamente che il film è <strong>una lettera d'amore alla cultura rock and roll degli anni Cinquanta</strong>, con particolare riferimento a icone come David Bowie. La colonna sonora del trailer non lascia spazio a dubbi: Stairway to Heaven dei Led Zeppelin accompagna le immagini, creando <strong>un'atmosfera psichedelica e vibrante che ricorda più i viaggi cosmici </strong>dei Guardians of the Galaxy che le atmosfere sobrie e mistiche del Narnia che conosciamo.<br><br>Le scene mostrate alternano momenti di grande impatto visivo, come <strong>il ruggito di Aslan che dà vita al mondo in una sequenza colorata e quasi allucinogena</strong>, a inquadrature più tradizionali che richiamano il fantasy epico. È proprio questa commistione a generare perplessità.<strong> Narnia e Il Signore degli Anelli condividono un DNA comune</strong>: mondi fantasy dove il bene e il male si fronteggiano, dove i più piccoli e apparentemente insignificanti fanno la differenza. Non è un caso che C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien fossero amici e condividessero idee sul mondo che stavano costruendo nelle loro opere.<br><br>Ma<strong> mentre Tolkien ha sempre mantenuto un tono solenne e mitologico</strong>, <strong>Gerwig sembra voler spingere Narnia verso territori inesplorati</strong>. L'iniezione di elementi stilistici presi in prestito dalla trilogia Marvel di James Gunn è evidente: colori saturi, sequenze dinamiche, una narrazione che flirta con il surreale. È un azzardo che può pagare o affondare completamente il progetto. Guardians of the Galaxy ha ridefinito il cinecomic proprio grazie a questa formula, ma replicarla in un contesto così diverso solleva interrogativi legittimi.<br><br><strong>Il dibattito è appena iniziato. Il trailer ha fatto il suo lavoro</strong>: ha acceso i riflettori, ha provocato reazioni, ha generato attesa. Ora resta solo da vedere se Greta Gerwig riuscirà a trasformare questa attenzione in qualcosa di memorabile o se il suo Narnia rimarrà una nota a margine nella storia di un mondo che, forse, non aveva bisogno di essere reinventato.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
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        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/una-rete-di-ricatti--segreti-e-pericoli--la-serie-thriller-su-netflix-che-non-ti-puoi-perdere-team</guid>
      <pubDate>Sat, 17 Oct 2026 16:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Una rete di ricatti, segreti e pericoli: la serie thriller su Netflix che non ti puoi perdere]]></title>
      <description><![CDATA[Dentro il cerchio, thriller Netflix messicano con Michel Brown. Quattro amici intrappolati nel ricatto dopo l&#039;omicidio.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Dentro-il-cerchio-su-Netflix.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Dentro il cerchio, serie thriller messicana approdata su Netflix</strong> il 7 ottobre 2026, parte da quattro amici di lunga data intrappolati in una rete di ricatti dove ogni certezza vacilla e ogni parola può diventare un'arma. <strong>La storia prende il via dall'omicidio di Pamela Dosantos</strong>, attrice celebre e figura pubblica di primo piano. La sua morte violenta scuote l'opinione pubblica messicana, ma è la diffusione di un video compromettente a far esplodere il caso. Nel filmato emergono dettagli che collegano l'omicidio ad ambienti di potere, in particolare al Segretario della Difesa. A divulgare quel materiale attraverso i social è Tomás, giornalista navigato e disilluso interpretato da Michel Brown, già visto in Palpito. <strong>Quella pubblicazione, apparentemente un atto di giornalismo coraggioso, innesca una reazione a catena</strong> che trascinerà lui e i suoi tre amici storici in un vortice di conseguenze imprevedibili.<br><br><strong>Il video di Pamela Dosantos non è soltanto una prova da indagine: è un innesco che porta alla luce ambizioni nascoste</strong>, paure sepolte, alleanze segrete. Il gruppo di amici si scopre esposto, vulnerabile di fronte a un potere che può reagire, screditare, minacciare. Le informazioni diventano moneta di scambio, strumento di pressione. Chi ha accesso a determinati segreti può usarli per colpire avversari, proteggere interessi, condizionare comportamenti. In questo scenario, proteggere una persona cara può significare esporsi in prima persona oppure mettere in pericolo i propri familiari.<br><br><strong>Nel cast completano il quadro</strong> María Elisa Camargo nei panni di Pamela Dosantos, Natalia Coronado come Jimena, Diego Sandoval che interpreta Nicolás, Mariané Cartas nel ruolo di Viridiana e Peter Theis come Jefferson. Ognuno di questi personaggi porta con sé una prospettiva diversa sul caso, contribuendo a costruire un mosaico dove nessuno è del tutto innocente e nessuno è completamente colpevole.<br><br><strong>La produzione si è svolta interamente in Messico</strong>, con ambientazione narrativa a Città del Messico. Tuttavia, al momento del debutto su Netflix non erano disponibili informazioni dettagliate sulle singole location utilizzate, sugli edifici specifici o sui quartieri coinvolti nelle riprese. L'atmosfera urbana, caotica e stratificata della capitale messicana permea comunque ogni scena, rendendo la città stessa un personaggio silenzioso ma presente.<br><br>In un panorama televisivo affollato di thriller standardizzati, <strong>Dentro il cerchio prova a distinguersi puntando sull'autenticità delle relazioni e sulla complessità morale dei suoi personaggi.</strong> Non è solo un whodunit, non è solo un political drama. È un racconto su quanto sia fragile la certezza di conoscere davvero le persone che amiamo, e su quanto sia pericoloso scoprire che avevamo torto.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/charity-event-alla-festa-del-cinema-di-roma--serata-a-sostegno-dei-diritti-delle-donne-afgane</guid>
      <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 17:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Charity Event alla Festa del Cinema di Roma: serata a sostegno dei diritti delle donne afgane]]></title>
      <description><![CDATA[Charity event in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, sostiene WeWorld per i diritti delle donne afgane]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/charity-event-alla-festa-del-cinema-di-roma--serata-a-sostegno-dei-diritti-delle-donne-afgane.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><meta charset="UTF-8">
<title>Charity Event 2026 alla Festa del Cinema di Roma: il 19 ottobre premi Sala Grande e raccolta fondi WeWorld per le donne afghane</title>
<meta name="description" content="Charity Event XVI edizione il 19 ottobre 2026 a Roma, in collaborazione con la Festa del Cinema: premi a Bille August, Franco Nero e Ricky Memphis, raccolta fondi WeWorld per le donne afghane.">
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    { "@type": "Person", "name": "Stefania Rocca" },
    { "@type": "Person", "name": "Nicolas Maupas" }
  ]
}
</script>



<p><span style="color: inherit; font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, sans-serif; font-size: 30px;">Charity Event 2026: XVI edizione, quando e dove si svolge a Roma</span></p>
<p>Ritorna anche quest'anno il <strong>Charity Event</strong>, giunto alla sua XVI edizione con la direzione organizzativa di Agnus Dei di Tiziana Rocca, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma e con Sala Grande, la testata dedicata al cinema e alla serialità diretta da Flavio Natalia. La serata si terrà lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 20:30 presso Allegrío, in Via Veneto 114 a Roma.</p>

<p>Madrina dell'iniziativa sarà l'attrice Christiane Filangieri (le serie tv <strong>Mina Settembre</strong>, <strong>Un professore</strong>) che prenderà parte alla serata dedicata al sostegno dei diritti delle donne e delle ragazze afghane. Sarà un momento di approfondimento e riflessione a sostegno della raccolta fondi di WeWorld, finalizzata a finanziare le sue attività e i suoi progetti.</p>

<h2>Charity Event 2026: i premi Sala Grande a Bille August, Franco Nero, Carolina Crescentini e Susanna Nicchiarelli</h2>
<p>Alla presenza di Dina Taddia, Direttrice Generale di WeWorld, saranno consegnati dei premi simbolici ad alcune personalità che si sono contraddistinte per le azioni di solidarietà: tra questi, il Premio WeWorld sarà consegnato all'attore Ricky Memphis (<strong>I Cesaroni - Il ritorno</strong>, <strong>Prendiamoci una pausa</strong>).</p>

<p>Nel corso della serata si terrà inoltre una lotteria di beneficenza a favore di WeWorld, resa possibile dalla generosità dei brand che hanno donato i premi, e sarà consegnato il Premio Sala Grande a Susanna Nicchiarelli, regista di film come <strong>Nico, 1988</strong>, <strong>Chiara</strong> e <strong>Giorni felici</strong>, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e tratto dall'omonimo fumetto di ZUZU. Il Corinthia Hotel regalerà l'ospitalità di una notte al vincitore della lotteria.</p>

<p><strong>Bille August</strong> riceverà il Premio Sala Grande: il regista danese ha vinto l'Oscar nel 1988 con <strong>Pelle alla conquista del mondo</strong>, interpretato da Max von Sydow, e la Palma d'Oro a Cannes per <strong>Con le migliori intenzioni</strong>. Ha diretto di recente <strong>Ehrengard - L'arte della seduzione</strong> e la serie tv <strong>Il conte di Montecristo</strong>.</p>

<p><strong>Carolina Crescentini</strong> riceverà il Premio Sala Grande: l'attrice (<strong>Le cose non dette</strong>, la serie tv <strong>Maschi veri</strong>) è figura di spicco nel panorama audiovisivo, e sa spaziare dal cinema al teatro fino alle serie tv.</p>

<p>Il premio alla carriera Sala Grande sarà attribuito a <strong>Franco Nero</strong>: l'attore — che nel 2026 ha ottenuto la stella sulla Walk of Fame — ha lavorato di recente in <strong>Milarepa</strong> e ha diretto <strong>L'uomo che disegnò Dio</strong>. Il premio Sala Grande sarà attribuito anche a <strong>Stefania Rocca</strong> (il film <strong>La primavera della mia vita</strong>, la serie tv <strong>Vita da Carlo</strong>) e a <strong>Nicolas Maupas</strong> (il film <strong>Alla festa della rivoluzione</strong>, la serie tv <strong>Call My Agent - Italia</strong>).</p>

<h2>WeWorld in Afghanistan: l'impegno per le donne e le ragazze afghane</h2>
<p>WeWorld, un'organizzazione non governativa (ONG) italiana indipendente che lavora da oltre 50 anni per difendere i diritti di donne e bambini e combattere le disuguaglianze in Italia e in molti altri Paesi del mondo, è presente in Afghanistan dal 2022 e porta avanti interventi rivolti alle comunità più vulnerabili, con particolare attenzione alle famiglie con donne capofamiglia, ai bambini e alle ragazze. In un solo anno l'organizzazione ha raggiunto oltre 32.000 persone, l'81% delle quali donne e bambini, attraverso programmi di assistenza, accesso all'acqua e ai servizi essenziali, sostegno ai mezzi di sussistenza, formazione professionale ed empowerment economico femminile. Tra le priorità di intervento c'è anche la necessità di garantire a bambini e bambine colpiti dalla crisi un accesso sicuro, inclusivo e continuativo all'istruzione, rafforzandone al contempo protezione e benessere.</p>

<p>Particolarmente drammatica è la condizione delle donne e delle ragazze afghane. Dal ritorno al potere dei Talebani nel 2021, le restrizioni ai loro diritti e alle loro libertà si sono progressivamente intensificate: alle ragazze è vietato l'accesso all'istruzione secondaria e universitaria, mentre le donne devono affrontare fortissime limitazioni nell'accesso al lavoro, nella libertà di movimento e nella partecipazione alla vita pubblica. In questo scenario, WeWorld interviene attraverso progetti rivolti alle comunità più vulnerabili e, in particolare, alle famiglie con donne capofamiglia e alle ragazze. WeWorld è impegnata in Italia e nel mondo, con le persone, dai margini al centro, perché vengano riconosciuti e soddisfatti i diritti fondamentali di tutte le persone, in particolare donne, bambine e bambini, contrastando povertà e ingiustizia e promuovendo uno sviluppo sostenibile e duraturo.</p>

<p>«Sala Grande è nata per raccontare il cinema e la serialità in tempo reale, ma anche per stare dentro le storie che contano», dichiara Flavio Natalia, direttore di Sala Grande.</p>

<h2>Charity Event 2026: gli ospiti della serata e i patrocini</h2>
<p>L'iniziativa del Charity Event, ideata con la direzione organizzativa di Tiziana Rocca, è realizzata con il patrocinio della Regione Lazio, in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma e Sala Grande, con Allegrío Charity Partner dell'evento.</p>

<p>Gli ospiti della serata saranno Eleonora Daniele, Sveva Alviti, Alessio Boni, Serena Bortone, Monica Germani, Chantal Sciuto, Myrta Merlino, Milena Miconi, Michela Quattrociocche e Matteo Sartori, atleta olimpico della Nazionale Italiana di canottaggio.</p>

<h2>Charity Event 2026: i ringraziamenti ad Allegrío, ai partner e a Vialina Lemann</h2>
<p>Un ringraziamento speciale va ad Allegrío, che ha accolto con entusiasmo il progetto mettendo a disposizione i propri spazi in Via Veneto e offrendo agli ospiti la cena della serata, a sostegno della causa di WeWorld. Un ringraziamento va anche ai partner, Bortolomiol — bollicina ufficiale della serata — e Hogan, Fay, Cotril, Elena Mirò, Festina, Montegrappa, Campo Marzio, Moncler, La Truccheria Cherie, Crystal Couture, Antonio Riva, Guess, Pianegonda, Elisabetta Franchi, Boccadamo, Bibanesi, Pignatelli, Studio Sciuto, Nutrizione Meta Clinic, Corinthia Roma.</p>

