Come Voltaire diventò l’amante di una “marchesa” e cambiò la scienza in Francia

Il ricordo di un famoso aneddoto: quando Voltaire conobbe la marchesa Émilie du Châtelet e, insieme, contribuirono a cambiare profondamente il mondo della scienza.

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La Critica della ragion pura

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Come Voltaire diventò l’amante di una “marchesa” e cambiò la scienza in Francia. Uno dei più grandi pensatori di sempre è stato sicuramente François-Marie Arouet, universalmente noto come Voltaire. Nei periodi di sofferenza morale e di grande difficoltà torna, quasi sempre, a ricomparire  la sua sottile ironia, che si condensa nella domanda famosissima: “Si c'est ici le meilleur des mondes possibles, que sont donc les autres? (Se questo è il migliore dei mondi possibili, gli altri, come sono?)” Sono moltissime le opere che si rifanno al suo originale Candide (1759), per esempio alla fine dello scorso gennaio al teatro dell’Opera di Roma si è rappresentata la versione del Candide di Bernstein di cui è possibile vedere qui l’overture ; E come non ricordare il racconto di Leonardo Sciascia del 1977 Candido di cui lui stesso sottolinea:“Non so se il Candide sia servito da formula a cinque o seicento altri libri. Credo di no, purtroppo: ché ci saremmo annoiati di meno, su tanta letteratura. Comunque, che questo mio racconto sia il primo o il seicentesimo, di quella formula ho tentato di servirmi. Ma mi pare di non avercela fatta e che questo libro somigli agli altri miei. [...] Se non il risultato, valga dunque l'intenzione: ho cercato di essere veloce, di essere leggero. Ma greve è il nostro tempo, assai greve” Eppure, nonostante le gravi difficoltà, proprio grazie all’impegno dei personaggi più illustri della cultura avvengono a volte vere e proprie rivoluzioni. Si può raccontare così il famoso aneddoto, in cui una storia clandestina del grande pensatore francese portò alla diffusione di una vera e propria rivoluzione scientifica. Molti grandi uomini nella storia sembrano avere l’occasione di incontrarsi solo nei libri: Isaac Newton nacque lo stesso anno in cui Galileo Galilei morì, eppure fu profondamente ispirato dal lavoro dello scienziato italiano. Allo stesso modo Voltaire aveva passato alcuni anni in esilio in Inghilterra e pur non conoscendo Newton personalmente aveva assistito al suo funerale nel 1727, rimanendo colpito dagli onori che ricevette dal popolo inglese, tanto che sottolineò: “è stato sepolto come un sovrano benevolo che ha reso felici i suoi sudditi”. Tornando in Francia Voltaire si rese protagonista di una intrigata querelle, pubblicò le famose Lettere inglesi note anche come Lettere Filosofiche, nelle quali descrisse le abitudini e le nuove scoperte  conosciute nei suoi viaggi. Propose in quattro di queste lettere così i fondamenti del nuovo sistema newtoniano, riassumendoli in modo preciso e documentato. Il libro provocò uno scandalo in Francia, soprattutto perché confutava pesantemente la filosofia francese, basata sui principi cartesiani. Addirittura fu messo al rogo e Voltaire fu costretto a rifugiarsi nel castello di Cirey, insieme alla moglie di un marchese che divenne poi la sua amante, si tratta della famosa Émilie du Châtelet. Rimasero chiusi nel castello per dieci anni, qui organizzarono feste e balli, ma soprattutto studiarono insieme le opere di Newton, realizzando un cambiamento radicale nelle teorie del tempo. Proprio grazie a questa passione clandestina i Principia e l’Ottica divennero testi disponibili per tutti, essendo tradotti dal latino e resi anche in una forma più semplice. Bisogna però rendere merito a un altro aspetto singolare di questo straordinario connubio, fu infatti questa una delle prime occasioni in cui veniva rivalutata la figura della donna. Émilie du Châtelet viene ricordata oggi non solo per essere stata la moglie di un marchese prima e l’amante di Voltaire in seguito, ma soprattutto per il suo valore indiscusso di grande matematica. Fu lei ad enunciare per la prima volta uno dei principi fondamentali in fisica “il principio di conservazione dell’energia”, inoltre notò e corresse alcuni errori del trattato di Newton e la traduzione dei Principia in francese fu quasi esclusivamente opera sua, li rese in una forma così comprensibile e moderna che sono letti in Francia ancora oggi, a distanza di più di 200 anni! Insieme a Voltaire realizzò l’opera che è riconosciuta come la migliore ed esaustiva di tutte le esposizioni  divulgative del pensiero di Newton: Éléments de la philosophie de Newton.

E questo per ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, che nessun uomo, nemmeno il più importante di tutti, è davvero grande senza avere la fortuna di incontrare una grande donna.

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