Standing Army: Gli Usa Non Dispensano Pace

Gli Usa hanno 716 basi militari in 38 paesi ed ospitano più di 250mila soldati. Le presenza dei militari è in 110 paesi nel mondo. Obama ha stanziato 680 milioni di dollari, mentre Bush ne aveva assegnati 650. "C'è un legame tra crisi e espansione militare?". Nel mondo ci sono 110 basi miltari.

Questi quesiti  emergono nel documentario Standing Army un libro e un documentario di Thomas Fazi ed Enrico Parenti, distribuito dalla Fazi editore Sono occorsi tre anni di ricerche e indagini sul campo, per dar voce con interviste a personaggi ed esperti come Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson i quali riflettono sulla politica estera e militare statunitense.

 

Il documentario è stato selezionato al Bafici-Festival Internazionale del Cinema Indipendente di Buenos Aires e al Tek Festival di Roma, dove ha vinto il Premio per la miglior Fotografia.

 

Alcuni esempi lampanti: Catherine Lutz, antropologa, ammette che le basi militari sono il "vero bottino di guerra". In seguito all'invasione dell'Iraq nel 2003, gli Usa ottennero l'Iraq, ammette William Blum, storico ed ex ufficiale del Dipartimento di Stato Usa.

Ad Okinawa, principale roccaforte americana in estremo oriente, hanno sede 35 basi. La Corea del sud ha 26 basi. Diego Garcia, piccola isola dell'Oceano Indiano, vede gli abitanti protagonisti dello scontro tra le due superpotenze. Avendo una laguna logisticamente perfetta, è diventata base di atterraggio americana. L'Inghilterra concesse così l'Isola agli Usa, deportò gli abitanti, con esuli che oggi vivono tra le Isola Mauricius e l'Inghilterra. Loro persistono in una battaglia legale per ritornare nell'isola, ma la camera dei Lord ha bocciato tutte le precedenti sentenze che ipotizzavano il ritorno. Dopo l'11 settembre, Diego Garcia è uno snodo fondamentale per le truppe Usa.

 

Il documentario, con sintetiche interviste, molte debitrici dell'immediatezza di YouTube, ricostruiscono una situazione socio-politica che alla maggior parte dei cittadini sfugge: la guerra è un business, e i media la diversificano facendola sembrare di pace.

A Vicenza si dovrebbe aprire una nuova base, una delle 10 italiane. 48 edifici su una superficie di 79mila metri quadrati. "Non inquina, non fa rumore (...) tutti quelli che si lamentano a Vicenza sono degli sporchi comunisti". Dice Edwaed Luttwak consulente per il dipartimento della difesa Usa.

 

Il sindaco di Vicenza Achille Variati indisse un referendum per decidere della costruzione, ma 5 giorni prima il consiglio di Stato bocciò il referendum.

Molte basi insomma nascono dall'esistenza di trattati segreti tra gli Stati uniti e i paesi ospitanti: qui si tratta del trattato bilaterale Italia-Usa del 1954, mai reso pubblico.

 

Il documentario si conclude con le parole di Eisenhower che nel 1961 disse: "Gli Stati Uniti ora devono scegliere : destinare le poche risorse disponibile al consolidamento delle istituzioni sociali e democratiche del paese, oppure continuare a nutrire questo apparato parassitario che per definizione potrà solo produrre nuove armi e nuove guerre".

Quello di Fazi e Parenti è un'ottima indagine, simile per piglio giornalistico all'arguzia di Report ma più documentato, senza prese di posizione politiche. Manca forse quella verve polemica e sovvertitrice che rende le indagini di Michael Moore distribuibile nei cinema e confinante con l'intrattenimento. Ma questo è un altro business.

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