<p>Un ringraziamento va alla modella Vialina Lemann, per la donazione a favore di WeWorld: nata in Uzbekistan, è una figura simbolo di una nuova generazione di donne che unisce forza, eleganza e determinazione. Ex ginnasta ritmica, ha iniziato la sua carriera nella moda in Kazakhstan prima di affermarsi sulle passerelle internazionali tra Milano, Parigi e Cannes. Fiera delle proprie origini e riconosciuta per la sua autenticità, è diventata un'icona di femminilità consapevole e inclusiva.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/charity-event-alla-festa-del-cinema-di-roma--serata-a-sostegno-dei-diritti-delle-donne-afgane</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/monica-bellucci-guida-la-moda-italiana-con-questa-borsa-che-non-puoi-perderti--il-look-da-star-team</guid>
      <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 13:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Monica Bellucci guida la moda italiana con questa borsa che non puoi perderti: il look da star]]></title>
      <description><![CDATA[Monica Bellucci a Milano Fashion Week: il look total black con maxi borsa Fendi Peekaboo a frange.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Monica-Bellucci-in-Matrix.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>C'è qualcosa di magnetico nel modo in cui Monica Bellucci attraversa Milano durante la Fashion Week</strong>. Non è solo la presenza scenica, quella capacità innata di trasformare una semplice uscita dall'hotel in un momento degno di nota. È la consapevolezza stilistica con cui orchestra ogni dettaglio, dimostrando che l'eleganza non ha età e che la sensualità può essere sussurrata anziché urlata.<br><br>Per assistere alla sfilata Fendi Primavera-Estate 2027, <strong>l'attrice ha scelto un total black in seta che rappresenta una vera e propria lezione di stile contemporaneo</strong>. L'outfit si compone di una camicia oversize morbida in raso di seta, lasciata sblusata con uno scollo generoso, abbinata a una gonna fluida che si muove leggera a ogni passo. Ma è nei dettagli che si nasconde il vero genio della composizione.<br><br><strong>L'orlo in pizzo nero sul fondo della gonna svela con discrezione</strong>, a ogni movimento, un paio di stivaletti a punta in camoscio con tacco stiletto. È questo gioco di rivelazioni calibrate, di trasparenze che lasciano intuire senza mostrare tutto, a rendere l'insieme così sofisticato. <strong>La morbidezza del raso abbraccia la silhouette senza segnarla</strong>, senza costringere, dimostrando quanto un capo fluido sappia valorizzare la figura meglio di qualsiasi struttura rigida.<br><br>Se il completo gioca sulla fluidità dei volumi, sono gli accessori a dare carattere e personalità al look. Monica Bellucci ha infatti scelto <strong>una versione maxi dell'iconica Fendi Peekaboo in pelle granata nera</strong>, impreziosita da lunghissime frange laterali che aggiungono ritmo e movimento a ogni passo. Dopo stagioni dominate dalle micro bag e dai formati mini, la maxi borsa torna prepotentemente a prendersi la scena, soprattutto durante il fashion month dove street style e front row ne hanno decretato il nuovo status di icona.<br><br><strong>Fendi, del resto, ha fatto dell'accessorio uno dei punti centrali della propria estetica</strong>: già nella collezione Autunno Inverno 2026-2027 le borse erano protagoniste assolute, declinate tra Baguette rivisitate, tote e modelli in pelle caratterizzati proprio dalle frange. La My Peekaboo scelta da Monica Bellucci cattura immediatamente l'attenzione grazie a questo dettaglio distintivo: le lunghe frange laterali si muovono dinamicamente e trasformano un modello nero, apparentemente semplice, in un vero accessorio statement. La dimostrazione perfetta di come oggi sia proprio la borsa a poter definire l'intero look.<br><br><strong>A completare l'immagine da diva contemporanea, un paio di occhiali da sole cat-eye scuri</strong>, dettaglio passe-partout che trasforma un look da evento in una dichiarazione di stile metropolitano impeccabile. Il beauty look resta fedele alla firma dell'attrice: chioma castano caldo lasciata cadere morbida, la classica frangia a tendina che incornicia lo sguardo e un trucco essenziale basato su sfumature nude naturali.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/monica-bellucci-guida-la-moda-italiana-con-questa-borsa-che-non-puoi-perderti--il-look-da-star-team</link>
    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/ben-affleck-nel-thriller-netflix-che-tutti-stanno-guardando--un-indagine-e-un-mistero-familiare-team</guid>
      <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 13:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Ben Affleck nel thriller Netflix che tutti stanno guardando: un&#039;indagine e un mistero familiare]]></title>
      <description><![CDATA[Animals, il nuovo thriller di Ben Affleck su Netflix: un padre candidato a sindaco ha 24 ore per salvare il figlio.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Una-scena-di-Animals.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Ben Affleck torna dietro la macchina da presa per la settima volta e lo fa con Animals</strong>, un thriller che mescola crime e dramma familiare in una miscela esplosiva. <strong>Disponibile in streaming su Netflix</strong> dal 9 ottobre, il film vede l'attore e regista statunitense vestire i panni del protagonista, affiancato da un cast di prim'ordine che include Kerry Washington, Gillian Anderson e Steven Yeun.<br><br><strong>La storia ruota attorno a Mark Kimball</strong>, candidato indipendente a sindaco di Los Angeles che si trova a quattro giorni dalle elezioni quando la sua vita viene sconvolta da un evento traumatico. Nella notte di Halloween, <strong>suo figlio Denny viene rapito. La richiesta di riscatto è chiara e spietata</strong>: sette milioni di dollari entro 24 ore. Il problema è che Mark e sua moglie Abigail, una psicoterapeuta frustrata dal matrimonio, non dispongono di quella somma. Ogni risorsa economica della famiglia è stata divorata dalla costosa campagna elettorale, lasciandoli in una posizione impossibile.<br><br>Chiamare la polizia significherebbe rovinare la carriera politica di Mark proprio sul più bello. Così i due genitori si trovano costretti a rivolgersi a Dayle Burton, interpretata da Gillian Anderson, una misteriosa "risolutrice di problemi" che arriva nella loro villa e prende immediatamente il comando della situazione. La sua prima regola è semplice ma devastante: <strong>per salvare il bambino, deve sapere tutto. Nessun segreto, nessuna menzogna, nessuna zona d'ombra.</strong><br><br>Ed è proprio qui che <strong>Animals smonta pezzo per pezzo la facciata perfetta di una famiglia apparentemente impeccabile</strong>. Mark e Abigail hanno costruito la loro vita pubblica sulla capacità di mostrare agli altri la versione giusta di se stessi, quella lucida e presentabile che piace agli elettori e che funziona sui social. Ma quando Dayle comincia a scavare, i segreti emergono uno dopo l'altro come macerie da un edificio crollato. Il rapimento diventa così il catalizzatore che fa esplodere le crepe di un'unione che non reggeva più, trasformando il dramma della scomparsa del bambino in una resa dei conti coniugale senza esclusione di colpi.<br><br><strong>La durata del film, che si mantiene entro le due ore, permette di sviluppare adeguatamente tutti gli snodi narrativi senza disperdere l'attenzione.</strong> Il ritmo è sostenuto ma non frenetico, con momenti di rallentamento funzionali alla costruzione della tensione emotiva. La colonna sonora accompagna senza invadere, sottolineando i momenti chiave senza risultare didascalica.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/ben-affleck-nel-thriller-netflix-che-tutti-stanno-guardando--un-indagine-e-un-mistero-familiare-team</link>
    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/halloween-mystery-fest-2026-a-montelupone--tre-giorni-tra-storia--leggende-e-spettacoli</guid>
      <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Halloween Mystery Fest 2026 a Montelupone: tre giorni tra storia, leggende e spettacoli]]></title>
      <description><![CDATA[Halloween Mystery Fest 2026 a Montelupone: dal 30 ottobre al 1° novembre, escape room, spettacoli e leggende]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/halloween-mystery-fest-2026-a-montelupone--tre-giorni-tra-storia--leggende-e-spettacoli.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><article>
  <p><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Dopo aver accolto oltre 10.000 visitatori nelle ultime tre edizioni, torna l’</span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Halloween Mystery Fest</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, in programma dal </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">30 ottobre al 1° novembre 2026</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;"> nel centro storico di Montelupone, in provincia di Macerata. L’evento propone un Halloween ispirato alla storia e alle leggende, con cinque esperienze immersive tra spettacoli teatrali, percorsi itineranti e un’escape room ambientata in una location storica.</span></p>

  <p>Le iniziative sono pensate per diverse fasce d’età, con attività dedicate a famiglie, bambini e appassionati di mistero. L’ingresso al festival è gratuito, mentre gli spettacoli e le esperienze sono a pagamento.</p>

  <p>Informazioni e biglietti sono disponibili sul sito ufficiale: storieeleggende.com.</p>

  <h2>Halloween Mystery Fest: il primo Halloween storico in Italia</h2>

  <p>Negli ultimi anni Halloween è diventato un appuntamento sempre più celebrato anche in Italia, tra costumi, decorazioni ed eventi a tema. La ricorrenza, legata alla vigilia di Ognissanti, si inserisce in una tradizione che intreccia antiche celebrazioni, spiritualità e credenze popolari, in prossimità delle commemorazioni del 1° e del 2 novembre.</p>

  <p>L’Halloween Mystery Fest invita a vivere queste giornate attraverso esperienze che combinano storia, folklore, avventura e atmosfere inquietanti. Il borgo medievale di Montelupone si trasforma così in uno scenario di spettacoli, giochi interattivi e racconti misteriosi, con proposte per chi ama il brivido e per chi preferisce attività più adatte ai bambini.</p>

  <p>L’iniziativa nasce da un’idea di <strong>Leonardo Bedini</strong>, originario di Montelupone, che ha unito la passione per la storia locale, i miti e le leggende alla propria esperienza di attore comico e cantastorie. Bedini ha ideato i Mystery Tour del borgo, diventati nel tempo un’attrazione per visitatori italiani e internazionali alla ricerca di esperienze particolari.</p>

  <p>Il festival rappresenta l’evoluzione del progetto, realizzato attraverso l’associazione Storie e Leggende, fondata da Bedini, insieme alla Pro Loco di Montelupone e con il patrocinio del Comune di Montelupone, della Provincia di Macerata, di Confcommercio Macerata e di Fondazione Marche Cultura.</p>

  <h2>Creature Marchigiane Fantastiche… e Dove Trovarle</h2>

  <p><strong>Dove:</strong> Teatro di Montelupone</p>
  <p><strong>Durata:</strong> circa un’ora</p>
  <p><strong>Biglietti:</strong> intero 10 euro; ridotto 8 euro per i bambini sotto gli 11 anni</p>
  <p><strong>Orari:</strong></p>
  <ul>
    <li>Venerdì 30 ottobre: ore 18:30</li>
    <li>Sabato 31 ottobre: ore 16:30 e 18:30</li>
    <li>Domenica 1° novembre: ore 14:30, 16:30 e 18:30</li>
  </ul>

  <p>Lo spettacolo è dedicato soprattutto a bambini e famiglie. Il Teatro di Montelupone diventa la sede di un’immaginaria scuola di storie e leggende marchigiane, popolata da professori eccentrici, creature leggendarie, mostri nascosti nei fondali marini e luoghi familiari che rivelano aspetti inattesi.</p>

  <p>L’esperienza è consigliata dai 5 anni in su e richiede la presenza di un adulto accompagnatore per i bambini.</p>

  <h2>La Cantina del Matto: la nuova escape room del 2026</h2>

  <p><strong>La Cantina del Matto</strong> è la novità dell’edizione 2026: un’escape room ambientata in una location storica e ispirata a una storia realmente avvenuta nelle stanze in cui si svolge il gioco. L’esperienza è disponibile in italiano e in inglese.</p>

  <p><strong>Durata:</strong> un’ora</p>
  <p><strong>Biglietti:</strong> intero 25 euro; ridotto 20 euro per i bambini sotto gli 11 anni</p>
  <p><strong>Orari:</strong></p>
  <ul>
    <li>Venerdì 30 ottobre: ore 15:30, 17:00, 18:30, 20:00, 21:30, 23:00, 00:30 e 02:00</li>
    <li>Sabato 31 ottobre: ore 11:00, 12:30, 14:00, 15:30, 17:00, 18:30, 20:00, 21:30, 23:00, 00:30 e 02:00</li>
    <li>Domenica 1° novembre: ore 11:00, 12:30, 14:00, 15:30, 17:00, 18:30, 20:00, 21:30 e 23:00</li>
  </ul>

  <p>La storia si svolge nella cantina di un palazzo settecentesco appartenuto a una nobile famiglia decaduta. Al centro del gioco c’è la figura enigmatica di un uomo soprannominato il Matto, il cui fantasma, secondo il racconto proposto dall’organizzazione, continuerebbe ad aleggiare negli ambienti.</p>

  <p>I partecipanti dovranno risolvere enigmi utilizzando oggetti appartenuti al personaggio e affrontare un percorso in cui la narrazione si intreccia con gli spazi storici. «La sua storia è vera, il suo fantasma aleggia davvero in queste sale», racconta Leonardo Bedini, presentando un’esperienza che promette di coinvolgere direttamente i partecipanti.</p>

  <h2>L’Oscura Vera Storia del Borgo: il Mystery Tour in versione speciale</h2>

  <p><strong>Durata:</strong> circa due ore</p>
  <p><strong>Biglietti:</strong> intero 18 euro; ridotto 14 euro per i bambini sotto gli 11 anni</p>
  <p><strong>Orari:</strong></p>
  <ul>
    <li>Venerdì 30 ottobre: ore 17:30, 20:00 e 22:30</li>
    <li>Sabato 31 ottobre: ore 17:30, 20:00 e 22:30</li>
    <li>Domenica 1° novembre: ore 15:00 e 17:30</li>
  </ul>

  <p><strong>L’Oscura Vera Storia del Borgo</strong> porta il Mystery Tour di Montelupone in una versione ampliata e spettacolare. Una guida-cantastorie accompagna il pubblico tra vicoli e mura medievali, raccontando storie di fantasmi, streghe, duelli, mostri e vicende nascoste del paese.</p>

  <p>Il percorso comprende videoproiezioni, momenti interattivi e attori, con un finale ambientato nelle grotte settecentesche, dove i partecipanti saranno accompagnati nell’oscurità. «Non fatevi raccontare la storia… vivetela!», è l’invito di Leonardo Bedini.</p>

  <h2>Uno Squarcio nel Tempo: un viaggio tra storia e leggenda</h2>

  <p><strong>Dove:</strong> Parco Franchi, Montelupone</p>
  <p><strong>Durata:</strong> circa un’ora</p>
  <p><strong>Biglietti:</strong> intero 12 euro; ridotto 10 euro per i bambini sotto gli 11 anni</p>
  <p><strong>Orari:</strong></p>
  <ul>
    <li>Venerdì 30 ottobre: ore 18:30, 20:30 e 22:00</li>
    <li>Sabato 31 ottobre: ore 18:30, 20:30 e 22:00</li>
    <li>Domenica 1° novembre: ore 16:30 e 18:30</li>
  </ul>

  <p><strong>Uno Squarcio nel Tempo</strong> parte da un avvenimento rimasto nascosto per secoli e recentemente riscoperto a Montelupone. Un personaggio misterioso guiderà il pubblico in un viaggio tra epoche e mondi paralleli, con attori in costume e riferimenti che collegano la storia locale alle vicende di regni e civiltà.</p>

  <p>Lo spettacolo trasforma il borgo in un punto di partenza per esplorare i legami tra memoria, storia e leggenda, attraverso un racconto teatrale itinerante.</p>

  <h2>I Segreti dell’Abbazia: lo spettacolo teatrale</h2>

  <p><strong>Dove:</strong> Teatro di Montelupone</p>
  <p><strong>Durata:</strong> circa un’ora</p>
  <p><strong>Biglietti:</strong> intero 10 euro; ridotto 8 euro per i bambini sotto gli 11 anni</p>
  <p><strong>Orari:</strong> venerdì 30, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, alle ore 21:15.</p>

  <p><strong>I Segreti dell’Abbazia</strong> propone un viaggio teatrale attraverso tremila anni di vicende, tra pagani, religiosi, nobili e contadini. Il racconto esplora il confine tra luce e tenebra, alternando storia, atmosfere inquietanti e momenti di divertimento.</p>

  <p>Il pubblico diventa parte di uno spettacolo che ruota intorno agli spettatori, trasformando il teatro in una porta simbolica verso epoche diverse e personaggi alle prese con segreti e contraddizioni.</p>

  <h2>Halloween Mystery Fest 2026: attività per tutta la famiglia</h2>

  <p>Accanto alle cinque esperienze principali, il festival propone altre attività a tema Halloween, pensate per coinvolgere visitatori di tutte le età.</p>

  <ul>
    <li><strong>Zona Kids:</strong> uno spazio per i più piccoli con gonfiabili, dolcetti e truccabimbi.</li>
    <li><strong>Crazy Clown:</strong> intrattenimento e sorprese a tema.</li>
    <li><strong>Food &amp; drink corner:</strong> proposte gastronomiche, birre e cocktail.</li>
    <li><strong>Cartomante:</strong> lettura delle carte per chi desidera scoprire cosa riserva il futuro.</li>
    <li><strong>Halloween Makeup:</strong> uno spazio dedicato al trucco a tema.</li>
  </ul>

  <p><br></p>
</article>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/halloween-mystery-fest-2026-a-montelupone--tre-giorni-tra-storia--leggende-e-spettacoli</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/the-madmen-coach--il-film-proiettato-in-occasione-della-giornata-mondiale-della-salute-mentale</guid>
      <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 14:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[The Madmen Coach, il film proiettato in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale]]></title>
      <description><![CDATA[The Madmen Coach di Carlo Liberatore racconta come il calcio promuova inclusione e salute mentale in Senegal]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/THE-MADMEN-COACH_MOVIE-POSTER_SOCIAL.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">The Madmen Coach</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, documentario diretto da Carlo Liberatore, sarà proiettato il 16 ottobre 2026 in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. L'appuntamento è alle ore 17.30 presso l'Auditorium di Palazzo Sirena, a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. L'evento è organizzato da COSMA – Coordinamento Salute Mentale Abruzzo, in collaborazione con il Comune di Francavilla al Mare.</span></p>

<p>All'incontro saranno presenti il regista Carlo Liberatore, Valerio Di Tommaso, presidente di 8MOON ed ECOS ETS, organizzazioni produttrici del film, e Santo Rullo, medico psichiatra e co-sceneggiatore. La moderazione sarà affidata al giornalista Paolo Di Vincenzo.</p>

<p>Il documentario ha ottenuto riconoscimenti e selezioni in festival italiani e internazionali, tra cui una menzione speciale all'80ª edizione dei Nastri d'Argento nella categoria Cinema del Reale.</p>

