Giulio Tremonti in libreria con Uscita di sicurezza

Il 24 gennaio uscirà il nuovo libro dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti dal titolo rivelatore: Uscita di sicurezza (Rizzoli). Come uscire da questa crisi apocalittica che sta divorando l'economia italiana? Esiste una soluzione finale?

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Il 24 gennaio uscirà il nuovo libro dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti dal titolo rivelatore: Uscita di sicurezza (Rizzoli). Come uscire da questa crisi apocalittica che sta divorando l'economia italiana? Esiste una soluzione finale?
Tremonti nel suo saggio delinea delle linee guida ben precise e dettagliate, giudicando con durezza presente e passato dell'economia italiana. Secondo l'ex ministro, l'atteggiamento da adottare per uscire dal disastro odierno è appunto quello di affidarsi ad una Uscita di sicurezza, aprire quella porta che ci condurrebbe fuori dal tunnel in cui siamo incappati per tornare a vedere le stelle della Comunità Europea.
Per uscire dal declino economico, ad avviso di Tremonti, la soluzione può essere ricercata in una "grande politica, o meglio in una nuova alleanza tra Popoli e Stati; fare prevalere le regole sull'anarchia; avviare grandi progetti di investimento pubblico per il bene comune". Questo tipo di condotta permetterebbe di "vincere la malia di potere ancora rappresentata dai santoni del denaro". Una malia a cui il potere politico a suo avviso è sottomesso, anche se per l'ex ministro il 'vero colpevole' è un altro, e cioè la 'finanza'.
Un primo passo importante per Tremonti è infatti "quello di mettere lo Stato sopra la finanza e la finanza sotto lo Stato. Il tempo di fissare un limite allo strapotere della finanza. Farlo, finalmente, vuol dire porre fine a un ciclo ventennale di prevalenza contro natura dell'interesse particolare sull'interesse generale".
Giulio Tremonti è del parere che purtroppo, nel corso degli ultimi anni, tutte le forza politiche italiane non hanno saputo mantenere una posizione coesa e decisa, causando il graduale indeboliti della politica e spalancando le porte all'arrivo del 'tecnico Monti' e del governo di unità nazionale. Ma Tremonti è convinto "dell'intrinseca debolezza e della transitorietà della loro esperienza, e come tecnico prestato alla politica, sa che prima o poi i professori devono mettersi da parte se non vogliono essere distrutti".
Con fermezza, Tremonti dichiara che "La politica può uscire da questo stallo, da questa fase di colpevole abulia e complicita', e rimettersi al servizio dei popoli, solo se ha la forza di cominciare con una prima mossa concreta e decisiva, la forza di mettersi sopra la finanza. La forza di presentarsi non come la causa dei problemi ma come la loro possibile soluzione". Una politica che ora 'illude' i popoli e 'non dice la verita'.
L'ex ministro prevede addirittura l'organizzazione politica dopo il governo di Monti i partiti. Pdl e Pd assumeranno una nuova identità, formando un grande calderone in cui ci saranno l'ala destra più nobile e pacata della Lega e i pezzi più dialoganti del Partito Democratico. Una super aggregazione che andrà da Roberto Maroni fino a Gianni Letta. L'ex ministro annuncia anche il nome del leader a capo della coalizione: Corrado Passera.
Sono ben accetti commenti e opinioni personali collegandosi al sito dell'ex ministro: www.giuliotremonti.it

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