La Scienza non ha bisogno di Dio: libro rivelazione di Edoardo Boncinelli

L'8 febbraio 2012 è uscito nelle librerie il nuovo libro di Edoardo Boncinelli, uno tra i massimi esperti di genetica in Italia, dal titolo che lascia poco spazio all'immaginazione: La Scienza non ha bisogno di Dio.

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La Scienza non ha bisogno di Dio

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Edoardo  Boncinelli

Edoardo Boncinelli

L'8 febbraio 2012 è uscito nelle librerie il nuovo libro di Edoardo Boncinelli, uno tra i massimi esperti di genetica in Italia, dal titolo che lascia poco spazio all'immaginazione: La Scienza non ha bisogno di Dio.

Saggio che punta a dare un'interpretazione puramente scientifica della vita, partendo dal libro del premio nobel per la fisica Erwin Schrödinger, divenuto fondamentale nella storia della biologia molecolare che s'interrogava sul mistero che più di tutti ha affascinato scienziati, filosofi, intellettuali e uomini comuni: Che cos'è la vita?

Boncinelli chiarisce prontamente la questione di Dio: essa dev'essere relegata all'ambito della filosofia e della teologia, la scienza non ha nulla di divino è magico. Anche se molti aspetti della natura risultano ostici e la scienza non è ancora riuscita a dare una chiara spiegazione dei meccanismi che ne sono alla base (come l'origine dell'universo e l'evoluzione delle specie viventi), si deve fare a meno di prendere in considerazione l'ipotesi che Dio abbia contribuito alla nascita della vita; altrimenti, la scienza si troverebbe nella condizione di dover abdicare al proprio ruolo.

Da studioso della biologia e dell'evoluzione, Boncinelli affronta soprattutto due problemi, due fasi decisive dello sviluppo delle specie viventi sulla Terra. La prima, lo sviluppo della riproduzione sessuata; la seconda, il processo di fotosintesi delle piante primordiali, che rese l'atmosfera respirabile per le specie animali successive, e in primis per la razza umana. Ma cosa sarebbe successo se in uno di questi momenti critici l'evoluzione biologica avesse preso un altro percorso? Una risposta esatta non può esistere. Molti filosofi e scienziati di impostazione più teorica hanno cercato di risolvere il problema introducendo un'elegante soluzione: il principio antropico.

Secondo questa teoria, qualsiasi cosa, nel corso di tredici miliardi di anni di evoluzione dell'universo, sarebbe potuta andare male. Insomma, siamo qua per un colpo di fortuna.

Sbalorditiva è la spiegazione che Boncinelli fornisce all'evoluzione biologica: per il Professore si tratta di frutto di una serie impressionante di errori di trascrittura del DNA. La riproduzione di ogni essere vivente richiede infatti che il patrimonio genetico impresso nella doppia elica del DNA venga costantemente duplicato. Ogni nuova creatura frutto della riproduzione sessuata deriva dall'incrocio dei patrimoni genetici dei due genitori. Ma gli errori di trascrizione sono in agguato ovunque, in ogni istante della nostra vita, nel momento in cui i geni danno l'ordine di produrre determinate proteine: un fenomeno che avviene di continuo. Qualcosa può andare storto in ogni momento, un mero errore di copiatura che può compromettere molte cose.

E cosa comportano questa serie di errori nella crescita di un essere umano? Ne deriva una mutazione: spesso insignificante, a volte alla base di esiti drammatici (malattie genetiche e tumori), in alcuni rari casi una vera e propria fortuna. Un essere umano portatore di una mutazione "benigna" può adattarsi meglio all'ambiente in determinati casi. Per esempio, per un banale errore di trascrizione del DNA, molto tempo fa, qualcuno sull'Himalaya si trovò in grado di sopportare meglio le condizioni proibitive di quell'ambiente. Oggi, i suoi discendenti dominano il "tetto del mondo", dove l'ossigeno è molto più scarso.

A partire dall'avvento della Teoria dell'evoluzione darwiniana fino alle più recenti scoperte, La Scienza non ha bisogno di Dio fornisce le chiavi interpretative per dissipare il velo di misticismo che ancora sembra avvolgere questo fenomeno, ridefinendo i confini spesso labili che separano la vita naturale da quella artificiale.

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