<h2>The Madmen Coach: la trama del documentario</h2>

<p>Il film racconta la storia di Malik Biteye, allenatore senegalese che utilizza il calcio come strumento di inclusione e riscatto per persone con disturbi psichiatrici nella periferia di Dakar. Al centro della narrazione c'è l'esperienza che ha portato alla formazione della prima squadra di calcio senegalese composta da ragazzi con problemi di salute mentale.</p>

<p>L'opera affronta temi come lo stigma, la discriminazione e la carenza di servizi dedicati alla salute mentale in Africa, soffermandosi sul ruolo dello sport nei percorsi di inclusione sociale. In un contesto in cui i disturbi psichici vengono talvolta interpretati come forme di possessione e affidati ai guaritori, Biteye sceglie il campo da calcio come luogo di incontro, partecipazione e riscatto.</p>

<p>«In Senegal il calcio ha la forza di un rito collettivo, quasi religioso, e dentro questo innesco creativo c'era un film», afferma Liberatore.</p>

<h2>Carlo Liberatore e il racconto della salute mentale in Senegal</h2>

<p>Con <strong>The Madmen Coach</strong>, Carlo Liberatore propone uno sguardo sulle persone che convivono con disturbi mentali, cercando di raccontarne le esperienze senza ridurle a stereotipi. Per realizzare il progetto, il regista si è recato in Senegal, promuovendo una collaborazione tra l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e l'Istituto Italiano di Cultura di Dakar.</p>

<p>La sfida più complessa, come spiega lo stesso Liberatore, è stata trovare la giusta distanza tra osservazione e interpretazione.</p>

<blockquote>
<p>«Restare al mio posto. Raccontare l'Africa da europeo comporta sempre il rischio di guardare con occhi che spiegano, che addomesticano, che trasformano gli altri in un esempio da mostrare. Ho cercato di stare dentro la specificità di Dakar e delle sue periferie, dove si parla wolof e i problemi di salute mentale vengono letti come possessione, senza tradurla per uno sguardo occidentale».</p>
</blockquote>

<p>Il risultato è una narrazione costruita attraverso relazioni, fiducia e condivisione. La produzione non si è limitata a documentare la squadra, ma ne ha sostenuto concretamente le attività, contribuendo al finanziamento degli allenatori, delle trasferte e dei progetti di inclusione.</p>

<p>«I ragazzi sapevano che non eravamo lì per prendere qualcosa e andarcene. Le famiglie sono entrate nel film con le loro convinzioni, comprese le preghiere e il ricorso ai guaritori», racconta il regista.</p>

<p>Il documentario mostra così persone che si trovano tra mondi differenti, spesso senza ricevere cure adeguate né essere pienamente comprese. Il calcio diventa il linguaggio attraverso cui rendere visibili esperienze che rischiano di rimanere ai margini.</p>

<blockquote>
<p>«Se dovessi indicare un'immagine, sceglierei i ragazzi raccolti in preghiera prima di scendere in campo. In quel gesto ci sono la fede, la paura, il desiderio di essere all'altezza. Lì ho capito che giocare, per loro, non era una terapia nel senso clinico del termine. Era un modo di esistere davanti agli altri».</p>
</blockquote>

<h2>Il ruolo dello sport nei percorsi di inclusione</h2>

<p>Per Valerio Di Tommaso, presidente di 8MOON ed ECOS ETS, il cinema può contribuire a dare visibilità alle iniziative del Terzo Settore e ad amplificarne l'impatto sociale.</p>

<blockquote>
<p>«Per le organizzazioni del Terzo Settore, il cinema rappresenta uno strumento importante per amplificare l'impatto sociale dei progetti. Permette di raccontare esperienze concrete, raggiungere un pubblico più ampio e contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica su temi di interesse generale. Con The Madmen Coach vogliamo portare all'attenzione del pubblico il tema della salute mentale, raccontando una storia in cui lo sport diventa uno strumento di inclusione e cambiamento sociale».</p>
</blockquote>

<p>Anche Santo Rullo, medico psichiatra e co-sceneggiatore del documentario, sottolinea il valore dello sport nei percorsi di cura e riabilitazione.</p>

<blockquote>
<p>«Il calcio e lo sport in generale rappresentano interventi determinanti per la salute mentale, perché agiscono contemporaneamente sulla dimensione biologica, psicologica e sociale della persona. Favoriscono le relazioni, contrastano l'isolamento e contribuiscono ai percorsi terapeutici e riabilitativi. Lo sport non è soltanto attività fisica, ma anche uno strumento di inclusione, partecipazione e recupero dell'autonomia».</p>
</blockquote>

<h2>The Madmen Coach: premi e selezioni internazionali</h2>

<p><strong>The Madmen Coach</strong> ha ottenuto ventuno riconoscimenti e oltre cinquanta selezioni in festival italiani e internazionali. Tra i risultati più significativi figura la menzione speciale ai Nastri d'Argento nella categoria Cinema del Reale.</p>

<p>Il documentario ha inoltre vinto il premio per il Miglior Film al GO MENTAL! International Film Festival di Berlino e il Gold Prize nella sezione Documentary Feature del Social Justice Film Festival 2026 di Seattle, dove era in competizione con circa 450 film provenienti da tutto il mondo.</p>

<p>Tra gli altri riconoscimenti figurano il Premio della Critica al Terni Film Festival e, più recentemente, il premio come Miglior Film di categoria e il Diversity and Inclusion Award all'Officina Film Festival.</p>

<p>L'opera è stata selezionata anche per l'Ischia Film Festival, l'Act Now Film Festival e l'International Sports Film Festival. Nell'ottobre 2026 è stata inoltre presentata al Cinemino di Milano in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.</p>

<p>Un ulteriore appuntamento internazionale è previsto dal 14 al 18 novembre 2026: il documentario è stato selezionato per Docs for Sale, il mercato internazionale dedicato al documentario organizzato nell'ambito dell'IDFA – International Documentary Film Festival Amsterdam.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/the-madmen-coach--il-film-proiettato-in-occasione-della-giornata-mondiale-della-salute-mentale</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/arisa-guida-il-look-dell-autunno-2026--quello-stivaletto-nero-che-non-costa-troppo-team</guid>
      <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 13:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Arisa guida il look dell&#039;autunno 2026: quello stivaletto nero che non costa troppo]]></title>
      <description><![CDATA[Arisa è ancora una volta icona di stile con questo stivaletto nero per l&#039;autunno 2026.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Arisa-a-Sanremo.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []">Nel panorama dello spettacolo italiano, <strong>poche artiste hanno saputo reinventarsi con la stessa dirompente libertà di Arisa</strong>. Quella ragazza timida che nel 2009 conquistò Sanremo nella categoria Nuove Proposte, con i suoi occhiali spessi e un'allure sorprendentemente rétro, ha lasciato il posto a una donna consapevole, che usa immagine e stile come estensione della propria voce: potente, profonda, ricca di sfumature. L'ultima testimonianza di questa metamorfosi arriva direttamente<strong> dal suo profilo Instagram, dove la cantante lucana si mostra sul palco in un look</strong> che merita di essere<strong> studiato nei minimi dettagli.</strong><br><br><strong>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera rinascita per Arisa</strong>, un percorso che l'ha portata a esplorare una femminilità sempre più fiera e affascinante, senza mai scivolare nella volgarità. L'ultimo scatto, accompagnato da una riflessione sull'ambizione di vivere la propria vita senza condizionamenti, ne è la conferma puntuale. Al centro della scena troviamo una mise che reinterpreta il concetto di seduzione attraverso una formula tanto criticata quanto irresistibile: il nude look.<br><br><strong>Il total black diventa lo strumento perfetto per incantare con il giusto tocco di mistero</strong>. A fare gran parte del lavoro è il tessuto sheer che caratterizza l'abito lungo, con una sensuale schiena scoperta. Le velature avvolgono la silhouette svelando e nascondendo con sofisticata discrezione, restituendo una dinamica che cattura lo sguardo senza mai risultare eccessiva. È questo gioco del vedo-non-vedo, orchestrato con la giusta dose di carattere, a trasformarsi nel più sofisticato dei manifesti di classe.<br><br>Ma attenzione: la vera lezione di stile arriva dal basso. <strong>A bilanciare la leggerezza eterea</strong> della parte superiore dell'outfit intervengono <strong>le scarpe</strong>, e che scarpe. Niente tacchi vertiginosi, niente sandali gioiello, ma <strong>uno stivale al ginocchio in pelle nera che, audace e dall'anima innegabilmente rock</strong>, aggiunge il giusto quantitativo di grinta al tutto. Gli stivali scelti da Arisa presentano un tacco basso e sottile, una punta affusolata che slancia ulteriormente la linea, e un gambale che aderisce al polpaccio seguendo la gamba senza risultare troppo rigido.<br><br><strong>Ed è proprio questo il trend da tenere d'occhio per l'autunno 2026.</strong> Gli stivali alti sono ufficialmente tornati, e questa stagione sembrano essere ancora più cool rispetto alle precedenti. Il merito va alla loro capacità di trasformare la silhouette grazie al gambale alto, che slancia la figura, e a quel tacco che aggiunge centimetri e quel senso di eleganza capace di rendere qualsiasi look più audace. La pelle nera li trasforma poi in un vero passepartout da avere nella scarpiera, un investimento che ripagherà outfit dopo outfit.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/su-netflix-trovi-josh-hartnett-nel-thriller-horror-ispirato-da-una-inquietante-storia-vera-team</guid>
      <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Su Netflix trovi Josh Hartnett nel thriller horror ispirato da una inquietante storia vera]]></title>
      <description><![CDATA[Josh Hartnett è su Netflix in questo incredibile horror che si ispira a storie vere.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Below.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []">Ci sono storie che nascono dall'acqua. Non dall'acqua cristallina delle cartoline turistiche, ma da quella grigia, profonda, carica di segreti che le comunità costiere conoscono bene. <strong>Below, la nuova miniserie canadese approdata su Netflix</strong> l'8 ottobre, è esattamente questo tipo di racconto: un <strong>thriller-horror di sei episodi</strong> che <strong>affonda le radici nel folklore dell'isola di Terranova</strong> e nella paura ancestrale del mare come entità indomabile.<br><br>Ideata da Jesse McKeown, sceneggiatore già rodato su produzioni come The Sinner e The Umbrella Academy, Below non è il classico monster show dove la creatura rappresenta solo uno spavento passeggero. Qui il mostro è un sintomo, il catalizzatore di qualcosa di più complesso: la disgregazione di un tessuto sociale,<strong> l'arrivo del cambiamento climatico nelle zone più remote, la nostalgia per un mondo che sta scomparendo sotto i nostri occhi.</strong><br><br><strong>La trama ruota attorno a Calvin Penney, pescatore dalla vita grama interpretato da Josh Hartnett</strong>. Calvin vive a Snook's Arm, una piccola cittadina di Terranova, insieme ai suoi tre figli. È vedovo, segnato dalla perdita recente del padre in circostanze mai chiarite, e si arrangia vendendo blocchi di ghiaccio. Una vita ai margini, insomma, dove ogni giorno somiglia al precedente. Finché un blocco di ghiaccio contaminato non innesca una serie di eventi inquietanti: il figlio Wade sviluppa sintomi preoccupanti, la comunità si allerta, vecchie leggende locali tornano a circolare nei bar e sulle banchine.<br><br><strong>Calvin si allea con la dottoressa Fonda Howander, una biologa marina interpretata da Mackenzie Davis</strong>, reduce dal thriller Speak No Evil. Insieme iniziano a indagare su cosa stia accadendo nelle acque circostanti. E quello che emerge non è solo una minaccia biologica, ma anche un groviglio di segreti sepolti, rivalità familiari, rancori mai risolti. <strong>La creatura marina diventa lo specchio delle paure più intime della comunità</strong>: la paura di perdere il proprio modo di vivere, di vedere scomparire tradizioni secolari, di essere dimenticati dal resto del mondo.<br><br><strong>La serie gioca intelligentemente con le leggende locali dell'isola, quel folklore fatto di racconti </strong>tramandati nelle sere d'inverno, di avvistamenti mai confermati, di paure radicate nella cultura marinara. Below non spiega tutto, lascia zone d'ombra, permette al mistero di respirare. E in questo risiede gran parte del suo fascino: non è interessata a dare risposte nette, quanto piuttosto a esplorare come una comunità reagisce di fronte all'ignoto.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
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      <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Dylan Dog Horror Show: le novità sullo spettacolo teatrale]]></title>
      <description><![CDATA[Dylan Dog, la trama, il cast dello spettacolo teatrale]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/dylan-dog-horror-show--le-novita-sullo-spettacolo-teatrale.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><meta charset="UTF-8">
<title>Dylan Dog Horror Show: debutto al Teatro Eliseo di Roma il 28 ottobre per i 40 anni dell'Indagatore dell'Incubo</title>
<meta name="description" content="Dylan Dog Horror Show debutta in anteprima nazionale al Teatro Eliseo di Roma il 28 ottobre. Regia di Valter Malosti, cast, trama, prezzi e biglietti su TicketOne.">
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<h1><span style="color: inherit; font-size: 30px;">Dylan Dog Horror Show: la prima produzione teatrale di Sergio Bonelli Editore</span><br></h1>
<p>Dal 28 ottobre andrà in scena al Teatro Eliseo di Roma <strong>Dylan Dog Horror Show</strong>, di Tiziano Sclavi e Nicola Russo, con regia di Valter Malosti, la prima produzione teatrale Sergio Bonelli Editore, un grande evento che porterà l'universo dell'Indagatore dell'Incubo al debutto teatrale.</p>

<p>Era il 26 settembre del 1986 quando Dylan Dog, creato da Tiziano Sclavi, sbarcò per la prima volta in edicola per Sergio Bonelli Editore con <strong>L'alba dei morti viventi</strong> — scritto da Sclavi, disegnato da Angelo Stano e con la copertina di Claudio Villa — albo d'esordio di una serie che da allora ha raccolto milioni di lettori. In questi quarant'anni Dylan Dog ha attraversato l'orrore senza mai negarlo, scegliendo invece di osservarlo, interrogarlo e raccontarlo. Ed è proprio da questo sguardo che nasce il filo conduttore delle celebrazioni che stanno caratterizzando questi mesi e culmineranno con l'arrivo di Dylan Dog sul palcoscenico.</p>

<h2>Dylan Dog Horror Show: la trama dello spettacolo</h2>
<p>In questo spettacolo inedito, Veronika, affascinante quanto misteriosa cliente, porta a Dylan Dog un nuovo caso. L'Indagatore dell'Incubo, che da sempre affronta enigmi insoliti e inquietanti, orrori di questo e di altri mondi, per risolverlo dovrà percorrere una strada che lo porterà inevitabilmente a fare i conti con i fantasmi del proprio passato. Riemergeranno le figure più importanti della sua vicenda umana: le donne della sua vita (Anna Never, Morgana, Lillie Connolly, Bree Daniels), la sua nemesi, Xabaras e i suoi amici di sempre Groucho, l'Ispettore Bloch e madame Trelkovski.</p>

<h2>Dylan Dog Horror Show: il cast, i performer e la band dal vivo</h2>
<p>Il cast di Dylan Dog Horror Show è composto da Gabriele Graham Gasco nel ruolo di Dylan Dog, Loris Fabiani in quello di Groucho, Marit Nissen nei panni di Veronika, Ida Marinelli nel ruolo di Madame Trelkovski, Danilo Nigrelli interpreterà un demone multipersonalità, Antonino Iuorio nel ruolo dell'Ispettore Bloch, Dario Battaglia nei panni di Xabaras, Camilla Nigro in quelli di Bree Daniels, Beatrice Vecchione nel ruolo di Lillie Connolly, Annamaria Troisi nei panni di Morgana e Sofia Fusciani in quelli di Anna Never.</p>

<p>Calcheranno la scena come performer: Fabio Bergaglio, Antonio Carta, Alessandro Pallecchi, Sofia Celentani Ungaro, Cecilia Francesca Croce, Michele Calcari e Giovanni Fasser.</p>

<p>La parte musicale sarà affidata a un power trio composto da Paolo Spaccamonti alla chitarra, Luca Cavina al basso e Jacopo Battaglia alla batteria.</p>

