Cultura - Cinema
BACIAMI ANCORA. MUCCINO FA ANCORA COLPO
Scritto da Silvia Pompei, Domenica 31 Gennaio 2010 17:47
stefano-accorsi-e-vittoria-puccini-in-una-scena-del-film-baciami-ancora-142568Sequel de L’ultimo bacio, Baciami ancora, diretto anch’esso da Gabriele Muccino (Come te nessuno mai – 1999, L’ultimo bacio – 2000, Ricordati di me – 2003), ne presenta stessi pregi e difetti. Partiamo dai molti e vistosi pregi.
I 130 minuti del film scorrono tutti d’un fiato, nella curiosa attesa dell’evolversi delle vicende di vita dei vari personaggi. Il ritmo è frenetico, costante, non ci sono punti morti o cali d’attenzione grazie ad una regia che cattura ora indugiando sui particolari, ora colpendo lo spettatore con primi piani di volti ed espressioni, e spesso riuscendo a calare lo spettatore nel vortice della quotidianità dei personaggi con lunghe e rapide carrellate che li seguono in perenne corsa. Questo, unito ad un sapiente montaggio che riesce a coordinare magistralmente cinque storie nel loro intrecciarsi, senza che si perda mai il filo dei singoli discorsi, è l’ormai riconoscibilissimo stile Muccino. E funziona, funziona davvero.

Ti prende, ti intriga, ti magnetizza. Si tratta di forma, di stile. Altro si deve dire del contenuto. Non c’è novità, non c’è un pensiero originale, solo un estremo pessimismo sui rapporti e sulle relazioni spacciato per realismo. Possibile che, quanto a fortuna in amore, di cinque amici non se ne salvi nessuno? E’ un campione verosimile della popolazione dei trentenni/quarantenni? E’ banale sostenere che nessuna relazione d’amore sia esente da tradimenti e gravi colpe. Guardandosi intorno c’è a chi va bene e a chi va male. Forse saranno un po’ più numerosi quelli a cui va male, ma di certo non sono tutti divorziati, separati, con doppie vite, totalmente immaturi, incapaci di una responsabile genitorialità. Il sottotitolo del film è “La storia di tutte le storie d’amore” e viene da dirsi… “speriamo di no!” E’ qui che si perde il film di Muccino, nella banalizzazione di rapporti, nel riportare superficialmente un’idea di sfascio di valori positivi. In fondo poi non c’è approfondimento delle cause, anche se certamente lo sguardo corale l’avrebbe reso difficoltoso.


Ma passiamo alla storia. Dalle vicende de L’ultimo bacio sono passati dieci anni. I cinque amici che allora erano insoddisfatti ed immaturi trentenni sono ora quarantenni che in un frenetico giro di telefonate si comunicano il ritorno in città di uno di loro, Adriano, che, dopo essersene partito alla ricerca di se stesso ed essere stato in carcere per due anni per avere portato in aereo della droga, deve riprendersi in mano la sua vita, trovare un lavoro, recuperare un rapporto con il figlio Matteo che in realtà non è mai iniziato e fare ammenda per tutti gli errori commessi. Durante la sua assenza l’ex moglie Livia ha dovuto allevare da sola il figlio e da un anno ha preso a frequentare Paolo della cui stabilità emotiva non si può però fidare. Quest’ultimo infatti dipende ormai dagli psicofarmaci per tenere più o meno a bada quella che sembra essere più una depressione che una schizofrenia. Ci sono poi Marco e la moglie che attraversano una profonda crisi di coppia dopo vari e fallimentari tentativi di avere un figlio. Il tradimento di lei lo porterà a rivedere un po’ il suo rigido sistema di valori e a rimettersi in discussione. C’è poi Alberto, l’alternativo, quello che non vuole mettere radici e passa da una donna all’altra senza prendersi delle responsabilità. Lavora temporaneamente in un supermercato e sogna di dare una svolta alla sua vita trasferendosi in Brasile. E infine ci sono Carlo e Giulia, i veri protagonisti, che in fondo, dopo tante rotture, tradimenti, incomprensioni, si amano ancora condividendo la cosa per loro più importante, la figlia Sveva.
Un malore di Carlo li porterà a riconsiderare le rispettive priorità. Se si esclude il discorso sentimentale, il contesto sociale che Muccino ci dipinge è piuttosto realistico con una varietà di condizioni lavorative e di problematiche familiari e quotidiane che ben rappresentano l’Italia di oggi, che, come dicono i protagonisti, è un paese immobile in cui è difficile trovare lavoro e in cui non si fa che licenziare. Simpatico è nel film l’omaggio del regista all’amico Will Smith, con cui ha lavorato nei due film girati negli Stati Uniti (La ricerca della felicità – 2006, Sette Anime – 2008). Quest’ultimo compare infatti nel film Io sono leggenda che Adriano e Carlo stanno guardando in televisione. Sorprendente è poi la somiglianza di Giorgio Pasotti (Dopo mezzanotte – 2004, Volevo solo dormirle addosso – 2004, Le rose del deserto - 2006), ridotto male dopo l’esperienza del carcere, con Giovanni del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Praticamente inguardabile, specie nelle prime scene. Buona però la sua interpretazione, ricca di sfumature. Brava anche L’Impacciatore (Concorrenza sleale – 2000, - La passione di Cristo – 2004, Manuale d'amore – 2005). Sempre convincente Pierfrancesco Favino (Romanzo criminale – 2005, Saturno contro – 2007, L'uomo che ama - 2008), molto meno il sopravvalutato Stefano Accorsi (Santa Maratona – 2001, Romanzo criminale – 2005, Saturno contro - 2007) che sembra avere una sola espressione per tutte le occasioni. Non del tutto convincente Vittoria Puccini (Paz! – 2002, Ma quando arrivano le ragazze? – 2005, Colpo d'occhio - 2008) forse svantaggiata dal fatto di avere sostituito Giovanna Mezzogiorno.

BACIAMI ANCORARegia : Gabriele Muccino. Interpreti: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Alexia Murray. Genere: Drammatico. Durata: 130 min. Paese: Italia 2010. Distribuzione: Medusa. Uscita: venerdì 29 gennaio 2010.

Si ringrazia il Cinema Cityplex Politeama Lucioli per la collaborazione. 
http://www.cinemateatrilucioli.it/