La gioia di scrivere di Wisława Szymborska è tra i libri più venduti del mese.

Come spesso accade nel panorama artistico e letterario, quando un artista o letterato passa a miglior vita le sue opere suscitano nell'opinione pubblica un immediato interesse e subito si incrementano le vendite dei suoi lavori, come mai era successo quando era ancora in vita.

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Wisława Szymborska

Wisława Szymborska

Come spesso accade nel panorama culturale, quando un artista o letterato passa a miglior vita le sue opere suscitano nell'opinione pubblica un immediato interesse, provocando un repentino incrementano di vendite dei loro lavori, come mai era successo quando erano ancora in vita.
E lo stesso è accaduto anche per la poetessa polacca, Wisława Szymborska, vincitrice nel 1996 del Premio Nobel per la letteratura. A seguito della sua morte, avvenuta il primo febbraio 2012, su Amazon sono state vendute più di 800 copie della raccolta di poesie  La gioia di scrivere, record che la poetessa non ha mai raggiunto in Italia durante la sua carriera letteraria, tant'è che 1996 in Italia era praticamente sconosciuta e presente solamente con Gente sul ponte, una piccola raccolta pubblicata da Vanni Scheiwiller.
Un discreto successo nel nostro paese la Szymborska lo conobbe a distanza di dieci anni dal Nobel. Nel film Cuore Sacro di Ferzan Özpetek, dalla borsa della piccola ladra cade a terra un volumetto di poesie della scrittrice polacca. Inoltre molte sue poesie e citazioni compaiono in riviste femminili di grande tiratura, nella pubblicistica, nei discorsi di politici o nelle canzoni di Jovanotti, come Buon sangue: "si nasce senza esperienza, si muore senza assefuazione."
Donna che amava la sua terra e sentiva un legame molto forte con le sue radici polacche, Wislawa Szymborska non acconsentì all'esilio come via di fuga dalle difficoltà di un paese sprofondato in una forte crisi sia economica che di libertà di opinione, scegliendo di sopportare i disagi della vita e della creazione artistica nel socialismo reale, che in Polonia significava fare i conti con la censura.

La poetessa amava la routine quotidiana, ritrovarsi negli oggetti a lei familiari e per questo si allontanava poco dal suo paese: "Di solito mi descrivono come una persona allegra (...) perché quando ho dei crolli, delle preoccupazioni, non frequento la gente per non mostrare un volto cupo. E sembra che abbia vissuto come una farfalla, come se la vita non avesse fatto altro che accarezzarmi sul capo".
Ciò che rende speciale e affascinante ogni verso di Szymborska è l'eleganza della parola. Ogni espressione della scrittrice va a sollecitare con leggerezza le corde emotive del lettore, utilizzando versi di colloquiale naturalezza e ingannevole semplicità. Benché molte delle sue poesie siano lunghe una pagina appena, esse toccano spesso argomenti di respiro etico che riflettono sulla condizione delle persone, sia come individui che come membri della società umana. La poetessa sa affrontare con impavida sicurezza argomenti di respiro etico, temi proibiti e filosofici quali la morte, l'amore e la vita in generale utilizzando espedienti retorici quali l'ironia, il paradosso, la contraddizione, rendendo così le sue opere pure e di facile interpretazione.

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