<p>Per l'occasione il Teatro Eliseo, storico teatro romano, trasformerà il suo foyer in uno spazio esperienziale dedicato all'universo visivo e narrativo dell'Indagatore dell'Incubo.</p>

<h2>Dylan Dog Horror Show: le parole di Valter Malosti, Nicola Russo e Michele Masiero</h2>
<p>Michele Masiero, Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore afferma: «Lavorare a Dylan Dog Horror Show è, dal punto di vista editoriale, un'esperienza davvero speciale: vedere l'universo creato da Tiziano Sclavi che prende via via una forma nuova, senza perdere la sua identità, è un viaggio appassionante. La regia di Valter Malosti e la scrittura di Nicola Russo hanno saputo entrare nel mondo di Dylan con uno sguardo personale, costruendo uno spettacolo che ne attraversa la storia, i personaggi e le ossessioni».</p>

<p>Vincenzo Sarno, Responsabile dell'Ufficio Sviluppo di Sergio Bonelli Editore e Produttore Esecutivo delle produzioni Bonelli Entertainment, ha detto che «portare Dylan Dog a teatro è una sfida assolutamente stimolante dal punto di vista produttivo, perché ci porta a confrontarci con un nuovo linguaggio e con modalità di lavoro molto diverse da quelle delle produzioni cinematografiche e audiovisive. Vederlo arrivare sul palcoscenico del Teatro Eliseo, nel quarantesimo anno di Dylan Dog, è una grande soddisfazione e un passo importante nel percorso di sviluppo di tutti i nuovi progetti Bonelli».</p>

<p>Per Valter Malosti, regista «lo spettacolo immersivo&nbsp; trasforma il palcoscenico in una tavola di fumetto che prende vita e corpo, in una forte dimensione filmica e scultorea. Non una semplice trasposizione teatrale, ma un'installazione d'arte in movimento continuo dove i confini tra performance, concerto e arte visiva si dissolvono — proprio come i confini tra sogno e realtà nei casi dell'Indagatore dell'Incubo. Ho accettato la proposta di portare in scena Dylan Dog con lo stesso spirito con cui ho portato a teatro "Il viaggio di G. Mastorna" di Fellini o "Lazarus", l'opera rock di David Bowie ed Enda Walsh. Per esplorare, aprire varchi, scoprire nuovi mondi, rendere concreto il sogno di un teatro sempre più trasversale e multidisciplinare».</p>

<p>Nicola Russo, drammaturgo ribadisce che «il palcoscenico è il luogo in cui possiamo plasmare il tempo, rivivere il passato, in cui ci è dato di interloquire con i morti, mettere la nostra folle solitudine sotto un riflettore per farci attraversare da paure, incubi e fantasmi».</p>

<p>Per Alessandro Longobardi, Direttore Artistico Teatro Eliseo «con Dylan Dog Horror Show portiamo per la prima volta in teatro un'icona del fumetto italiano che ha formato intere generazioni. Non è un'operazione nostalgia, è teatro horror contemporaneo. Vogliamo che lo spettatore entri in una tavola di Sclavi e ne esca come se avesse appena chiuso l'albo n.1. Paura, ironia e Groucho. Viola Produzioni continua la sua ricerca su nuovi pubblici e nuovi linguaggi per il teatro».</p>

<h2>Dylan Dog 40: i festeggiamenti per i quarant'anni dell'Indagatore dell'Incubo</h2>
<p>I festeggiamenti per i 40 anni di Dylan Dog sono contrassegnati da nuove pubblicazioni e iniziative speciali dedicate al protagonista dal 1986 di un successo editoriale senza tempo e punto di riferimento per generazioni di lettori. Tutti i dettagli sui prossimi appuntamenti saranno svelati via via sul sito della Casa editrice: <strong>DylanDog40.it&nbsp;</strong></p>

<h2>Dylan Dog Horror Show: biglietti, prezzi e informazioni sul Teatro Eliseo</h2>
<p>Teatro Eliseo – Via Nazionale, 183, 00184 Roma.&nbsp;<strong>Prezzi</strong>: da 45 € e 18 €. <strong>Prezzi anteprime speciali (dal 22 ottobre)</strong>: da 25 € e 18 €.</p>

<p>Durante le Anteprime Speciali lo spettacolo potrà essere eccezionalmente interrotto per consentire al regista di apportare le ultime indicazioni artistiche in scena. Un'occasione esclusiva per assistere al processo creativo che precede il debutto ufficiale.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/dylan-dog-horror-show--le-novita-sullo-spettacolo-teatrale</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
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      <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:00:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Movie&amp;Short Festival 2027: aperti i bandi per cortometraggi e arti visive]]></title>
      <description><![CDATA[Movie&amp;Short Festival 2027: aperte le iscrizioni gratuite ai concorsi per cortometraggi e arti visive.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/movie-short-festival-2027--aperti-i-bandi-per-cortometraggi-e-arti-visive-bando-come-partecipare.webp" class="type:primaryImage" /></figure><script type="application/ld+json">
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</script>

<p><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;"><a href="https://www.dailybloid.com/movie-short-festival" target="_blank">Sono aperte le iscrizioni </a>al </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Movie&amp;Short Festival 2027</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, la rassegna internazionale che unisce cinema indipendente, arti visive, tecnologia e nuove forme di espressione artistica. I bandi riguardano due sezioni concorsuali: la </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Movie&amp;Short Competition 2027</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, dedicata ai cortometraggi, e </span><strong style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">Art for the Future 2027</strong><span style="font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px;">, riservata alle arti visive. Entrambe prevedono la partecipazione gratuita.</span></p>

<p>Le candidature e l'invio delle opere avvengono interamente online attraverso il <a href="https://www.dailybloid.com/movie-short-festival">portale ufficiale del Movie&amp;Short Festival</a>, dove sono disponibili i regolamenti completi e i moduli di iscrizione.&nbsp;</p>

<h2>Movie&amp;Short Competition 2027: il concorso internazionale per cortometraggi</h2>

<p>La <strong>Movie&amp;Short Competition 2027</strong> è la sezione principale del festival ed è aperta a cortometraggi a tema libero. Il concorso intende valorizzare la visione d'autore e l'originalità narrativa attraverso il voto del pubblico e i riconoscimenti assegnati da una giuria tecnica composta da professionisti del settore.</p>

<p>La scadenza per l'invio delle opere è fissata al <strong>25 marzo 2027</strong>. La votazione online del pubblico si svolgerà dal <strong>5 aprile al 5 maggio 2027</strong>, mentre la premiazione e l'evento dal vivo sono previsti per maggio 2027. L'iscrizione è gratuita.&nbsp;</p>

<h2>I premi della sezione cortometraggi</h2>

<p>Il <strong>Premio del Pubblico</strong> sarà assegnato al cortometraggio che otterrà il maggior numero di voti online. L'opera vincitrice sarà proiettata durante la serata finale del festival.</p>

<p>La giuria tecnica assegnerà i riconoscimenti per <strong>Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Attrice, Miglior Attore e Miglior Cortometraggio</strong>.</p>

<p>È previsto inoltre il <strong>Premio Mara Da Costa Reis</strong>, dedicato alla memoria della regista. Il riconoscimento intende omaggiare la sua sensibilità artistica, la visione d'autore e l'attenzione per il cinema indipendente e la ricerca audiovisiva.</p>

<h2>Art for the Future 2027: il concorso dedicato alle arti visive</h2>

<p>Il Movie&amp;Short Festival rinnova anche <strong>Art for the Future 2027</strong>, una sezione a tema libero dedicata alle arti visive e alle nuove forme di ricerca concettuale e figurativa. Il concorso si rivolge ad artisti che lavorano con linguaggi e tecniche differenti.</p>

<p>Il bando comprende pittura, disegno, illustrazione, scultura, fotografia, arte digitale, grafica, incisione, collage, media misti, installazioni, arte tessile, ceramica, arti decorative, street art, arte urbana, arte concettuale, land art e performance art.</p>

<p>La scadenza per presentare le opere è il <strong>15 gennaio 2027</strong>. Il pubblico potrà votare online dal <strong>1° febbraio al 15 marzo 2027</strong>. I vincitori saranno annunciati ad aprile 2027 e presentati durante l'evento dal vivo previsto a maggio. Anche per questa sezione la partecipazione è gratuita.</p>

<h2>I premi di Art for the Future 2027</h2>

<p>Il <strong>Premio del Pubblico</strong> sarà assegnato all'opera che riceverà il maggior numero di voti online. L'opera vincitrice sarà presentata durante l'evento dal vivo del Movie&amp;Short Festival 2027.</p>

<p>La giuria tecnica conferirà inoltre il premio speciale per <strong>Espressività Innovativa e Profondità Concettuale</strong>, dedicato alla ricerca artistica e alla capacità di sviluppare nuove forme espressive.</p>

<h2>Come partecipare al Movie&amp;Short Festival 2027</h2>

<p>Per partecipare a entrambe le sezioni, filmmaker e artisti devono compilare il modulo digitale, inserendo i propri dati, la biografia, la sinossi e la documentazione relativa all'opera. È inoltre richiesta una dichiarazione sulla titolarità e sull'originalità dei diritti d'autore, comprese le musiche, i testi e le immagini utilizzati.</p>

