Il Generale dei Briganti, Daniele Liotti nel ruolo di Carmine Crocco - Arruolatosi nell'esercito borbonico per sfuggire alla miseria, Carmine Crocco (Daniele Liotti) diserta l'obbligo di leva per tornare a Rionero in Vulture e sposare Nennella (Raffaella Rea). Giunto in paese, il caporale lucano trova la sorella Rosina (Larissa Volpentesta) sfregiata da un pretendente respinto: lo uccide e scopre che il giovane è figlio del malvagio conte Guarino (Massimo Dapporto), una vecchia conoscenza di famiglia. Costretto alla macchia, a Napoli il brigante incontra Mariano Aiello (Danilo Brugia), l'ufficiale medico dell'esercito sabaudo che presta le cure alla madre moribonda. Ardente mazziniano, innamorato della figlia del conte Guarino (Christiane Filangieri), Aiello convince Carmine a combattere contro i Borboni e sposare la causa unitaria in cambio della clemenza. Presto, le sue gesta, acclamate a furore di popolo, lo consegnano alla leggenda: soprannominato il "Generale dei briganti", è l'eroe delle piazze. Quando alla fine del 1860, Crocco torna trionfante, con il tricolore e i suoi uomini a Rionero, ad accoglierlo c'è il conte Guarino, nominato prefetto, in procinto di arrestarlo...
Entrambi traditi dai propri ideali, i destini del brigante e del rivoluzionario, affiancate dalle rispettive donne, continueranno a intrecciarsi nella buona e nella cattiva sorte.
Su Rai1 in prima serata, questa sera va in onda la seconda puntata del Generale dei Briganti, la fiction dedicata a Carmine Crocco, pastore lucano di umili origini, capace di coinvolgere le classi indigenti della popolazione locale alla causa garibaldina. A capo di un esercito di due migliaia di uomini, conosciuto anche come il "Generalissimo" e il "Napoleone dei briganti" grazie alle doti di stratega della guerriglia, dopo l'unità nazionale diventa un temuto ricercato.
Condannato dalla storiografia tra la fine del XIX secolo e l'inizio di quello successivo, la sua reputazione viene riabilita dal revisionismo rinascimentale nella metà del '900.
Le vicende raccontate nella miniserie sono liberamente ispirate ai fatti storici.




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