<p>La votazione del pubblico si svolgerà sulla piattaforma di <strong>Dailybloid</strong>. Regolamenti, scadenze e moduli per l'iscrizione sono consultabili sul <a href="https://www.dailybloid.com/movie-short-festival">sito ufficiale del Movie&amp;Short Festival</a>.</p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
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      <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Festa del libro medievale e antico di Saluzzo 2026: programma tra storia, gastronomia, cultura]]></title>
      <description><![CDATA[Festa del libro medievale di Saluzzo 2026: ospiti, incontri, mostre e appuntamenti dedicati al tema A tavola nel Medioe]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Alberto-Manguel---AM-&amp;-GIRAFFE-(1).jpg" class="type:primaryImage" /></figure><script type="application/ld+json">
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          <h1><span style="color: inherit; font-size: 30px;">A tavola nel Medioevo: il tema della sesta edizione</span><br></h1><p>La <strong>Festa del libro medievale e antico di Saluzzo</strong> torna dal 23 al 25 ottobre 2026 con la sua sesta edizione, dedicata al tema <em>A tavola nel Medioevo</em>. La manifestazione, nata nel 2021 per raccontare la cultura e la storia medievali attraverso libri, arti e attività divulgative, propone un percorso che mette in relazione il passato con il mondo contemporaneo. Il cibo diventa il filo conduttore di un programma che indaga le differenze sociali, le relazioni politiche, le tradizioni gastronomiche e la vita quotidiana del Medioevo.</p><p>L’alimentazione non rappresentava soltanto una necessità: la qualità e la quantità dei cibi consumati indicavano la posizione economica e sociale delle persone. La tavola era inoltre uno spazio di convivialità e di potere, dove si stringevano alleanze, si costruivano relazioni diplomatiche e si manifestavano le differenze tra le classi sociali. Nelle taverne, invece, potevano maturare anche le rivolte popolari.</p><p>La Festa si rivolge a un pubblico di tutte le età con presentazioni di libri, lezioni magistrali, spettacoli, concerti, mostre, visite guidate, laboratori per bambini e attività ludiche. Accanto al programma culturale è prevista una sezione espositiva con editori, librerie antiquarie e generaliste provenienti da diverse regioni italiane.</p><h2>Jacopo Veneziani inaugura la manifestazione</h2><p>L'apertura ufficiale è prevista venerdì 23 ottobre alle ore 18, al Refettorio San Giovanni, alla presenza delle istituzioni. La lectio inaugurale sarà affidata a <strong>Jacopo Veneziani</strong>, storico dell'arte e divulgatore culturale, con l'intervento <em>A tavola con l'arte. Cibo e convivialità dal Medioevo a oggi</em>. Il suo percorso attraversa le rappresentazioni artistiche del cibo e dei momenti di condivisione, mettendo in luce i significati sociali, politici e culturali nascosti nelle opere d'arte.</p><p>Tra gli ospiti internazionali spicca <strong>Alberto Manguel</strong>, scrittore e studioso di origine argentina, da tempo impegnato nella promozione della lettura e dell'accesso ai libri. Il suo intervento, <em>Il “Didascalicon” di Ugo di San Vittore e le sue strategie per leggere bene</em>, approfondisce il rapporto con la conoscenza e le pratiche della lettura.</p><p>Il giornalista <strong>Stefano Nazzi</strong>, autore del podcast <em>Indagini</em>, porterà il pubblico negli aspetti più oscuri del Medioevo con <em>Efferati omicidi nel Medioevo</em>, dedicato alla vicenda di Gilles de Rais, figura francese del Quattrocento associata a una serie di crimini.</p><p>La medievista <strong>Beatrice Del Bo</strong>, co-curatrice della manifestazione, proporrà invece <em>Una sera in una taverna medievale tra frati e lasagne</em>, un incontro sulla cucina, la convivialità e la vita quotidiana. La storica francese <strong>Élisabeth Crouzet-Pavan</strong> presenterà <em>Il vaso di basilico</em>, dedicato alla cultura materiale e al significato degli oggetti nella società medievale, a partire dal suo saggio <em>Une autre histoire de la Renaissance: Paroles d'objets</em>. L'artista <strong>Franco Giletta</strong> si concentrerà sul territorio con <em>Arte e cibo nel Marchesato di Saluzzo</em>, dedicato al rapporto tra tradizioni locali, alimentazione e rappresentazione artistica.</p><h2>Gli autori e i libri in programma</h2><p>Il programma del fine settimana riunisce scrittori, storici, giornalisti e studiosi che affrontano il Medioevo da prospettive differenti.</p><p>Il comico e conduttore radiofonico <strong>Saverio Raimondo</strong> presenterà <em>Annus Horribilis</em> (SEM), romanzo ambientato nel 536 d.C., un anno segnato da guerra, carestia, pestilenza e crisi climatica. <strong>Manlio Castagna</strong>, scrittore, regista e critico cinematografico, porterà <em>Il Medioevo dalla A alla Zazzera</em> (Il Castoro), un libro che esplora leggende, curiosità e storie sorprendenti, dall'Ordine degli Assassini agli uomini-lupo.</p><p>La medievista <strong>Maria Giuseppina Muzzarelli</strong> parlerà di <em>Fratello credito. Storia e storie dei Monti di Pietà</em> (Il Mulino), ricostruendo la nascita di queste istituzioni e il loro ruolo nel contrasto all'usura. <strong>Marina Montesano</strong> approfondirà invece la storia della magia attraverso <em>Ars magica. Una storia in 20 oggetti</em> (Carocci), con l'incontro <em>Dai demoni nel piatto alle bottiglie anti-streghe</em>.</p><p>La scrittrice e storica della letteratura italiana <strong>Annarosa Mattei</strong> presenterà <em>Eleonora d'Aquitania</em> (Salani), ritratto di una delle figure femminili più influenti del Medioevo, tra corti, guerre, prigionia e cultura. Il medievista francese <strong>Jean-Claude Maire Vigueur</strong> si concentrerà sul rapporto tra gastronomia e potere con <em>A tavola con i signori. Cibo, lusso e potere nelle corti rinascimentali</em> (Il Mulino).</p><p>Il programma comprende anche la proiezione del documentario <em>Hans Clemer. Biografia non autorizzata</em>, diretto da <strong>Fredo Valla</strong> e <strong>Fabio Ferrero</strong>, dedicato al pittore fiammingo attivo tra Quattrocento e Cinquecento nel Marchesato di Saluzzo, noto come Maestro d'Elva.</p><p>Tra gli altri appuntamenti, <strong>Ornella Albanese</strong> presenterà <em>Figlia dell'ultimo re. Beatrice di Svevia, la principessa prigioniera</em> (Mondadori), mentre lo storico <strong>Giuseppe Albertoni</strong> proporrà <em>Il santo, l'etiope e il diavolo. Avere la pelle nera nel Medioevo</em> (Il Mulino), una riflessione sulla percezione del colore della pelle nell'Europa medievale a partire dalla figura di San Maurizio.</p><p><strong>Marco Meschini</strong>, con <em>Le crociate di Terrasanta</em> (Sellerio), ripercorrerà due secoli di guerre e le motivazioni dei loro protagonisti. <strong>Andrea Maraschi</strong>, autore di <em>A tavola con i demoni. Cibo e magia nell'Alto Medioevo</em> (Laterza), indagherà invece l'uso di alimenti, erbe e bevande nelle pratiche magiche e nei rituali.</p><p>Il giornalista <strong>Marco Brando</strong> presenterà <em>Non c'è #storia. I cliché storici nei media italiani</em> (Salerno), dedicato agli stereotipi attraverso cui il passato viene raccontato nella cultura di massa. La scrittrice <strong>Elisabetta de Dominis</strong>, con <em>Al di là della carne</em> (Aragno), riporterà il pubblico nel mondo di Camelot attraverso due monologhi dedicati a Viviana e Merlino.</p><p>Completano il programma, tra gli altri, <strong>Franco Faggiani</strong> con <em>Escartons. Le libere comunità delle Alpi Occitane</em> (Fusta), <strong>Martina Tapinassi</strong> con <em>In taberna, finger food di Mastro Martino</em> (L'Erma di Bretschneider) e il giornalista <strong>Massimo Novelli</strong> con <em>Di guerra, d'amore e di eresia. Margherita di Saluzzo-Cardè, la nobildonna che sfidò l'Inquisizione</em> (Fusta Editore).</p><p>Sono previsti inoltre incontri dedicati alla storia editoriale e locale, alla tradizione gastronomica, alla storia del fumetto e alla ricerca medievale. Tra questi figurano la presentazione della rivista semestrale <em>Saluzzesi</em>, l'incontro <em>Cibo delle streghe o delizia dei sovrani? I tartufi dal Medioevo all'Età dei Lumi</em> e l'appuntamento <em>Dalla storia al fumetto… e viceversa</em>.</p><h2>Mostre, editori e laboratori al Quartiere</h2><p>Sabato 24 e domenica 25 ottobre il Quartiere, in piazza Montebello 1, ospiterà la parte espositiva della Festa, con editori, librerie, enti culturali e proposte dedicate alla storia medievale. Tra i partecipanti annunciati figurano Laterza, Il Mulino, FrancoAngeli, Fusta, Araba Fenice, Centro Studi Piemontesi e diverse librerie specializzate.</p><p>Sempre al Quartiere sarà allestita la mostra <em>A tavola nel Medioevo</em>, che racconterà usi gastronomici, personaggi e curiosità legati all'alimentazione. Il percorso si soffermerà sulle modalità di apparecchiare la tavola, sulla figura di Mastro Martino da Como, sui piatti insoliti dei banchetti, sui trucchi culinari dell'epoca e sul rapporto tra digiuno e santità. Non mancheranno storie di avvelenamenti e curiosità sui cibi preferiti dai personaggi del passato.</p><p>Per i più piccoli è previsto il laboratorio <em>Pennelli a tavola! Un banchetto medievale tutto da dipingere</em>, organizzato dall'associazione La scatola gialla. Dimensione Arcana, in collaborazione con il Liceo Bodoni, proporrà invece giochi di ruolo e attività ludiche per giovani e adulti.</p><p>Una novità dell'edizione 2026 sarà il <strong>Villaggio medievale</strong>, allestito per la prima volta nel cortile del Quartiere nell'ambito del Micro progetto PONT, in collaborazione con il Comune francese di Embrun. L'associazione Chevaliers L'Ost des Temps Jadis porterà in scena rievocazioni storiche con cavalieri medievali e vichinghi, oltre a un accampamento con armi e armature del XIII secolo.</p><p>Il villaggio ospiterà anche produttori e banchi gastronomici con specialità del territorio, tra cui mandorle tostate, antiche varietà di cereali, polenta e prodotti tradizionali. Saranno presenti il birrificio Kauss e Voci Erranti con spazi dedicati alla birra e al cibo. Domenica 25 ottobre gli Sbandieratori di Saluzzo si esibiranno nelle vie cittadine e presso il villaggio.</p><h2>I Racconti del Marchesato: un viaggio nel 1499</h2><p>La Festa è preceduta dal progetto <em>I Racconti del Marchesato</em>, ideato e organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo. L'iniziativa coinvolge 13 Comuni del territorio, oltre a Saluzzo, attraverso appuntamenti che uniscono storia, narrazione, gastronomia e valorizzazione del patrimonio locale.</p><p>Il percorso è ambientato idealmente nell'autunno del 1499 e segue Martino, la moglie Margherita e i figli Pietro e Lucia, una famiglia di calderai in viaggio nell'antico Marchesato alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore. Ogni tappa diventa l'occasione per scoprire un luogo, la sua storia e i prodotti legati alla tradizione gastronomica.</p><p>Il progetto ha coinvolto anche i canali digitali, attraverso reel dedicati ai luoghi visitati e ai cibi di origine medievale. La vicenda della famiglia sarà inoltre raccontata in un docufilm, pensato anche come strumento didattico per le scuole. Il trailer sarà presentato venerdì 23 ottobre durante la serata al Monastero della Stella di Saluzzo; il film completo sarà proposto a novembre.</p><p>Il viaggio farà tappa al Castello di Cardè giovedì 22 ottobre e si concluderà venerdì 23 ottobre alle 19.15 al Monastero della Stella. Per l'occasione, il complesso sarà trasformato idealmente in una piazza del XV secolo, con un'iniziativa dedicata ai prodotti e ai sapori incontrati lungo il percorso.</p><h2>Il Premio Chevalier Errant a Jordi Savall e Fredo Valla</h2><p>La manifestazione si concluderà ufficialmente sabato 31 ottobre con il conferimento del <strong>Premio Chevalier Errant</strong>, assegnato nel 2025 ad Alessandro Barbero. Nel 2026 il riconoscimento andrà a <strong>Jordi Savall</strong>, musicista, violista da gamba, direttore d'orchestra e musicologo di fama internazionale, e a <strong>Fredo Valla</strong>, regista, documentarista e sceneggiatore impegnato nel racconto della memoria storica e delle culture di frontiera.</p><p>I due premiati dialogheranno sul tema delle culture musicali del Mediterraneo. Al termine dell'incontro, Savall si esibirà con il gruppo Hespèrion XX, insieme a Xavier Díaz-Latorre alla chitarra e David Mayoral alle percussioni e alle campane.</p><p>Il concerto, intitolato <em>I giardini delle Esperie. Dal Rinascimento al Barocco</em>, proporrà un percorso attraverso tradizioni occitane, sefardite, basche e galiziane, fino alle musiche peruviane, con brani di autori come Diego Ortiz, Gaspar Sanz, Pedro Guerrero e Antonio Valente. L'evento è realizzato in collaborazione con Occit'amo Festival e Uvernada, con il sostegno di istituzioni culturali catalane e della Fondazione la Caixa.</p><h2>Informazioni e ingresso</h2><p>La Festa del libro medievale e antico di Saluzzo è promossa dalla Città di Saluzzo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino e la Fondazione Amleto Bertoni.</p><p>L'accesso all'area espositiva e alle sale del Quartiere, sabato 24 e domenica 25 ottobre, è gratuito; è consigliata la registrazione attraverso il sito del Salone Internazionale del Libro. Anche gli incontri sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.</p><p>Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale della manifestazione, <strong>festalibromedievaleantico.it</strong>, oltre che su <strong>salonelibro.it</strong> e <strong>visitsaluzzo.it</strong>.</p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
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      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 16:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2026: i film in concorso, le trame e i registi del Progressive Cinema]]></title>
      <description><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2026: trame e registi dei film in concorso nella sezione Progressive Cinema]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/festa-del-cinema-di-roma-2026--i-film-in-concorso--le-trame-e-i-registi-del-progressive-cinema.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><script type="application/ld+json">
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<p><span style="color: inherit; font-family: &quot;Source Sans Pro&quot;, sans-serif; font-size: 30px;">Brianza: il thriller di Simone Catania</span></p>

<p>La Festa del Cinema di Roma inizia oggi per concludersi il 25 ottobre. Diciotto sono i film in concorso.&nbsp; Ambientato nel 2009, durante la crisi economica che investe l'Italia, <strong>Brianza</strong> di Simone Catania segue Giorgio Farina, interpretato da Paolo Pierobon, erede di una prestigiosa armeria brianzola. Dopo aver investito una fortuna nell'apertura di una boutique di lusso in Svizzera, l'uomo si ritrova sommerso dai debiti e rischia di perdere tutto.</p>

<p>Nel tentativo di salvare la propria reputazione, Giorgio si lascia coinvolgere da Alberto Fumagalli, interpretato da Fausto Russo Alesi, un eccentrico uomo d'affari che gli propone un piano di appropriazione indebita. Quella che sembra una soluzione ai problemi finanziari si trasforma in un'alleanza pericolosa, tra segreti, interessi personali e scelte capaci di mettere a rischio la famiglia e l'onore del protagonista. Il film, della durata di 118 minuti, è una produzione italiana e svizzera e si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto. Nel cast figurano anche Marina Rocco e Giovanni Calcagno, con colonna sonora di Victor Hugo Fumagalli ed edita da Edizioni Curci. </p>

<h2>Ceniza en la boca: Diego Luna e&nbsp; la migrazione dal Messico alla Spagna</h2>

<p>Con <strong>Ceniza en la boca</strong>, il regista messicano Diego Luna affronta il tema della migrazione attraverso la storia di Lucila, una giovane messicana la cui madre si è trasferita in Spagna quando lei e il fratello erano ancora bambini. La donna sperava di offrire ai figli un futuro migliore, lontano da un contesto segnato anche dalla scomparsa di bambini e adolescenti.</p>

<p>Tra Madrid, Barcellona e il Messico, Lucila cerca di costruirsi una vita accettando diversi lavori, dalla badante alla cameriera, fino alle consegne e all'assistenza ai bambini. Il fratello Diego, tuttavia, è sempre più disilluso e non vede una differenza sostanziale tra vivere in Messico o in Europa: in entrambi i luoghi, sostiene, l'obiettivo è semplicemente sopravvivere.</p>

<p>Il film, della durata di 98 minuti, è tratto dall'omonimo romanzo di Brenda Navarro. La sceneggiatura è firmata da Diego Luna insieme ad Alba Castillo e Diego Rabasa. La produzione coinvolge Messico e Spagna, mentre il cast comprende Anna Diaz, Adriana Paz, Luisa Huertas, Guillermo Ríos e Benny Emmanuel.</p>

<h2>Closure: la ricerca di un figlio scomparso nel documentario di Michał Marczak</h2>

<p>Il documentario <strong>Closure</strong>, diretto dal polacco Michał Marczak, segue Daniel nella ricerca del figlio adolescente, che teme possa essere scomparso nelle acque della Vistola, il fiume più lungo della Polonia.</p>

<p>Le ricerche si affidano a videocamere subacquee e droni, mentre la vicenda di Daniel si intreccia con quella di altri genitori sospesi tra la speranza di ritrovare i figli e la paura di dover affrontare una verità definitiva. Con una durata di 108 minuti, il film combina osservazione documentaria e sperimentazione cinematografica, accompagnando la vicenda con un sound design immersivo. La possibilità di arrivare a una conclusione rimane incerta, mentre il dolore delle famiglie diventa il centro di un racconto sulla perdita e sull'attesa. La produzione coinvolge Polonia e Francia.</p>

<h2>Congo Boy: un giovane rapper cerca il proprio futuro nella Repubblica Centrafricana</h2>

<p>In <strong>Congo Boy</strong>, il regista Rafiki Fariala racconta la storia di Robert, un diciassettenne che sogna di affermarsi nel rap. Fuggito con la famiglia dal Congo devastato dalla guerra civile, il ragazzo vive a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Quando i genitori vengono arrestati e incarcerati, deve trovare il modo di mantenere sé stesso e i fratelli e le sorelle più piccoli.</p>

<p>Tra la scuola, i lavori occasionali e la passione per la musica, Robert cerca di non rinunciare ai propri progetti. Il regista, musicista e poeta slam conosciuto anche con il nome d'arte Rafiki-RH20, si confronta con temi legati alla precarietà, alla crescita e all'esperienza dei rifugiati, attraverso un racconto essenziale e ritmato. Il film dura 91 minuti ed è una produzione che coinvolge Repubblica Centrafricana, Francia, Repubblica Democratica del Congo e Italia. Il protagonista è interpretato da Bradley Fiomona Dembeasset.</p>

<h2>Dua: la guerra in Kosovo vista attraverso gli occhi di un'adolescente</h2>

<p>La regista Blerta Basholli torna a raccontare il Kosovo con <strong>Dua</strong>, ambientato a Pristina alla fine degli anni Novanta, quando le tensioni tra albanesi e serbi fanno presagire l'arrivo della guerra. La protagonista è Dua, una ragazza di tredici anni che cerca di comprendere i cambiamenti del proprio corpo e di trovare il suo posto tra i coetanei.</p>

<p>L'incontro con Maki, una giovane più sicura di sé che la introduce al judo, rappresenta per lei una prima occasione di emancipazione. Intanto, in famiglia si discute della possibilità di lasciare il Paese e il fratello valuta di prendere le armi. Il racconto della crescita individuale si intreccia così con l'irruzione della Storia nella vita quotidiana, mentre la protagonista deve affrontare paure, esitazioni e nuove consapevolezze.</p>

<p>Il film dura 101 minuti ed è una produzione di Kosovo, Svizzera e Francia. Nel cast figurano Pinea Matoshi, Vlera Bilalli, Kaona Matoshi, Yllka Gashi, Kushtrim Hoxha e Andi Bajgora. Il film rappresenterà il Kosovo agli Oscar 2027.</p>

<h2>Eurotrash: una madre e un figlio in viaggio tra segreti e rancori</h2>

<p>In <strong>Eurotrash</strong>, la regista Frauke Finsterwalder mette al centro il rapporto conflittuale tra Philipp, interpretato da Alexander Fehling, e sua madre, interpretata da Barbara Sukowa. L'uomo odia Zurigo e ha trascorso anni cercando di prendere le distanze dalla donna, che fa uso di alcol e psicofarmaci.</p>

<p>Inaspettatamente, Philipp decide di accompagnarla in un viaggio attraverso la Svizzera. Per la madre, l'occasione diventa anche un modo per spendere il denaro ottenuto dai suoi investimenti nell'industria degli armamenti. Il viaggio riporta a galla le ferite familiari, tra vergogna, senso di colpa e incapacità di comunicare, in un racconto che alterna dramma e situazioni tragicomiche.</p>

<p>Il film, della durata di 98 minuti, è una produzione tedesca, svizzera e austriaca. Il cast comprende anche Pascal Ulli, Jennifer Mariah Ehnert e Stefan Kurt. La storia è tratta dall'omonimo romanzo autobiografico dello scrittore svizzero Christian Kracht.</p>

<h2>Fruit Gathering: l'amore proibito nel film di Aung Phyoe</h2>

<p>Con <strong>Fruit Gathering</strong>, il regista Aung Phyoe racconta la vita di San Kyi, una ragazza timida e povera che lavora in una fabbrica tessile di Yangon, in Birmania. La sua quotidianità cambia quando incontra Theint Theint Oo, una giovane con cui nasce un legame profondo.</p>

<p>La relazione tra le due si sviluppa in una società che rifiuta l'amore tra donne. Attraverso il lavoro femminile, la precarietà economica, le convenzioni familiari e l'oppressione politica, il film affronta il conflitto tra desiderio individuale e controllo sociale. I gesti quotidiani e i silenzi assumono un significato particolare, trasformando una storia intima in una riflessione sulla possibilità di essere liberi.</p>

<p>Il lungometraggio dura 97 minuti ed è una coproduzione di Birmania, Repubblica Ceca e Francia. Nel cast figurano Nandar Myat Aung, Nandar Myint Lwin, Thida Soe Khant, Tin Tin Ei e Min Nyo.</p>

<h2>Giorni felici: Susanna Nicchiarelli racconta una giovane donna che si trasforma</h2>

<p>In <strong>Giorni felici</strong>, Susanna Nicchiarelli segue Claudia, una ragazza di vent'anni alle prese con amori, passioni e nuove esperienze. La protagonista nasconde però una caratteristica straordinaria: quando è particolarmente arrabbiata o eccitata, il suo corpo si trasforma in quello di una creatura fantastica, con ali bianche, zanne e zampe feline.</p>

<p>Il film segue le battaglie e le avventure di Claudia, utilizzando la trasformazione fisica come metafora di un percorso di crescita e di costruzione dell'identità. La dimensione fantastica accompagna così le inquietudini e le scoperte di una giovane donna che cerca di comprendere sé stessa e il proprio posto nel mondo.</p>

<p>La durata è di 90 minuti e la produzione coinvolge Italia e Belgio. Nel cast figurano Carlotta Gamba, Riccardo Scamarcio, Bruno Orlando, Anna Bellato, Leonardo Maddalena, Aurora Di Modugno e Sara Mafodda. Il film è tratto dall'omonima graphic novel di Zuzu.</p>

<h2>The Guest: una festa di famiglia si trasforma in un incubo grottesco</h2>

<p>Il film danese <strong>The Guest</strong>, esordio nel lungometraggio di Mads Mengel, comincia con una festa organizzata da Karl ed Emilie in un hotel di lusso sulla spiaggia per celebrare la nascita del loro bambino. L'equilibrio della giornata viene sconvolto dall'arrivo di Vibeke, madre di Karl e Rikke, invitata di nascosto dalla sorella.</p>

<p>Vibeke è una donna eccentrica e imprevedibile, dalla quale Karl si è allontanato da anni. La sua presenza riapre vecchie ferite e trasforma una riunione familiare in un confronto sempre più teso, tra dramma e umorismo nero. Trine Dyrholm interpreta la figura centrale di questa vicenda, affiancata da Simon Bennebjerg, Josephine Park, Peter Gantzler, Petrine Agger, Mette Klakstein Wiberg e Kristine Kujath Thorp.</p>

<p>La produzione danese dura 99 minuti e racconta come un evento apparentemente ordinario possa far emergere le contraddizioni e i segreti di una famiglia.</p>

<h2>I Love Boosters: la satira di Boots Riley sull'industria della moda</h2>

<p>Con <strong>I Love Boosters</strong>, il regista Boots Riley torna alla satira sociale dopo <em>Sorry to Bother You</em>. Al centro del film c'è un gruppo di giovani taccheggiatrici che opera nella Bay Area di San Francisco. Le ragazze rubano abiti firmati nei grandi magazzini per poi rivenderli a prezzi molto più bassi: una pratica conosciuta come <em>boosting</em>.</p>

<p>Il gruppo, chiamato Velvet Gang, prende di mira la catena Metro e le collezioni monocromatiche di una stilista interpretata da Demi Moore. Attraverso colori accesi, costumi eccentrici e situazioni surreali, il film mette in discussione le contraddizioni dell'industria della moda e del consumismo. Il racconto combina commedia politica e viaggi fantastici nel tempo e nello spazio.</p>

<p>Il film statunitense dura 105 minuti. Nel cast figurano Keke Palmer, Naomi Ackie, Taylour Paige, Poppy Liu, Eiza González, LaKeith Stanfield, Will Poulter e Demi Moore.</p>

<h2>I See Buildings Fall Like Lightning: la working class britannica nel film di Clio Barnard</h2>

<p>In <strong>I See Buildings Fall Like Lightning</strong>, la regista britannica Clio Barnard torna a osservare le trasformazioni della working class contemporanea. A Birmingham, gli edifici popolari vengono demoliti per fare spazio a nuove costruzioni, mentre la gentrificazione modifica il quartiere e le relazioni tra i suoi abitanti.</p>

<p>La storia segue cinque amici trentenni che si ritrovano per un compleanno. Le loro vite hanno preso direzioni diverse: uno ha raggiunto il successo grazie agli investimenti online e si è trasferito a Londra, mentre un altro lavora come rider. Tra musica, serate e ricordi condivisi, il gruppo cerca di conservare una solidarietà messa alla prova dalle disuguaglianze e dalle trasformazioni sociali.</p>

<p>Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Keiran Goddard, dura 109 minuti. Nel cast figurano Anthony Boyle, Joe Cole, Jay Lycurgo, Daryl McCormack e Lola Petticrew. La regista ha già firmato opere come <em>The Arbor</em>, <em>The Selfish Giant</em>, <em>Dark River</em> e <em>Ali &amp; Ava</em>.</p>

<h2>The Life and Deaths of Wilson Shedd: il noir di Tim Blake Nelson</h2>

<p>Scritto e diretto da Tim Blake Nelson, <strong>The Life and Deaths of Wilson Shedd</strong> racconta l'incontro tra Karen, un'insegnante di scrittura creativa in un carcere di massima sicurezza dell'Oklahoma, e Wilson Shedd, un detenuto capace di trasformare la propria vita segnata dalla violenza in una narrazione inquietante.</p>

<p>Karen, interpretata da Amanda Seyfried, è a sua volta vittima degli abusi del marito. Il rapporto con Wilson, interpretato da Scoot McNairy, la coinvolge progressivamente in una vicenda dai contorni sempre più complessi. La narrazione non lineare e i colpi di scena contribuiscono a delineare un ritratto cupo dell'America marginale, tra giustizia, punizione e possibilità di redenzione.</p>

<p>Il film statunitense dura 121 minuti. Nel cast figurano anche Missi Pyle, Devyn Tyler, Elizabeth Marvel, Tim Blake Nelson e Grant Harvey.</p>

<h2>Mustang: Kasia Smutniak tra memoria familiare e Nepal</h2>

<p>Con <strong>Mustang</strong>, Kasia Smutniak intreccia memoria personale e storia collettiva attraverso un racconto che attraversa oltre vent'anni. Nel 2003, Kasia e Pietro si conoscono da poco quando partono per il Mustang, in Nepal, con uno zaino e una piccola telecamera. In quel territorio isolato, dove non esistono nemmeno le strade, i due promettono di tornare per contribuire alla protezione della cultura locale.</p>

<p>Gli eventi cambiano però i loro piani e il ritorno non avverrà più insieme. Molti anni dopo, la figlia Sophie ritrova le immagini dei viaggi compiuti con la madre durante l'infanzia. Nel suo percorso incontra Kunzom, una donna con cui riuscirà a realizzare la promessa: costruire una scuola che consenta ai bambini della regione di continuare a studiare senza essere costretti a lasciare le proprie famiglie.</p>

<p>Il film italiano dura 105 minuti e racconta il rapporto tra generazioni, il valore della memoria e la necessità di proteggere un patrimonio culturale mentre il mondo cambia.</p>

<h2>Sants: il traffico di statue sacre nel film di Mikel Gurrea</h2>

<p>In <strong>Sants</strong>, Mikel Gurrea racconta il ritorno a Barcellona di Lali, che dopo anni di vagabondaggio torna per assistere la madre malata terminale. La donna appartiene a un gruppo di ladri specializzati nel furto di statue di santi, Madonne e altre immagini sacre, sottratte a chiese, cappelle, strade e palazzi per essere rivendute a ricettatori.</p>

<p>In questo mondo clandestino, anche le opere religiose vengono classificate secondo il loro valore commerciale. Il racconto intreccia il melodramma familiare con il thriller e recupera elementi del surrealismo nero spagnolo, costruendo un universo urbano popolato da situazioni imprevedibili e immagini di forte impatto visivo.</p>

<p>Il film, coprodotto da Spagna e Italia, dura 104 minuti. Nel cast figurano Victoria Luengo, Ariadna Gil ed Eulàlia Ramon. Luengo è nota anche per le sue interpretazioni in <em>El ser querido</em> di Rodrigo Sorogoyen e <em>Amarga Navidad</em> di Pedro Almodóvar.</p>

<h2>Skateboarding Is Not for Girls: le ragazze contro le tradizioni patriarcali</h2>

<p>La regista Dina Duma ambienta <strong>Skateboarding Is Not for Girls</strong> a Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Adela ha undici anni e vive con la madre e la sorella maggiore Zara, mentre il padre si è trasferito in Svizzera, dove ha costruito una nuova vita.</p>

<p>La precarietà economica mette a dura prova la famiglia e il matrimonio di Zara viene considerato una possibile soluzione alle difficoltà. Il film racconta così una società moderna ancora attraversata da tradizioni patriarcali, concentrandosi sulle aspirazioni delle giovani donne e sulle pressioni che condizionano le loro scelte.</p>

<p>Tra gare di skateboard e rituali matrimoniali, la storia assume i toni della commedia drammatica. Il film dura 79 minuti ed è una coproduzione di Macedonia del Nord, Belgio, Slovenia e Croazia. Nel cast figurano Efkjar Abaz, Simonida Selimovič, Džefrina Jašari, Ganimet Abdula e Labina Mitevska. La sceneggiatura è stata scritta insieme a Teona Strugar Mitevska.</p>

<h2>Ulya: la storia della cestista sovietica Ulyana Semjonova</h2>

<p>Ambientato nella Lettonia sovietica del 1964, <strong>Ulya</strong> racconta la storia di un'adolescente alta quasi due metri che vive in un villaggio rurale. La sua statura diventa motivo di inquietudine per la famiglia, finché una fotografia non attira l'attenzione degli allenatori di basket, che la portano a Riga per entrare nella TTT, una delle squadre femminili più importanti d'Europa.</p>

<p>Gli allenamenti offrono alla ragazza una possibilità di emancipazione, ma non risolvono il conflitto tra il desiderio di una vita normale e le aspettative di una società che continua a identificarla attraverso la sua altezza. Ulya dovrà scegliere se nascondersi o inseguire l'ambizione di diventare la migliore giocatrice del mondo.</p>

<p>Il film di Viesturs Kairišs racconta le origini della cestista sovietica Ulyana Semjonova attraverso un intenso bianco e nero. La produzione coinvolge Lettonia, Estonia, Polonia e Lituania. Il lungometraggio dura 102 minuti e rappresenterà la Lettonia agli Oscar 2027.</p>

<h2>Voilà, c’est fini: l'umorismo di Gustave Kervern tra turismo e solitudine</h2>

<p>Ambientato alle Mauritius, <strong>Voilà, c’est fini</strong> segue un dipendente di un grande resort che si innamora di una turista francese affetta da anoressia, sotto lo sguardo distaccato dei genitori di lei. L'uomo comincia a immaginare una vita diversa, mentre il suo mondo entra in contatto con quello artificiale costruito per i visitatori stranieri.</p>

<p>Gustave Kervern, qui alla prima regia autonoma dopo la lunga collaborazione con Benoît Delépine, osserva il contrasto tra la quotidianità degli abitanti delle isole e la dimensione del turismo internazionale. Il suo umorismo rimane paradossale e pungente, accompagnato da una colonna sonora che spazia da Peaches ai Suicide.</p>

<p>Il film francese dura 101 minuti e vede nel cast Loïc Mandere, Suzanne Lindon, Léa Drucker, Mathieu Amalric, Martine Hennequin-Charrié e Menwar.</p>

<h2>Yesterday the Eye Didn’t Sleep: il dramma di una comunità beduina</h2>

<p>Il regista palestinese Rakan Mayasi, al suo esordio nel lungometraggio con <strong>Yesterday the Eye Didn’t Sleep</strong>, ambienta la storia nella valle della Bekaa, al confine tra Libano e Siria. Quando qualcuno dà fuoco a un camion, l'episodio innesca una crisi all'interno di una comunità beduina segnata da legami familiari profondi e dalla logica della vendetta.</p>

<p>Gamra è scomparsa e suo cugino Yaser parte per cercarla. Le sue ricerche fanno emergere rancori e segreti, mentre le sorelle Jawaher e Rim vengono coinvolte nel tentativo di ristabilire l'equilibrio della famiglia. Le loro vite sono condizionate da decisioni imposte dall'esterno, in un contesto nel quale le ragazze possono diventare strumenti di scambio in nome della pace.</p>

<p>Tra rituali quotidiani, silenzi e piccoli segnali di ribellione, il film racconta ciò che una comunità non riesce a esprimere apertamente. La produzione coinvolge Belgio, Libano, Palestina, Qatar e Arabia Saudita. Il film dura 100 minuti e vede nel cast Rim Al Mawlah, Jawaher Al Mawlah e Yasser Al Mawlah.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/festa-del-cinema-di-roma-2026--i-film-in-concorso--le-trame-e-i-registi-del-progressive-cinema</link>
    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/come-francesca-fagnani-ha-battuto-le-sfilate-con-jeans-e-giacca-di-pelle-da-60-euro-team</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 16:00:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Come Francesca Fagnani ha battuto le sfilate con jeans e giacca di pelle da 60 euro]]></title>
      <description><![CDATA[Francesca Fagnani alla Milano Fashion Week da Armani con jeans slavati e giacca in pelle.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/fagnani.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p>                        
                      Milano chiude ufficialmente il sipario sulla sua settimana della moda e, nel front row di Giorgio Armani, a catturare l'attenzione non è solo la collezione Primavera Estate 2027 che sfila in passerella. Francesca Fagnani, conduttrice romana ormai<b> icona di eleganza sobria e mai scontata,</b> si presenta con un outfit che sembra arrivare direttamente dalla wishlist dell'Autunno 2026. Un look che dimostra, ancora una volta, come la semplicità possa trasformarsi in una dichiarazione di stile più potente di qualsiasi capo d'alta moda.
</p><p>
Jeans dal taglio ampio e dall'effetto slavato, giacca di pelle marrone, t-shirt bianca, occhiali da sole e una borsa portata con naturale nonchalance. Una combo essenziale che, proprio nel contesto da sfilata, acquista un'attitudine completamente nuova. <b>Mentre la Milano Fashion Week guarda già alla prossima estate </b>con le sue creazioni visionarie, il look della Fagnani ci ricorda una verità fondamentale: alcuni degli outfit più interessanti per il guardaroba quotidiano arrivano dallo street style, prima ancora che dalla passerella.
</p><p>
Il vero punto di forza di questo ensemble è il dialogo tra pelle e denim, due materiali che insieme creano un equilibrio perfetto tra grinta e raffinatezza. La giacca marrone con colletto alla coreana porta con sé <b>quell'allure rock ma sofisticata che rende più deciso anche l'outfit più semplice.</b> Non è la classica giacca biker con borchie e zip aggressive, ma un pezzo più pulito, quasi minimale, che proprio per questo risulta versatile e senza tempo.

La t-shirt bianca crea un contrasto luminoso e minimale, quel respiro necessario tra due elementi dalla personalità forte. </p><p><br></p><p>È il dettaglio che alleggerisce senza banalizzare, la pausa tra due note che rende la melodia memorabile. I jeans scuri e slavati, invece, aggiungono movimento alla silhouette senza rinunciare alla praticità. Il taglio a gamba larga è quello che sta dominando le stagioni recenti: confortevole, democratico, capace di funzionare su qualsiasi fisicità senza imporre la rigidità del skinny fit.

<b>A completare il tutto ci pensano gli accessori, quei dettagli apparentemente secondari che in realtà fanno la differenza. </b>Gli occhiali scuri dalla montatura importante aggiungono una nota audace, quasi cinematografica, mentre la borsa a spalla e le scarpe a punta affilano l'insieme conferendogli quella dose di ricercatezza necessaria per non scivolare nel casual anonimo.
</p><p><br></p><p>
Ma come si traduce questo look nella vita reale, fuori dal front row di una sfilata milanese? La risposta è: in mille modi diversi. La giacca di pelle può diventare il capospaldo da infilare sopra una t-shirt bianca per un aperitivo con le amiche, oppure sopra un maglione sottile quando le temperature scendono e l'autunno entra nel vivo. I jeans a gamba larga <b>funzionano altrettanto bene con una camicia maschile,</b> un dolcevita o persino una semplice canotta a coste per un look più casual.

Di giorno, sneakers bianche o mocassini rendono l'insieme più rilassato e adatto a una giornata di commissioni o lavoro in modalità smart casual. </p><p><br></p><p>La sera basta sostituirle con una scarpa appuntita, magari con tacco medio, e cambiare la borsa con una clutch più compatta per ottenere un registro completamente diverso, perfetto per una cena o un evento informale.

La lezione di stile che Francesca Fagnani impartisce durante questa Milano Fashion Week è chiara: non servono sempre capi eccentrici, logomania esasperata o pezzi di alta sartoria per avere un look interessante. <b>Anche quando ci si siede in prima fila da Armani. </b>Anzi, è proprio la capacità di mantenere la propria identità stilistica, senza lasciarsi sopraffare dal contesto, a fare la differenza tra chi è vestito e chi ha davvero stile.
</p><p></p><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DdyaivqtkOu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DdyaivqtkOu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DdyaivqtkOu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Pontis Magazine (@pontis.magazine)</a></p></div></blockquote>
<script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script><br><p></p><p>
In un momento storico in cui il fashion system celebra l'eccesso, il massimalismo, la sovrapposizione di tendenze e riferimenti, questo outfit rappresenta una boccata d'aria fresca. È la dimostrazione che il guardaroba perfetto non si costruisce inseguendo ogni micro-trend che appare su Instagram, ma selezionando con cura pochi pezzi di qualità che dialogano tra loro e con chi li indossa.

<b>Il denim slavato, la pelle marrone, la t-shirt bianca:</b> sono capi che probabilmente molte donne hanno già nell'armadio, o che possono trovare facilmente senza dover svuotare il conto in banca. La giacca in pelle con colletto alla coreana è disponibile in versioni luxury come quella di Dolce&amp;Gabbana a 3950 euro su Farfetch, ma anche in alternative accessibili come il giubbotto biker effetto pelle di H&amp;M a 60 euro. </p><p><br></p><p>Lo stesso vale per i jeans: si può optare per il modello slavato gamba larga di Levi's a 280 euro, oppure per la versione H&amp;M a 28 euro.

Questa democratizzazione dello stile è forse il messaggio più potente che arriva da questo look. <b>In un'epoca in cui la moda rischia di diventare appannaggio esclusivo di chi può permettersi prezzi stratosferici,</b> vedere una delle conduttrici più seguite della televisione italiana presentarsi con un outfit replicabile è quasi un atto politico. Un modo per dire che l'eleganza non si compra, si costruisce con consapevolezza e personalità.
</p><p><br></p><p>
E mentre le passerelle continuano a proporre visioni sempre più avanguardiste della moda che verrà, il guardaroba reale, quello che viviamo ogni giorno, continua a fondarsi su equilibri più sottili. Jeans e giacca di pelle non sono una novità, certo. <b>Ma il modo in cui vengono combinati,</b> le proporzioni scelte, la capacità di farli dialogare con il proprio corpo e la propria personalità: questo fa la differenza tra un outfit dimenticabile e uno che viene fotografato, commentato, desiderato.
</p><p><br></p><p>
Francesca Fagnani non è nuova a scelte stilistiche misurate ma efficaci. La sua presenza nei front row e negli eventi pubblici è sempre caratterizzata da un'eleganza discreta, mai urlata, che privilegia la qualità alla quantità, l'essenzialità alla ridondanza. Questo look ne è l'ennesima conferma: pochi elementi, ciascuno scelto con cura, combinati con quella sicurezza che viene solo da chi conosce perfettamente il proprio stile.

Il risultato è un outfit che funziona oggi, funzionerà domani e probabilmente continuerà a funzionare tra cinque anni.<b> Perché la vera moda, quella che resiste alle stagioni e alle tendenze passeggere, </b>si basa proprio su questa alchimia: pezzi senza tempo, combinazioni intelligenti, personalità forte. Il resto è solo rumore di fondo.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/come-francesca-fagnani-ha-battuto-le-sfilate-con-jeans-e-giacca-di-pelle-da-60-euro-team</link>
    <dc:creator>Alessandra Luzzi</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/spoleto-jazz-2026-al-via-con-judith-hill--voce-scelta-da-michael-jackson-e-prodotta-da-prince</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 09:45:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Spoleto Jazz 2026 al via con Judith Hill, voce scelta da Michael Jackson e prodotta da Prince]]></title>
      <description><![CDATA[Spoleto Jazz 2026, il programma]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/2---Judith-Hill---Ginger-Sole-Photography-(1).jpg" class="type:primaryImage" /></figure><meta charset="UTF-8">
<title>Spoleto Jazz 2026: Judith Hill inaugura la settima edizione il 16 ottobre al Teatro Menotti</title>
<meta name="description" content="Spoleto Jazz 2026: il 16 ottobre al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti apre Judith Hill, la voce scelta da Michael Jackson e prodotta da Prince. Date, biglietti e programma fino al 20 novembre.">
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<h1><span style="color: inherit; font-size: 30px;">Spoleto Jazz 2026: Judith Hill apre il festival, la formazione sul palco</span><br></h1>
<p>Sarà <strong>Judith Hill</strong>, straordinaria voce del soul internazionale, cantautrice e polistrumentista che ha collaborato con due leggende della musica mondiale come Michael Jackson e Prince, a inaugurare venerdì 16 ottobre alle ore 21, al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, la settima edizione di <strong>Spoleto Jazz</strong>, la rassegna ideata, promossa e organizzata da Visioninmusica, con il sostegno del Comune di Spoleto, in programma fino al 20 novembre 2026.</p>

<p>Un'apertura all'insegna dell'energia e della contaminazione musicale, affidata a un'artista capace di attraversare con naturalezza soul, funk, gospel e jazz, unendo una vocalità di rara potenza espressiva a un talento strumentale che la vede protagonista anche al pianoforte e alla chitarra.</p>

<p>La formazione sul palco: Judith Hill (voce, chitarra e pianoforte), Robert "Pee Wee" Hill (basso), Michiko Hill (tastiere e sintetizzatori), Shadrack Oppong (batteria).</p>

<h2>Spoleto Jazz 2026: biglietti e informazioni per il concerto di Judith Hill</h2>
<p>Biglietti: intero € 30,00, ridotto € 24,00. I biglietti per il concerto sono disponibili online su <strong>Vivaticket</strong>. Maggiori informazioni su <strong>Visioninmusica</strong>.</p>

<h2>Judith Hill: da Michael Jackson a This Is It, la storia della voce di Spoleto Jazz</h2>
<p>Nata a Los Angeles nel 1984, da madre giapponese e padre afroamericano, entrambi musicisti, Judith Hill è cresciuta in un ambiente in cui la musica rappresentava un linguaggio quotidiano. Il suo talento l'ha portata a collaborare con alcuni dei più grandi protagonisti della scena internazionale, ma è stato soprattutto l'incontro con Michael Jackson a segnare una svolta decisiva nella sua carriera. Nel 2009, il Re del Pop la scelse personalmente come partner vocale per i duetti del suo attesissimo tour "This Is It", poi cancellato a seguito della sua improvvisa scomparsa. Fu proprio Hill, durante la cerimonia commemorativa dedicata a Jackson, a conquistare l'attenzione del pubblico mondiale con la sua intensa interpretazione di "Heal the World".</p>

<p>La sua storia è raccontata anche nel documentario <strong>20 Feet from Stardom</strong> (2013), dedicato alle grandi voci che hanno accompagnato le star della musica, vincitore del Premio Oscar come Miglior documentario e di un Grammy Award. Un riconoscimento che ha contribuito a proiettare definitivamente Hill sulla scena internazionale, rendendola una delle interpreti più interessanti della sua generazione.</p>

<h2>Judith Hill e Prince: dall'album Back in Time a Letters from a Black Widow</h2>
<p>Un altro incontro fondamentale è stato quello con Prince, che nel 2015 ha prodotto il suo album d'esordio, <strong>Back in Time</strong>, registrato nei celebri studi di Paisley Park. Da allora Judith Hill ha sviluppato un percorso artistico personale e indipendente, dando vita a lavori come <strong>Golden Child</strong> (2018), <strong>Baby, I'm Hollywood!</strong> (2021) e <strong>Letters from a Black Widow</strong> (2024), nei quali la ricerca sonora si intreccia con temi legati all'identità, alla memoria e alla libertà espressiva.</p>

<p>Sul palco di Spoleto, la musicista americana sarà accompagnata da una formazione che rende il concerto ancora più speciale: Robert "Pee Wee" Hill al basso e Michiko Hill alle tastiere e ai sintetizzatori, rispettivamente padre e madre dell'artista, entrambi affermati musicisti della scena funk internazionale, insieme a Shadrack Oppong alla batteria. Un ensemble in cui l'intesa familiare diventa complicità musicale, dando vita a un'esperienza dal vivo coinvolgente, tra improvvisazione, virtuosismo e intensità emotiva.</p>

<h2>Spoleto Jazz 2026: il tema "Jazz! Is a Love Supreme" e il programma fino al 20 novembre</h2>
<p>Il concerto inaugura un'edizione di Spoleto Jazz che, sotto la direzione artistica di Silvia Alunni, sceglie come filo conduttore il claim <strong>"JAZZ! IS A LOVE SUPREME"</strong>, omaggio al capolavoro di John Coltrane e dichiarazione d'amore alla libertà espressiva e alla connessione tra artisti e pubblico.</p>

<p>Il programma proseguirà il 6 novembre, al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi, con il doppio appuntamento dedicato al pianismo europeo di <strong>Zsigmond Gerlóczy</strong> e del <strong>Daniel García Trio</strong>, per concludersi il 20 novembre con la cantante britannica <strong>Emma Smith</strong>.</p>

<p><br></p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Elio Grimani</dc:creator>
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      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:30:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Su Netflix trovi il thriller dal creatore di Suburra con un Favino irriconoscibile]]></title>
      <description><![CDATA[Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Toni Servillo e Adriano Giannini nel thriller su Netflix da vedere.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Adagio-di-Sollima.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Stefano Sollima torna a raccontare il sottobosco criminale italiano con Adagio</strong>, un thriller urbano che chiude idealmente la trilogia della Roma criminale iniziata con Romanzo criminale e proseguita con Suburra. Ma questa volta il registro cambia: niente epopee gangsteristiche né ascese al potere. Qui c'è solo <strong>la caduta, lenta e inesorabile, di uomini che hanno già perso tutto.</strong><br><br>Il film, uscito nel 2023 e della durata di 127 minuti, mette in scena un poker d'assi del cinema italiano – <strong>Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea e Adriano Giannini</strong> – trasformandoli fisicamente e psicologicamente in perdenti dalla falcata incerta, fantasmi di ciò che erano. E proprio in questa trasfigurazione sta <strong>uno dei punti di forza dell'opera.</strong><br><br><strong>La storia parte da Manuel, un sedicenne</strong> che cerca di tirare avanti come può, prendendosi cura di un <strong>padre anziano dal passato criminale</strong>. Il vecchio, un tempo temuto con il <strong>soprannome di Daytona</strong>, ora sembra non starci più con la testa. Il ragazzo viene ricattato da un gruppo di carabinieri corrotti e costretto a partecipare a una festa per fotografare un individuo misterioso. Ma <strong>qualcosa va storto</strong>. Manuel si sente raggirato, decide di scappare e si ritrova nel mirino di persone estremamente pericolose, determinate a eliminare quello che considerano uno scomodo testimone.<br><br><strong>Invischiato in qualcosa più grande di lui, il ragazzo è costretto a chiedere protezione</strong> proprio agli ex compari del padre: Romeo "Cammello" Baretta, interpretato da un Favino trasfigurato, e Pol Niuman, il personaggio di Mastandrea che appare poco ma con un'incisività che lascia il segno. Insieme a loro c'è Mario "Daytona" Coretti, il padre di Manuel, con un Servillo che sorprende per il suo accento romano, lontanissimo dalla sua consueta parlata napoletana.<br><br><strong>Sollima costruisce un noir disperato, che guarda più al cinema americano che alla tradizione italiana.</strong> Il regista ha dichiarato esplicitamente di aver voluto rappresentare una Roma vista dall'alto, dove l'attenzione non si concentra sui monumenti ma sul traffico, sul movimento, sul caos urbano. Una città losangelesizzata, immersa in una cornice quasi distopica: sullo sfondo divampano incendi, la luce salta in continuazione, i blackout scandiscono la narrazione come un respiro irregolare. <strong>È una Roma catastrofista, preda di un'emergenza che amplifica la tensione esistenziale dei protagonisti.</strong><br><br>La fotografia contribuisce a creare quell'effetto straniante: Roma non è mai stata così poco romana, così aliena. Gli incendi che divorano la città sullo sfondo non sono solo un elemento scenografico ma una metafora della distruzione interiore dei protagonisti. <strong>Tutto brucia, tutto si consuma. E in questo incendio generale, Manuel cerca solo di sopravvivere</strong>, di non essere divorato anche lui.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
    </item>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/su-netflix-trovi-il-film-italiano-piu-commovente-di-sempre-e-valse-l-oscar-a-roberto-benigni-team</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 10:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Su Netflix trovi il film italiano più commovente di sempre e valse l&#039;Oscar a Roberto Benigni]]></title>
      <description><![CDATA[Scopri come Roberto Benigni conquistò 3 Oscar con La vita è bella, trasformando l&#039;Olocausto in poesia.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/Giorgio-Cantarini-di-La-vita-e-bella.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><!--StartFragment--><p data-pm-slice="1 1 []">Quando <strong>La vita è bella</strong> arrivò nelle sale italiane il 20 dicembre 1997, <strong>nessuno poteva immaginare che quel piccolo film</strong> di un comico toscano sarebbe diventato <strong>uno dei trionfi più clamorosi del cinema italiano a Hollywood.</strong> Eppure <strong>Roberto Benigni</strong> riuscì nell'impresa che molti addetti ai lavori definivano impossibile: raccontare l'orrore dell'Olocausto attraverso la lente del tragicomico, trasformando la tragedia in una favola poetica che avrebbe conquistato il mondo.<br><br><strong>Il film parte dall'Italia degli anni Trenta, quando Guido Orefice, cameriere</strong> e poi libraio <strong>di origine ebraica, si innamora perdutamente di Dora</strong>, una maestra che lui chiama teneramente "principessa". La corte che le fa è stravagante, quasi surreale, intrisa di quella comicità fisica e verbale che è marchio di fabbrica di Benigni. È <strong>un corteggiamento che sembra uscito da una fiaba</strong>, dove il protagonista sfida convenzioni sociali e coincidenze impossibili pur di conquistare il cuore della donna amata.<br><br><strong>Dal matrimonio nasce Giosuè, un bambino sveglio e solare</strong> che diventa il fulcro emotivo della seconda parte del film. Perché nel frattempo le leggi razziali hanno affondato le radici nel paese, <strong>il nazismo avanza inesorabile e la famiglia viene deportata in un campo di concentramento</strong>. È qui che Benigni gioca la sua scommessa più audace: Guido trasforma l'orrore del lager in <strong>un gioco elaborato per proteggere l'innocenza del figlio</strong>, inventando regole assurde e traguardi fantasiosi per fargli credere che tutto sia una competizione per vincere un carro armato.<br><br><strong>La vita è bella ottenne sette nomination agli Academy Awards del 1999, conquistando tre statuette</strong>: miglior film straniero, miglior attore protagonista per Roberto Benigni e miglior colonna sonora originale. La consegna degli Oscar rimane nella memoria collettiva per l'esultanza incontenibile di Benigni, che saltò letteralmente sulle poltrone prima di salire sul palco, incarnando quella gioia di vivere che è l'essenza stessa del film.<br><br><strong>Il film è attualmente disponibile in streaming su piattaforme come Netflix</strong>, Now TV e Sky Go, permettendo a nuove generazioni di scoprire o riscoprire questa storia. A distanza di quasi tre decenni dalla sua uscita, La vita è bella continua a generare dibattiti accesi, segno che non ha perso la <strong>capacità di interrogare, commuovere e dividere il pubblico</strong>.</p><!--EndFragment-->]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Andrea Palazzolo</dc:creator>
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      <guid>https://www.mauxa.com/news/gwyneth-paltrow-ritrova-i-suoi-outfit-anni--90--uno-e-finito-nell-armadio-di-sua-figlia-team</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Gwyneth Paltrow ritrova i suoi outfit anni &#039;90: uno è finito nell&#039;armadio di sua figlia]]></title>
      <description><![CDATA[Gwyneth Paltrow riscopre i suoi outfit anni &#039;90: dal blazer Calvin Klein al vestito nero ora di Apple.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/_Gwyneth-Paltrow.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p>                        
                      Ci sono epoche che non smettono mai di parlare al presente. E se c'è un decennio che continua a dettare legge nelle nostre scelte di stile, quello è senza dubbio il minimalismo essenziale e pulito degli anni '90. In quel periodo, quando la moda iniziava a liberarsi degli eccessi del decennio precedente, alcune figure sono diventate vere e proprie icone di riferimento. Tra queste,<b> Gwyneth Paltrow ha saputo incarnare alla perfezione quello spirito less is more</b> che oggi tutti cercano disperatamente di replicare.
</p><p>L'attrice ha recentemente deciso di condividere con i suoi follower<b> su TikTok un viaggio nella memoria attraverso il suo archivio personale di fotografie.</b> Nel video intitolato "<i>Confronted by my 90's outfits</i>", Gwyneth sfoglia vecchie paparazzate di street style newyorkese e scatti patinati di première hollywoodiane, commentando con ironia e nostalgia quegli outfit che hanno segnato un'era. Non si tratta di un semplice esercizio di vanità o autocelebrazione: è una vera e propria masterclass di stile che dimostra come certe scelte estetiche trascendano il tempo.
</p><p>
Quello che colpisce, guardando quelle immagini, è la straordinaria attualità di quegli ensemble. Potrebbero essere stati fotografati ieri, nelle strade di Milano o Parigi, indosso a una qualsiasi fashion insider di oggi. <b>La stessa Paltrow analizza le vibes di quegli anni, </b>raccontando come viveva la moda, come abbinava i suoi capi preferiti e come questi fossero profondamente legati a ritmi e capitoli diversi della sua vita. Un guardaroba che parlava di lei, della sua quotidianità, dei suoi spostamenti tra set cinematografici e vita privata.
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Tra un aneddoto e l'altro emerge la vera essenza del suo armadio dell'epoca, fortemente dominato da un nome: Calvin Klein. Il designer americano rappresentava allora l'apice di quel minimalismo sofisticato che stava ridefinendo il lusso<b>, togliendogli gli orpelli e lasciando solo la purezza delle linee</b> e la qualità dei materiali. Un esempio lampante di questa filosofia è l'abbinamento che l'attrice ammette di aver sfruttato all'inverosimile: un maglione a collo alto dal fit essenziale abbinato a un paio di pantaloni in pelle nera firmati proprio CK.
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Un'uniforme metropolitana che la stessa Gwyneth riconosce di aver indossato infinite volte, a giudicare dalla quantità di fotografie che la ritraggono con quella combinazione. Ma come biasimarla. <b>Quando trovi il fit perfetto, quando scopri quella proporzione che ti valorizza</b> e ti fa sentire a tuo agio, perché dovresti cambiare. Tutto sta nella qualità dei materiali e nel taglio impeccabile: un paio di pantaloni in pelle può diventare il passe-partout di un intero guardaroba, versatile abbastanza da accompagnarti dal giorno alla sera, dalla riunione di lavoro alla cena informale.
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Passando all'abbigliamento da sera, il video ci regala un momento di pura circolarità fashion quando compare l'abito nero indossato per la première del film "Emma". Una silhouette halter neck talmente pulita, iconica e senza tempo che, come racconta lei stessa con un pizzico di orgoglio, è stata recentemente ripescata dal guardarobee indossata da sua figlia Apple.<b> Questo dettaglio non è semplicemente un aneddoto carino da celebrity:</b> è la dimostrazione tangibile che il vero lusso silenzioso, quello fatto di tagli perfetti e materiali nobili, non ha data di scadenza.
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In un'epoca dominata dal fast fashion e dai trend che si consumano nell'arco di una stagione, vedere un abito passare da madre a figlia dopo più di vent'anni è quasi un atto rivoluzionario. Quel vestito nero, con la sua essenzialità radicale, continua a parlare alle nuove generazioni esattamente come parlava a quelle precedenti. Non ha bisogno di aggiornamenti,<b> reinterpretazioni o rilanci: esiste, funziona, e basta.</b>

Ma è nel daywear che Gwyneth Paltrow dava, e dà tuttora, le migliori lezioni di styling. Molto prima che l'airport look diventasse una categoria a sé stante su Instagram, con tanto di hashtag dedicati e analisi sartoriali dettagliate, lei dettava legge ai terminal con mise effortless ma studiatissime. </p><p><br></p><p>Nel video compare un look da viaggio particolarmente significativo: un lunghissimo e pesante cardigan in lana elevato a vero e proprio capospalla.

Quella scelta apparentemente banale racchiude in realtà una filosofia precisa: trasformare un capo tradizionalmente considerato "da casa" in un elemento centrale dell'outfit. Il cardigan diventa così soprabito,<b> elemento strutturante, pezzo che definisce la silhouette.</b> Indossato su capi minimal e abbinato a pantaloni morbidi e scarpe comode, crea quell'estetica disinvolta ma curata che è la firma distintiva dello stile Paltrow. Potrebbe facilmente diventare l'uniforme autunnale perfetta per chiunque cerchi comfort senza rinunciare all'eleganza.
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E poi c'è il pezzo che oggi farebbe gola a qualsiasi fashion insider: un blazer in pelle sfiancato, anch'esso un capolavoro targato Calvin Klein. Rivedendolo nel video, la stessa Gwyneth si lascia andare a un vero e proprio rimpianto, confessando quanto vorrebbe averlo ancora nell'armadio e pentendosi di non averlo conservato. La sua linea è incredibilmente attuale: il taglio sfiancato, <b>la pelle morbida ma strutturata, l'assenza totale di dettagli superflui. </b>È esattamente il tipo di capo che oggi verrebbe definito "<i>investment piece</i>", un acquisto intelligente destinato a durare decenni.

Questo rimpianto pubblico ci dice molto su come sia cambiato il rapporto con il guardaroba negli ultimi anni. </p><p><br></p><p>Se un tempo era normale fare pulizia periodica e liberarsi di capi "<i>vecchi</i>", oggi c'è una consapevolezza diversa del valore di certi pezzi. Non si tratta solo di nostalgia: è la comprensione che la qualità vera, quella costruita su materiali eccellenti e design senza tempo, <b>merita di essere preservata e tramandata.
</b>
A chiudere questa carrellata di it-pieces, una combinazione che sembra uscita direttamente dai feed Instagram di oggi: gonne lunghe e fluide sdrammatizzate dalle immancabili Adidas Samba. Ecco un altro esempio lampante di come Gwyneth fosse già avanti negli anni '90. </p><p></p><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@gwynethpaltrow/video/7683593697027509518" data-video-id="7683593697027509518" style="max-width: 605px;min-width: 325px;"> <section> <a target="_blank" title="@gwynethpaltrow" href="https://www.tiktok.com/@gwynethpaltrow?refer=embed">@gwynethpaltrow</a> <p>Confronted by my 90’s outfits</p> <a target="_blank" title="♬ maggots for brains Official Instrumental - Dan Swift Del Rey" href="https://www.tiktok.com/music/maggots-for-brains-Official-Instrumental-7656192416669420296?refer=embed">♬ maggots for brains Official Instrumental - Dan Swift Del Rey</a> </section> </blockquote> <script async="" src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script><br><p></p><p>Quella combo comoda, urban e assolutamente perfetta che oggi spopola tra le fashion week e i quartieri più cool delle metropoli, lei la indossava già più di vent'anni fa con naturalezza disarmante.

Le Samba, sneaker iconica nata per il calcio indoor e poi adottata dalla cultura streetwear, rappresentano l'antitesi delle calzature tradizionalmente associate all'eleganza femminile. <b>Eppure, proprio in questo contrasto risiede la loro forza stilistica</b>. Abbinate a una gonna lunga, creano una tensione estetica perfetta: il formale e l'informale, il femminile e lo sportivo, la fluidità del tessuto e la solidità della suola in gomma. È styling allo stato puro, quella capacità di mixare codici diversi creando qualcosa di completamente nuovo.
</p><p><br></p><p>
Riguardare questi outfit ci fa capire perché funzionino ancora così bene. Non c'è nulla di forzato, nulla di costruito a tavolino per stupire. Sono silhouette pulite, assenza di loghi urlati, <b>capi basic di altissima qualità e quell'attitudine less is more che non stanca mai</b>. In un panorama contemporaneo saturo di proposte, sovraccarico di stimoli visivi e in perenne ricerca della prossima tendenza virale, lo stile di Gwyneth Paltrow negli anni '90 ci ricorda che la vera eleganza sta nella sottrazione, non nell'addizione.
</p><p><br></p><p>
Oggi come allora, l'attrice si riconferma icona suprema di uno stile minimalista ma innegabilmente e irrimediabilmente cool. I suoi outfit di quel periodo non erano pensati per i social media, non inseguivano il like facile o il momento virale. Nascevano da una comprensione profonda del proprio corpo, delle proprie necessità, del proprio modo di muoversi nel mondo. E forse è proprio questa autenticità, questa assenza di calcolo, a renderli così potenti ancora oggi.

La lezione che possiamo trarre da questo viaggio nella memoria è semplice ma potente:<b> investire in pezzi di qualità</b>, costruiti per durare, significa creare un guardaroba che attraversa il tempo senza invecchiare.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/gwyneth-paltrow-ritrova-i-suoi-outfit-anni--90--uno-e-finito-nell-armadio-di-sua-figlia-team</link>
    <dc:creator>Alessandra Luzzi</dc:creator>
    </item>
        <item>
      <guid>https://www.mauxa.com/news/la-giacca-leopardata-che-sta-conquistando-milano--ecco-come-la-indossa-vittoria-ceretti-team</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 11:15:00 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[La giacca leopardata che sta conquistando Milano: ecco come la indossa Vittoria Ceretti]]></title>
      <description><![CDATA[Vittoria Ceretti rivoluziona la giacca leopardata con abbinamenti street e casual.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<figure><img src="https://www.mauxa.com/storage/media/2026/10/vittoria-ceretti.jpg" class="type:primaryImage" /></figure><p>                        
                      L'autunno ha le sue regole non scritte, e una di queste è il ritorno trionfale della stampa animalier. Ma se pensavi che la giacca leopardata fosse destinata esclusivamente a contesti eleganti o serate glamour, Vittoria Ceretti è qui per smontare ogni tuo preconcetto. <b>La supermodella italiana, avvistata tra le strade milanesi durante la Fashion Week</b>, ha trasformato questo capo iconico in un elemento sorprendentemente versatile e quotidiano.

Il segreto del suo look da giorno risiede in un concetto tanto semplice quanto rivoluzionario: sdrammatizzare l'impatto visivo del leopard-print attraverso accostamenti decisamente street. </p><p>La giacca corta con stampa leopardata diventa così il protagonista assoluto di un outfit che dialoga con la comodità urbana, dimostrando che l'audacia può convivere perfettamente con la disinvoltura metropolitana.

<b>Ceretti ha costruito il suo ensemble partendo da una base rilassata e accessibile</b>. Sotto la giacca animalier, indossata rigorosamente sbottonata per mantenere un'aria casual, spicca una t-shirt bianca arricchita da grafiche rosse e nere. Niente di ricercato o costruito, solo un capo basico che chiunque ha nell'armadio. </p><p>La maglietta è stata inserita morbidamente all'interno di pantaloni neri dal fit estremamente ampio e baggy, decorati con rivetti metallici dorati che richiamano l'estetica workwear.

Il punto vita <b>viene definito da una cintura in pelle nera con fibbia argentata d'ispirazione western</b>, un dettaglio che aggiunge carattere senza rubare la scena. Ma è l'insieme dei volumi a fare la differenza: i pantaloni oversize creano un contrappeso perfetto all'energia visiva della giacca, evitando che l'outfit risulti eccessivo o costruito.
</p><p><br></p><p>
Le sneakers basse dalle tonalità neutre completano il quadro, ribadendo l'intento comfort-first della modella. Del resto, quando si corre tra una sfilata e l'altra nella frenesia della settimana della moda, la praticità non è negoziabile. Gli accessori seguono la stessa filosofia minimalista: occhiali da sole scuri dalla montatura spessa e allungata, piccoli orecchini luminosi a lobo e<b> una pratica borsa a spalla nera che si intravede sotto il braccio.</b>

Questo approccio allo styling rivela un principio fondamentale della moda contemporanea: il contrasto è il nuovo equilibrio. La giacca leopard-print, storicamente associata a contesti formali o atmosfere da serata, acquisisce una nuova identità quando viene sottratta al suo habitat naturale e inserita in un contesto urban. </p><p><br></p><p>È la formula vincente per il guardaroba di transizione stagionale, quel momento dell'anno in cui serve stratificare senza appesantire, osare senza risultare fuori luogo.

Ma come replicare questo effetto nella vita reale, lontani dalle passerelle milanesi? <b>Le possibilità sono molteplici e tutte sorprendentemente accessibili.</b> Un primo abbinamento vincente prevede denim e maglieria essenziale: basta accostare la giacca animalier a un dolcevita nero o color panna a costine sottili e a un paio di jeans dritti o a zampa in un lavaggio blu medio. Stivaletti alla caviglia in pelle o mocassini platform completano il look con un tocco contemporaneo.
</p><p><br></p><p>
Per chi ama il total black, questa è la base perfetta per far risaltare la stampa senza cadere nell'eccesso. La giacca può essere indossata sopra pantaloni in ecopelle opaca o un abito sottoveste nero, abbinata a stivali alti al ginocchio per un effetto grintoso ideale per le serate autunnali. Il nero fa da tela neutra, permettendo al leopard-print di emergere con tutta la sua personalità.<b>

I colori caldi della stagione offrono un'altra strada interessante.</b> Le tonalità del rosso ciliegia o del borgogna profondo si sposano perfettamente con le sfumature del leopardo, creando armonie cromatiche sofisticate. Un dettaglio acceso come una borsa a mano, un basco o un paio di slingback può fare la differenza, trasformando un outfit da giorno in una proposta più ricercata.
</p><p></p><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/Ddp0qVBgZd6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/Ddp0qVBgZd6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/Ddp0qVBgZd6/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Vittoria Ceretti Tokyo | N°489 (@vittoria_ceretti_tokyo)</a></p></div></blockquote>
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E poi c'è l'interpretazione urban, quella che Vittoria Ceretti ha magistralmente dimostrato per le strade di Milano. Sovrapporre la giacca a felpe con cappuccio o t-shirt grafiche, abbinandola a pantaloni cargo, parachute pants o jeans estremamente ampi, <b>significa abbracciare l'estetica streetwear nella sua forma più autentica.</b> L'aggiunta di sneaker chunky o dal sapore retrò smorza immediatamente qualsiasi connotazione formale del capospalla, rendendolo perfettamente in linea con lo spirito del tempo.

La vera lezione di stile che emerge da questo look è la democratizzazione dell'animalier. </p><p><br></p><p>Per troppo tempo relegato a occasioni speciali o interpretazioni dichiaratamente glamour, il leopard-print rivendica oggi una dimensione quotidiana, quasi democratica. Non serve un evento particolare per indossarlo, <b>non servono abbinamenti studiati a tavolino o accessori costosi</b>. Serve solo il coraggio di mixare registri diversi, di accostare l'inaspettato, di fidarsi del proprio istinto.

La giacca leopardata si conferma così uno dei capispalla più versatili dell'autunno, capace di attraversare contesti e occasioni con disinvoltura. </p><p><br></p><p>Da sola può elevare istantaneamente anche l'outfit più basico, trasformando jeans e maglietta in una dichiarazione di stile consapevole. È l'alleato perfetto per chi vuole comunicare personalità senza gridare, per chi cerca <b>quel twist capace di rendere memorabile anche il look più quotidiano</b>.

Nel guardaroba contemporaneo, dove i confini tra formale e informale si fanno sempre più labili, pezzi come questo rappresentano investimenti intelligenti. </p><p><br></p><p>Non seguono mode passeggere ma intercettano un desiderio profondo: quello di esprimere individualità attraverso scelte estetiche che non richiedono compromessi sulla comodità. E quando a dimostrarlo è una delle modelle più richieste del momento, <b>il messaggio arriva forte e chiaro</b>: l'animalier non è più una scelta audace da giustificare, ma una presenza naturale nel vocabolario stilistico di chi ama giocare con la moda senza prendersi troppo sul serio.</p>]]></content:encoded>
      <link>https://www.mauxa.com/news/la-giacca-leopardata-che-sta-conquistando-milano--ecco-come-la-indossa-vittoria-ceretti-team</link>
    <dc:creator>Alessandra Luzzi</dc:creator>
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